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ELVIS PRESLEY – 5 FILM COLLECTION in DVD

 

 

 

 
 
In principio, dagli anni ’50 in poi, fu Elvis a portare sullo schermo il rivoluzionario linguaggio del Rock con la dirompente carica sensuale insita nella sua persona. Poi il legame tra Rock & Cinema si è andato sempre più rafforzando in un rapporto simbiotico di mutuo sostegno sinergico. Il cofanetto da 5 DVD predisposto da Warner Bros. Entertainment Italia, contenente tre film interpretati da Presley più due prettamente musicali che lo riguardano, ci offre un quadro esaustivo del fenomeno.
 

Si può amabilmente disquisire sul ‘Mito’, essere o meno d’accordo nel definirlo ‘il più grande’ nella storia del rock – i dati di vendita sembrerebbero confermarlo, se questi possono avere valore contestuale -, rimanere perplessi, come succede a me, dinanzi all’affermazione che il Rock abbia matrice ‘bianca’ (e non ‘black’) e che quindi questo straordinario fenomeno musicale del nostro secolo sia nato con Presley. Si può obbiettare tutto, ripeto, ma di certo resta il fatto che, qualunque sia la nostra percezione del fenomeno, tutti noi – fruitori di musica e gli stessi ‘rockers’ odierni – non saremmo quel che siamo se non fosse esistito Elvis. Nella metà degli anni Cinquanta le inquietudini e le insoddisfazioni, che serpeggiano tra le nuove generazioni, trovano adeguata rappresentazione al cinema nei personaggi portati sul grande schermo da Marlon Brando e James Dean. “Il selvaggio” (1953) e “Gioventù bruciata” (1956) sono i prototipi di questa tendenza. Ma quando, nei titoli di testa di “Il seme della violenza” (The Blackboard Jungle, 1955), di Richard Brooks, c’è la folgorazione dell’ascolto di Bill Haley & His Comets, che interpretano “Rock Around the Clock”, appare subito evidente a tutti che è nella musica rock che si esplicano ancor meglio le pulsioni liberatorie di una gioventù in forte fermento, pronta ad idealizzare in figure simbolo i personaggi più carismatici. Ricordiamo che proprio nel 1955 muore tragicamente James Dean in un incidente automobilistico. Siamo in un periodo in cui la cultura più generalista pigia l’acceleratore dell’affermazione del più edulcorato dei ‘sogni americani’ in un contesto sociale dichiaratamente borghese; realtà cui non è estranea la politica di ‘caccia alle streghe’ del senatore McCarthy né tantomeno la dilagante proliferazione del mezzo televisivo a danno dello spettacolo cinematografico. Nasce il termine ‘rock’n’roll’, coniato in una trasmissione radiofonica da un disc-jockey che sarebbe diventato presto famoso, Alan Freed, e viene segnato anche il passaggio dall’ingombrante 78 giri al più maneggevole 45 giri: il disco diventa prodotto di consumo alla stregua della coca-cola e dei blue-jeans. E’ in questa fase, e con queste premesse, che si genera la svolta dell’industria che porta a privilegiare il pubblico giovane nella fruizione del prodotto cinematografico. Hollywood capta le insoddisfazioni dei giovani ed intuisce immediatamente le potenzialità dell’astro nascente Elvis Presley ===Consulta la Filmografia=== – è il prototipo del giovane ribelle, una sorta di ‘Marlon Brando che suona la chitarra’ come lo definisce qualcuno -, poco prima che le dimensioni del suo successo divengano mastodontiche, e lo scrittura per una serie di film. Elvis, più che avere effettive qualità artistiche, ha carisma da vendere in quantità industriali, incarna alla perfezione i modelli comportamentali nei quali i giovani desiderano identificarsi ed il vederlo muoversi sullo schermo fornisce impeccabile corpo visivo a quello che l’ascolto dei suoi dischi lascia solo intuire. Alla resa dei conti è lo stesso motivo per il quale tramontava subito la stella di Bill Haley: vederlo visivamente fu una delusione poiché il suo aspetto fisico non corrispondeva affatto a quello che il ritmo travolgente di “Rock Around the Clock” suggeriva. Tra il 1956 ed il 1969 Elvis Presley interpretò ben 31 film. Dal punto di vista critico questi hanno goduto di ben poca considerazione, ma è indubbio che quell’industria discografica che prova a veicolare i suoi prodotti attraverso il ‘Media’ Cinema ha avuto il suo primo prototipo in tal senso proprio con i film del Re del Rock’n’Roll. Ecco così realizzarsi il perfetto connubio tra la musica ed il cinema, tra il suono e l’immagine, in un immaginario collettivo giovanile che non può prescindere da alcuna delle due componenti. E nel prosieguo si generano scene di isteria collettiva come mai era successo in precedenza e, forse, solo per i Beatles si sarebbe assistito successivamente. Sulla scia del successo di Elvis tutti i rocker di maggior ‘appeal’ dell’epoca vengono (è proprio il caso di dirlo) arruolati per una serie di film dalla ben delineata identità musicale poiché l’industria cerca di trarre il massimo profitto da una status, di fatto, decisamente vantaggioso e prolifico. I ‘juke box film’ – così vengono etichettati questi prodotti quasi sempre banali e privi di contenuti qualificanti, nei quali gli ingredienti caratteristici sono la mancanza di ideali, la violenza, il sesso, la ricerca della libertà, l’energia musicale, la rivolta alle convenzioni – poggiano su