Musica

TRUSTING IN THE RISING LIGHT di Robin Williamson

 

 

 

ARTISTA: ROBIN WILLIAMSON
TITOLO: Trusting in the Rising Light
ETICHETTA: ECM/Ducale
ANNO: 2014

C’è assonanza nel nome completo, ma ovviamente Robin Williamson non è il compianto attore de “L’attimo fuggente”, Robin Williams, da poco scomparso, bensì il songwriter scozzese che oggi incide per la prestigiosa ECM ed un tempo è stato co-fondatore della Incredible String Band, gruppo nel quale ha militato a lungo. “Trusting in the Rising Light” è il quarto album realizzato per la ECM dopo “Seed-at-zero” del 2000, “Skirting The River Road” (2002) e “The Iron Stone” (2006), e giunge in un periodo di importante rifiorire creativo per l’artista al punto di risultare il migliore, il più maturo e peculiare, dei suoi lavori di sempre. Da oltre un decennio viene assecondato (ed accompagnato) dal violinista (ed anche viola-nista) Mat Maneri (figlio di Joe), col quale condivide molte delle scelte musicali, in una sostanziale complementarità simbiotica assai efficace; nella loro partnership si fondono a meraviglia i toni delle liriche ballate di Robin con l’approccio sperimentale (e improvvisativo) e microtonale del jazz di Maneri, un’arte che quest’ultimo ha assimilato dall’esperienza paterna. La complessità della loro proposta musicale si evidenzia per esempio in “Our Evening Walk”, in cui si armonizzano e si integrano il contrappunto della viola ed il violino Hardanger, insieme creano un tappeto sonoro affascinante ed evocativo ma soprattutto elegante. E se Williamson ha smarrito gran parte della giovanile esuberanza artistica quello che non è andato perso è lo sguardo sulle dinamiche ad ampio respiro dell’universo musicale, il sincretismo multiculturale che da tempo lo contraddistingue. Perché affiorano, concreti, sapori di tradizioni etniche di varia provenienza (India, Indonesia, Tainlandia in “Just West Of Monmouth”) accanto all’identità celtica e ad istanze barocche. E se nelle precedenti occasioni Williamson si era servito di solidi riferimenti letterari gallesi, inglesi e americani per le liriche, in questo album i testi sono per intero farina del suo sacco. Per tutti indichiamo “Your Kisses” dedicata alla moglie Bina.

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA