Cinema

WOLVERINE – L’IMMORTALE 3D di James Mangold

 

 

 

CUORE DI TENEBRA o BEL TENEBROSO NEL SOL LEVANTE?
Un po’ avrebbero dovuto metterci in allarme i rinvii, le indecisioni della produzione, i rimaneggiamenti della sceneggiatura, che si rincorrono praticamente dal novembre 2011, quando si è deciso di mettere in cantiere un sequel del primo degli spin-off generatisi dal franchise di “X-Men”. Il genere dei cinecomic domina incontrastato al botteghino di tutto il mondo ma non sempre convince del tutto.

 

In un primo momento – e per scelta dello stesso Hugh Jackman che del film è anche coproduttore – doveva essere Darren Aronofsky, poi ritiratosi, a dirigere il film, sostituito quindi da James Mangold (quello di “Quando l’amore brucia l’anima”, biopic su Johnny Cash, e “Innocenti bugie”, pirotecnica commedia action-thriller con Tom Cruise e Cameron Diaz). Gli incassi all’apertura americana nel week-end (26-28 luglio) si sono assestati sulla cifra comunque cospicua di oltre 53 milioni di $ – non dimentichiamo che si tratta pur sempre di un blockbuster estivi -, inferiori nettamente a quanto raccolto all’esordio nel 2009 da “X-Men le Origini: Wolverine”, dollaro più dollaro meno, 85 milioni (che alla fine erano diventati complessivamente poco meno di 180 milioni al box-office statunitense). E già quel film aveva lasciato perplesso più d’un osservatore, ma anche tanti appassionati integralisti della miniserie fumettistica ambientata in Giappone scritta e disegnata da Chris Claremont e Frank Miller negli anni Settanta. La critica principale che era stata mossa al primo film su “Wolverine” – e che sussiste anche oggi per il suo seguito – era quella che recitava di un personaggio non troppo definito, poco aderente allo stile visivo del fumetto originario e poco approfondito sotto il profilo psicologico; e tutto questo nonostante uno Hugh Jackman divo a tutto tondo che sembra essere – nonostante tutto – a suo agio nei panni dell’uomo immortale munito del fattore rigenerante che gli fa rimarginare le ferite e che estrae gli artigli di adamantio dalle nocche delle mani quando il pericolo incombe. Con l’immancabile canotta che mette in mostra il suo fisico macho e palestrato Hugh ha creato un ‘brand’ cinematografico che gli ha arrecato indubbia fortuna: l’attore è stato collocato al terzo posto tra quelli più pagati al mondo nella graduatoria stilata della rivista Forbes. Un personaggio in balia dei propri incubi, dello struggimento del suo lato oscuro, e sicuramente il più tormentato tra tutti i mutanti (resi tali, lo ricordiamo, dalle radiazioni atomiche) della saga di riferimento, ragioni – la sua vulnerabilità, i suoi dissidi interiori, il suo ‘cuore di tenebra’ – che lo hanno reso immediatamente il più amato dai voraci lettori dei fumetti e il più appetibile ad apparire in proprio in una storia di cui sia protagonista assoluto. Direi che la dimensione melodrammatica di Wolverine, la sua sofferenza ‘umana’, costituiscono (o vorrebbero costituire) il fulcro narrativo. Va detto anche che Wolverine, al pari dei suoi compagni di cordata (gli X-Men, il gruppo di supereroi mutanti guidati dal Prof. Charles Xavier, definiti i figli dell’atomo, che lotta per proteggere un mondo che fatica ad accettarli), pur appartenendo all’universo Marvel sembra pagare dazio ad una popolarità che per altri eroi è indubbiamente più fulgida e certificata. La controversa saga degli “X-Men” dal 2000, l’anno della loro prima comparsa sul grande schermo, ad oggi ha visto susseguirsi ben sei capitoli (compreso questo), in attesa del prossimo, già annunciato per il 2014, “Days Of Future Past”. Questo “Wolverine – L’immortale” si pone più come sequel di “X-Men – Conflitto finale” che non di “X-Men le Origini: Wolverine”. La storia introduce un Wolverine che si è rifugiato nei boschi, lontano da tutto e da tutti, ossessionato nei suoi sogni dal fantasma dell’amata Jean Grey (che è stato costretto ad uccidere nell’ultimo capitolo della saga, “X-Men – Conflitto finale”); lo rintraccia però Yukio, una ragazza (a sua volta una mutante) giunta dal Giappone per portargli il messaggio del vecchio amico Yashida, cui aveva salvato la vita dall’atomica (la seconda, dopo quella su Hiroshima) sganciata dagli americani su Nagasaki, durante l’ultima Guerra Mondiale, in quel triste 9 agosto 1945, malato terminale di cancro e magnate dell’iper-tecnologia, che lo invita ad andarlo a trovare a Tokyo, prima di morire. Ciò che l’uomo gli chiede è di trasferire su di lui quell’immortalità che è il fardello più pesante che Wolwerine (alias James ‘Logan’ Howlett) si porta dietro e che lo fa sopravvivere alle persone amate, in cambio di una vita normale. Ben presto, dopo le interessanti tematiche introdotte dall’incipit (e presto dimenticate), il film si accende per una serie di sequenze action (peraltro ottime), molte incentrate (e non poteva essere altrimenti vista l’ambientazione nipponica) sulle arti marziali e – come spesso accade – ben coreografate, in cui il nostro eroe fronteggia ogni tipo di avversario (tra i quali la micidiale mutante Viper, interpretata della affascinante Svetlana Khodchenkova e un cyber-samurai) nel tentativo di salvaguardare l’incolumità della nipote dell’amico presa di mira dalla Yakuza… Tra le altre c’è una scena adrenalinica di un combattimento sul tetto di un treno lanciato ad alta velocità che non è male.  Il 3D, oramai quasi immancabile in qualsiasi blockbuster, è poco funzionale all’economia narrativa e non incide più di tanto, sembra messo lì per giustificare il denaro in più richiesto per la visione in sala che per una precisa scelta della regia. L’intrattenimento c’è, non si può negare, “L’Immortale” è sicuramente migliore de “Le Origini”, ma certo ancora una volta il tessuto narrativo non è così convincente come in tanti ci attendevamo.

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

 


(immagini per cortese concessione di 20th Century Fox)

 

Wolverine – L’immortale
(The Wolverine, Usa/Giappone/Australia, 2013)
Regia: James MangoldGenere: Fantastico
Durata: 126’
Cast: Hugh Jackman, Haruhiko Yamanouchi, Tao Okamoto, Rila Fukushima, Hiroyuki Sanada, Svetlana Khodchenkova, Brian Tee, Will Yun Lee, Ken Yamamura, Famke Janssen.
Soggetto: “Wolverine” di Chris Claremont e Frank Miller
Sceneggiatura: Christopher McQuarrie, Mark Bomback, Scott Frank
Produttori: Lauren Shuler Donner, Hugh Jackman, Hutch Parker, John Palermo
Fotografia: Amir Mokri
Montaggio: Michael McCusker
Musiche: Marco Beltrami
Casa di produzione: 20th Century Fox
Distribuzione Italia: 20th Century Fox
Uscita USA: 26 Luglio 2013
Data di uscita: 25 Luglio 2013