sceneggiature esilissime che vengono utilizzate unicamente per ‘mostrare’ sullo schermo i volti degli artisti che animano il mercato discografico e promuoverne le incisioni più recenti. Ci troviamo dinanzi ad un fenomeno di ampie dimensioni ma pur sempre circoscritto ad un ambito temporale determinato dall’eccezionalità del momento (durerà circa 4 anni, suggellato dall’eclissi di Presley per il servizio militare, dalla tragica morte di Buddy Holly in un incidente aereo nel 1959, da quella di Eddie Cochran un anno più tardi, e dal tramonto di alcuni degli artisti che vanno per la maggiore) e non dovuto ad un effettivo riconoscimento delle qualità cinematografiche della ‘musica giovane’. Dovrà passare ancora del tempo prima che ciò avvenga. E’ ancora un cinema di ‘serie-B’ e la musica stessa sta vivendo una fase pionieristica nonostante la sua esplosività. Di vero c’è che l’industria (o, il ‘sistema’, se preferite) addomestica ben presto questa presunta ‘gioventù bruciata’ e la rivolta estetica e la ribellione sottese ai nuovi ritmi musicali vengono destrutturalizzate e ricondotte dal mezzo cinematografico ad immagini e situazioni più rassicuranti, in virtù di una massificazione del genere e conseguente svuotamento dei caratteri originari. Ciononostante non si esauriscono i film a carattere musicale, però essi assumono toni più morbidi, più consoni alle atmosfere che si respirano nell’America a cavallo tra i Cinquanta e i Sessanta, non ancora toccata dal vento della contestazione e travolta dalla tragedia del Vietnam. I ‘Beach Movies’ ed i ‘Twist Movies’ caratterizzano questa fase aprendo la strada a gruppi come i Beach Boys, o ad interpreti come Bobby Darin, Frankie Avalon e Chubby Checker, e vedono protagonisti giovani che hanno abbandonato qualsiasi spinta alla ribellione e si muovono allegramente sulle spiagge americane praticando il surf o muovendosi al ritmo dell’ultimo ballo alla moda, ed alimentando i piccoli flirt di un’estate. A questo clima si adegua anche Presley una volta tornato dal servizio militare ed i suoi film si succedono a ritmo sostenuto ed in formato fotocopia. In Italia sono gli ‘urlatori’ (Celentano, Mina, Dallara, Gaber, Meccia, etc..) a tenere banco per un breve periodo ed i loro film permettono a questi artisti di farsi conoscere nei luoghi dove la televisione (siamo nel 1959) non è ancora arrivata; poi nei Sessanta saranno i cosiddetti ‘musicarelli’ interpretati dai vari Morandi, Bobby Solo, Little Tony, Rita Pavone, Al Bano a fare il verso ai prodotti d’oltreoceano. Il cofanetto in esame pubblicato da Warner Bros. Entertainment Italia, che detiene i diritti per la maggior parte dei 31 film interpretati da Elvis Presley negli anni ’50 e ’60, contiene innanzitutto un film epocale qual’é “Il delinquente del Rock ‘N’ Roll” (“(Jailhouse Rock”), diretto da Richard Thorpe nel 1957. Si tratta del 3^ film interpretato Presley e (forse) il più importante della sua carriera. Il cantante aveva esordito al cinema l’anno prima con “Fratelli rivali” (“Love Me Tender”, 1956, di Robert D. Webb), cui era seguito “Amami teneramente” (“Loving You”, 1957, di Hal Kanter). Nel 1958 sarebbe seguito “La via del male” (“King Creole”, di Michael Curtiz), altro film importante nella filmografia, a chiudere l’iniziale blocco dei fil del cantante negli anni ’50. “Il delinquente del Rock ‘N’ Roll”, girato in Bianco e Nero, è profondamente calato nella nuova realtà giovanilistica che si andava affermando in quegli anni e, tracciando un ritratto critico ed impietoso, ruota intorno all’ambiente della musica. È diventata di Culto, e considerata tra le scene musicali sue più belle di sempre, la scena in cui Elvis, dietro le sbarre di un carcere (ricostruito all’interno di un set televisivo), interpreta il brano “Jailhouse Rock” che ha dato il titolo originale al film di Richard Thorpe. Per gli appassionati dei dettagli diciamo che le canzoni presenti nel film sono (la già citata) “Jailhouse rock”, “Young and Beautiful”, “I Want To Be Free”, “Don’t Leave Me Now”, “Baby I Don’t Care” e “Treat Me Nice”. E i primi cinque di questi brani vennero pubblicati all’epoca su un Extended Play a 45 giri. “Viva Las Vegas” (id., 1964, di George Sidney) assieme a “Voglio sposarle tutte” (“Spinout”, 1966, regia di Norman Taurog) è il migliore dei film interpretati da Elvis negli anni Sessanta. Il primo vanta la presenza della magnifica Ann-Margaret e si mormora che i due avessero allora legato sentimentalmente al di fuori del set; certo è che è rimasta una traccia concreta della bontà del film alla luce degli incassi al Box-Office, della regia di un collaudato autore come George Sidney e per la memoria assai vivida che ne hanno conservato i fan nel tempo. Tante canzoni indimenticabili ed una scena di Culto, quella della corsa automobilistica sullo sfondi della città di Las Vegas. Grazie all’abilità del regista George Sidney, e all’alchimia dei due protagonisti, belli e sensuali, i numeri musicali del film sono assolutamente imperdibili. “Elvis Presley Show”, titolo originale “That’s The Way It Is”, è un riuscitissimo collage di trascinanti esibizioni ‘Live’ di Presley del 1970 registrate a Las Vegas; sensuale, divertente e poderoso.

