Musica

MAGIC di Sergio Mendes

 

 

 

ARTISTA: SERGIO MENDES
TITOLO: Magic
ETICHETTA: Okey/Sony Music
ANNO: 2014

Tutto il Mondo (non solo quello del Calcio) si è dato appuntamento in Brasile tra giugno e luglio dello scorso anno per il Football World Cup (il Campionato del Mondo di calcio, tanto per intenderci). E tra politici (immancabili quando c’è da cavalcare un’onda senza la tavola da surf), giornalisti e fotografi (in quantità industriali), wags ed ex di qualcosa, non potevano mancare la Musica, nel paese che la musica ce l’ha nel sangue. Una delle glorie della musica brasiliana, ancora attivo dopo oltre cinquant’anni di carriera, Sérgio Mendes, ha pubblicato il suo nuovo album proprio a ridosso della kermesse calcistica, ed assieme a questo disco ha pure scritto alcuni brani per la colonna sonora del film d’animazione “Rio 2” (che gli ha procurato tra l’altro una ‘Nomination’ all’Oscar per la Migliore Canzone con il brano “Real in Rio”). Era dal 2008 che Mendes non pubblicava un album ufficiale (“Encanto” è stato l’ultimo), e quello precedente, “Timeless” del 2006, era giunto dopo che l’artista si era eclissato dalla scena musicale per un decennio. In fondo a 73 anni Sérgio non deve dimostrare più nulla a nessuno (il suo sound ha fatto innamorare dei ritmi brasiliani artisti immensi come Stan Getz, Cannonball, Ella Fitzgerald e Frank Sinatra, solo per citarne alcuni) se non, invece, limitarsi a dispensare le pillole di un sound che ha spopolato in tutto il mondo a partire dai ’60. C’è una nuova generazione di musicisti che stanno prendendo le misure della musica brasiliana e si stanno ‘innamorando’ del suo verbo e Mendes ne ha accolto una buona parte nel suo disco, non dispiacendogli – è la sua storia a dircelo – aprire la sua musica (ed il piacere di farla) al ventaglio delle collaborazioni. Con il ‘melange’ di Bossa Nova (cavallo di battaglia di Mendes), Samba, Jazz, R&B, “Magic” è ricco di collaborazioni di ospiti di grido con molti brasiliani di diverse generazioni: Seu Jorge, Gracinha Leporace, Maria Gadu, Aila Menezes, Ana Carolina e i veterani Scott Mayo e Milton Nascimento. Il brano d’apertura imbevuto di samba, “One Nation” (con Carlinhos Brown), è uno dei tormentoni (inevitabilmente) ritmati che hanno accompagnato le attese dei collegamenti per il Mondiale ma è anche un assaggio di quello che attende l’ascoltatore per il resto del disco: un easy-listening di gran classe, innervato di energia e magnifici arrangiamenti, ma assai immediato, mirato alle esigenze del momento. In “My My My My Love”, pezzo club-dance, c’è lo zampino (produttivo) di will.i.am e la presenza Cody Wise, e in “Don’t Say Goodbye”, tra le cose migliori del disco, quello di un John Legend, dal vocalismo quanto mai incisivo, ben acclimatato alla Bossa Nova. Il target cui si rivolge il disco è certamente quello di gente matura ed acclimatata con un sound easy-listening non troppo sofisticato ma di gran classe e che sprigiona energia, dagli arrangiamenti magnifici ed un sound decisamente familiare.

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA