SPERAVO DE MORI’ PRIMA di Luca Ribuoli in Blu-Ray

 

 

 

Dopo essere passata sugli schermi di Sky Atlantic a partire dal 19 marzo, la serie televisiva “Speravo de morì prima” dedicata a Francesco Totti, diretta da Luca Ribuoli e con Pietro Castellitto nei panni del calciatore simbolo di una città, approda in Blu-Ray grazie a Universal Pictures in una eccellente edizione a 2 dischi.

 

La serie si compone di 6 episodi di circa 40’ l’uno e più specificatamente racconta gli ultimi due anni vissuti da Francesco Totti alla Roma prima di appendere gli ‘scarpini’ al chiodo, più per costrizione che per libera scelta. La narrazione si sviluppa tra presente e passato, parlando dell’epica di questo fuoriclasse del calcio italiano e internazionale, anche con l’ausilio di una serie di immagini di repertorio (provenienti dagli archivi di A.S. Roma Fifa, Uefa e Sky), e concentrandosi sulla vita privata di un personaggio semplice e autoironico, legatissimo alla sua famiglia ed alla sua città, Roma. Il tutto ovviamente condizionato dalla difficoltà da sempre viva di riuscire a dare alla narrazione filmica un taglio credibile ad una materia, quella dei ‘Biopic’ (musicale, sportivo, cinematografico), difficile da oggettivare; ancor più problematica quando si deve cercare di adattare la narrazione al genere sportivo. Il rischio di essere poco incisivi o troppo convenzionali o poco obbiettivi è lì, in agguato dietro l’angolo. Ma direi che la serie, al di là di giudizi pro e contro del tutto ovvi e consequenziali, si presta ad essere vista su svariati piani di lettura che potranno di certo soddisfare molti ma anche deludere qualcuno. Siamo nel dicembre del 2015 e per Francesco Totti, che ha compiuto da poco 39 anni, si avvicina il momento dell’addio al calcio. Il ritorno alla Roma di Luciano Spalletti fa precipitare la situazione poiché l’allenatore entrerà in conflitto con il Capitano facendolo giocare poco e relegandolo molto spesso in panchina. L’ultimo

“Speravo de morì prima”, a Sky’s Tv Serie focused on Roma’s football player Francesco Totti.

anno e mezzo della carriera di Totti diventa quindi un braccio di ferro fra l’ottavo Re di Roma e il Pelato con Francesco che non ha nessuna intenzione di ritirarsi e ancor meno di accettare l’avanzare inesorabile dell’età… La serie Sky su Francesco Totti, diretta da Luca Ribuoli e scritta da Stefano Bises e Michele Astori è solo un tassello di una narrazione ben più ampia sulle gesta del campione, piene di simbolismi, e sull’anima dell’essere umano nella sua quotidianità: si concentra infatti solo su una parte della vita da giocatore di Totti (gli anni tra il 2015 ed il 2017) affidandosi anche a filmati di repertorio o flashback narrativi. Tutto è partito dall’autobiografia “Un Capitano” scritta assieme a Paolo Condò pochi anni fa e corroborato dal documentario “Mi chiamo Francesco Totti” firmato da Alex Infascelli nel 2020. Ne viene fuori (volutamente) un ritratto straniante e ironico di Francesco, in qualche maniera parodistico e talvolta grottesco, avvalorato ancor più dall’interpretazione peraltro riuscita di Pietro Castellitto (figlio di Sergio e di Margaret Mazzantini) che non può comunque non ‘subire’ il raffronto con la figura iconica e vivissima nell’immaginario collettivo del personaggio che interpreta. Così accade che senza contraddittorio il cattivo di turno, l’antagonista designato nella fiction diventa l’allenatore che in qualche modo ha accelerato il pensionamento di Totti nella Roma, Luciano Spalletti, interpretato da un Gian Marco Tognazzi pressoché perfetto. Il rapporto tra Spalletti e Totti, dieci anni prima idilliaco, è perturbato da incomprensioni e risentimenti, malcelati quando l’allenatore toscano ritorna nella capitale ad allenare la Roma nel 2016, fatti di frecciatine e dichiarazioni ostili in conferenza stampa ed interviste. Riuscita o forse no la serie? Da vedere? Si, in ogni caso. Perché cerca in ogni caso di piacere alla più ampia fascia di pubblico possibile (rispettosi degli innumerevoli tifosi del campione, primi spettatori della serie) al grido di “c’è solo un capitano”, e di volta in volta apostrofato come “l’Ottavo re de Roma”, “er Pupone”, “er Capitano”. Innamorato di Ilary, complice e affettuoso con i figli Cristian e Chanel. Il racconto, senza usare toni agiografici ed imbevuto di romanità, prova anche ad essere serioso tra i poli contrapposti di passione e ossessione, ma le incertezze (anche quelle degli interpreti), i troppi elementi, le troppe schegge, lo tirano verso una serie di gag e situazioni, anche assai divertenti, che piuttosto intralciano la narrazione senza garantire la necessaria drammaturgia. Il tutto assume toni oltremodo interessanti, universali, quando il protagonista e quelli che lo circondano sono  costretti a fare i conti con il tempo che passa inesorabile e diventa sempre più faticoso, per chi vive per anni o decenni sotto la luce dei riflettori baciato dal talento, accettare la decadenza fisica. “Ero sempre il re, ma sul mio trono ora c’era la scadenza”, dice ad un certo punto il protagonista: in fin dei conti è una debolezza questa manifestata con rammarico ed aria mesta. Ma ci sono anche alcuni momenti stranianti, quasi onirici (alla David Lynch di “Twin Peaks”, per intenderci), in cui la regia gioca con il ralenty, altri impostati su citazioni

musicali ben riconoscibili; i temi degli spaghetti western servono ad accentuare il senso del duello tra i due contendenti Totti-Spalletti, ma trovano spazio pure le canzoni di Lando Fiorini accanto ai Wilco, Michael Kiwanuka e Tecla Insolia. insomma si passa d’un colpo dalla tragedia greca alle citazioni pop. La scelta di Pietro Castellitto nel ruolo di Francesco Totti è perfetta: guardandolo è evidente si colgono davvero poche somiglianze ma tutto ciò si trasforma in un enorme vantaggio. Il figlio di Sergio si è concentrato sulla voce e sulla cadenza tipica della parlata di Francesco, su qualche tic del personaggio e su quel certo sguardo vago, e non si limita a restituirci una semplice imitazione dell’originale, ma è stato capace di afferrarne l’essenza. Tra le figure che ruotano attorno a Castellitto/Totti brillano, oltre al già citato Tognazzi/Spalletti, la Ilary Blasi interpretata da Greta Scarano e l’Antonio Cassano impersonato da Gabriel Montesi. Cassano è stato compagno di squadra ed amico fraterno di Francesco e nella serie non viene delineato concretamente ma, con felice intuizione, compare quasi fosse un fantasma nella coscienza del protagonista. Goliardico ed esuberante Antonio fa sfoggio di saggezza quando pronuncia la frase: “La palla è come il mondo, solo che il mondo è più grande”. Ci sono poi i genitori di Francesco, mamma Fiorella che ha il volto di Monica Guerritore e papà Enzo impersonato da Giorgio Colangeli, e c’è Marco Rossetti, perfetto nel ruolo di Daniele De Rossi. Elementi biografici e di finzione si fondono in maniera soddisfacente, in un racconto mai banale e mai noioso.

(Luigi Lozzi)                                                      © RIPRODUZIONE RISERVATA

NOTE TECNICHE
Il Film

SPERAVO DE MORI’ PRIMA
Speravo de morì prima – La serie su Francesco Totti
Italia, 2021, 235’
Regia: Luca Ribuoli
Cast: Pietro Castellitto (Francesco Totti), Greta Scarano (Ilary Blasi), Gian Marco Tognazzi (Luciano Spalletti), Monica Guerritore (Fiorella, la madre di Totti), Giorgio Colangeli (Enzo, il padre di Totti), Primo Reggiani (Giancarlo Pantano, amico storico del Capitano), Alessandro Bardani (Angelo Marrozzini, cugino di Totti), Gabriel Montesi (Antonio Cassano), Marco Rossetti (Daniele De Rossi), Massimo De Santis (Vito Scala), Eugenia Costantini (la madre Fiorella da giovane), Federico Tocci (il padre Enzo da giovane).

Informazioni tecniche del Blu-Ray

Aspect ratio: 2.20:1 1920x1080p/AVC MPEG-4 24 fps
Audio: Italiano DTS-HD Master Audio 5.1
Distributore: Sky/Universal Pictures [2 dischi]