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

ELVIS PRESLEY – 5 FILM COLLECTION
(Elvis Presley – 5 Film Collection)
Usa, 2022, 92’ + 81’ + 89’ + 92’ + 89’
Regia: registi vari
Cast: Elvis Presley, Ann-Margret, Judy Tyler, Mickey Shaughnessy, Shelley Fabares, Deborah Walley.

Informazioni tecniche del DVD

Video: 16×9 2.40:1 / 1.66:1
Audio: Italiano, Inglese Dolby Digital 1.0 / Inglese Dolby Digital 5.1
Distributore: Warner Bros. Entertainment Italia

 

IL BOXSET CONTIENE: Voglio Sposarle Tutte, Viva Las Vegas, Il Delinquente del Rock And Roll, Elvis Presley Show, Elvis On Tour

IL DELINQUENTE DEL ROCK ‘N’ ROLL
Titolo originale: Jailhouse Rock
Anno: 1957
Genere: musicale (bianco e nero)
Regia: Richard Thorpe
Cast: Elvis Presley, Judy Tyler, Mickey Shaughnessy, Vaughn Taylor, Jennifer Holden, Dean Jones, Anne Neyland

VIVA LAS VEGAS
Titolo originale: Love in Las Vegas
Anno: 1964
Genere: musicale (colore)
Regia: George Sidney
Cast: Elvis Presley, Ann-Margret, Casare Danova, Nicky Blair, William Demarest

VOGLIO SPOSARLE TUTTE
Titolo originale: Spinout
Anno: 1966
Genere: musicale (colore)
Regia: Norman Taurog
Cast: Elvis Presley, Shelley Fabares, Diane McBain, Dodie Marshall, Deborah Walley, Jack Mullaney, Will Hutchins, Warren Berlinger, Jimmy Hawkins, Carl Betz, Cecil Kellaway, Una Merkel, Frederick Worlock, Dave Barry

ELVIS PRESLEY SHOW
Titolo originale: That’s the Way it is
Anno: 1970
Genere: documentario musicale (colore)
Regia: Denis Sanders

ELVIS IN TOUR
Titolo originale: Elvis On Tour
Anno: 1972
Genere: documentario musicale (colore)
Regia: Robert Abel, Pierre Adidge
Cast: Elvis Presley, Kathy Westmoreland, J. D. Summer