Cinema

I GRANDI REGISTI: STEVEN SPIELBERG – parte 2

 

 

 
 
STEVEN SPIELBERG: I SOGNI SON DESIDERI…! – Parte 2
Il cinema di Steven Spielberg, nell’arco di una carriera oggi più che quarantennale, si è alimentata per lungo tempo di una sorta di sintesi enciclopedica di tutti i generi (di scrittura e di immagini) popolari della nostra contemporaneità – dai fumetti a storie di alieni, dalle favole per bambini ai western, dal fantasy alla fantascienza -, ma da più di un ventennio, dal tempo di “Schindler’s List” almeno, è assurto al rango assoluto di Cinema d’Autore.

 

Schindler’s List“, con il suggello, lungamente atteso, del riconoscimento a Steven Spielberg dello status di autore a tutto tondo, conferitogli con l’assegnazione di ben sette Oscar (su dodici ‘Nomination’), funge in effetti da spartiacque tra un prima e un dopo nella poetica del regista di origine ebreo-polacca; il suo cinema abbandona il disinvolto ottimismo di tanti lavori, perde la spensieratezza da ‘bambino-che-non-vuol-crescere’ dei film dedicati all’infanzia senza età, e si ammanta di ombre e di cupo pessimismo circa i destini dell’umanità. In verità già “Jurassic Park”, di pochi mesi precedente al racconto dell’Olocausto, e il suo sequel (“Il Mondo Perduto” del 1997), pur restando opere destinate ad un pubblico con la ‘voglia di lasciarsi incantare dalla magia dello schermo’, lasciano nel loro livello di lettura più metaforico ben pochi elementi dei quali rallegrarsi. E’ però anche vero che Spielberg – e qui entra in gioco la mia sollecitazione a chi mi legge di avviare una rilettura della sua intera opera – è da sempre autore, nella prima parte della carriera, molto più complesso di quello che si è voluto far credere. Provate ad esempio a mettere in relazione “Duel” (la cisterna che insegue e perseguita un mite automobilista) e “Lo squalo”: sono due film-metafora che portano in superficie (entrambi) qualcosa di rimosso e di ancestrale che è insito nel profondo di ognuno di noi (non costituiscono una novità le interpretazioni psicanalitiche che si legano alle profondità del mare, quelle da cui riemergono lo squalo o Moby Dick) e quindi anche (e a maggior ragione perché ne è l’autore) dello stesso regista; quel qualcosa di rimosso e di profondo che agita e turba il suo inconscio altri non è che la metabolizzazione, difficile e faticosa, dell’Olocausto. Ed il sinistro cancello di Jurassic Park non evoca forse quello di Auswitz e, ancora, se al titolo originale de “Lo squalo” (“Jaws”) sostituiamo la ‘A’ con la ‘E’ questi si trasforma in JEWS (ebrei!) che ci farà apparire più chiare molte cose! Nello stesso anno di “Jurassic Park – Il Mondo Perduto”, il ’97 Spielberg realizza “Amistad” – storia della rivolta di un gruppo di negri contro l’equipaggio della nave che, nel 1893, li porta da Cuba agli Stati Uniti per venderli come schiavi – con il quale elabora un impeccabile pamplet contro lo schiavismo, coltivando l’idea che sia importante mostrare alle nuove generazioni i fatti che hanno preceduto la storia contemporanea per consentire loro di comprendere meglio l’oggi. Intanto fonda la Dreamworks Pictures (Dreamworks SKG, con Jeffrey Katzenberg e David Geffen, che compongono le altre lettere del nome della compagnia), con cui produce e distribuisce tutti i suoi film a partire proprio da “Amistad”. Con “Salvate il soldato Ryan” (1998), che racconta lo sbarco alleato in Normandia del 6 giugno 1944 durante la seconda guerra mondiale, un altro Oscar per la Migliore Regia si aggiunge a quelli (importanti) vinti con “Schindler’s List”. La crudezza e il realismo feroce, lo strazio dei corpi mutilati dalle esplosioni e il putrido massacro, con cui Spielberg descrive la battaglia nei primi memorabili trenta minuti del film, come mai nessuno ha fatto in precedenza, fanno scalpore e certamente vanno acquisiti per resettare qualsiasi maniera retorica (e spesso propagandistica) con cui il cinema fino a questo momento ha raccontato la Guerra, tutte le guerre. La vicenda (autentica) raccontata ad integrazione riguarda la pattuglia americana mandata a salvare un soldato paracadutato oltre le linee nemiche per ricondurlo ai genitori già seriamente provati dalla perdita in guerra di tre figli. L’orrore e la morte sempre in agguato, l’emergere delle diverse personalità nell’ambito del gruppo, il livido cromatismo color cenere dei combattimenti, il rumore assordante degli stessi, l’eroismo coatto cui furono costretti loro malgrado soldati mandati allo sbaraglio dall’approssimazione ideologica dei comandi militari, rendono quest’opera (e non poteva essere altrimenti) profondamente antimilitarista ed antibellica ed offrono un’ulteriore testimonianza dell’assoluta capacità di Spielberg di gestire tecnica e contenuti in un suo film. “A.I. – Intelligenza Artificiale” (2001) – la storia futuristica di un androide umano in cerca d’amore – è il frutto di un progetto inizialmente concepito e sceneggiato da Stanley Kubrick, nel corso di nove lunghi anni, e poi portato a termine, dopo la morte di Stanley avvenuta il 7 marzo 1999, da Spielberg che nel tempo aveva stretto con il geniale regista americano, esiliatosi volontariamente nel suo rifugio nella campagna inglese, un solido rapporto di amicizia (tra incontri, telefonate ed un ricco carteggio epistolare). Anzi, in principio l’idea era quella di realizzare il film a quattro mani. Un film che quindi è prima di tutto un omaggio alla grandezza di Kubrick, anche nel modo rispettoso con cui Steven ha assecondato le indicazioni originarie: «Stanley voleva che questo film venisse visto da tanti punti di vista e mi ha sempre detto di non darne mai una spiegazione definitiva perché sarà l’unica che passerà alla storia. Io ho scritto la sceneggiatura ed ho girato il film secondo i miei tempi narrativi, ma Kubrick aveva già realizzato con un disegnatore quasi 850 tavole figurative, e su quelle io ho basato molti dei momenti visivi del film, come ad esempio la fiera dove vengono fatti a pezzi i robot, la luna con la gondola sotto, l’orsacchiotto. Dopo la sua morte, suo cognato Ian Harlan mi ha spedito scatoloni pieni di note e disegni di Stanley; non c’erano concetti filosofici sull’intelligenza artificiale, erano solo note sugli aspetti visivi del film. Avremmo potuto creare un robot digitale, ma sapevamo entrambi che non avrebbe mai funzionato. Così abbiamo abbandonato l’idea in attesa di trovare il bambino giusto per interpretarlo. E’ come se Stanley avesse scritto questo incredibile romanzo illustrato e io l’ho adattato». “Minority Report” (2002) è tratto da un geniale racconto di Philip K. Dick – i suoi romanzi hanno già ispirato film come “Blade Runner” e “Total Recall” – (del quale rielaborato solo l’idea centrale) del 1956 e segna la prima importantissima collaborazione artistica tra Steven Spielberg e Tom Cruise (che si impegna pure come co-produttore). Proietta in un futuro prossimo venturo (siamo nel 2054) il tema attualissimo dell’azione preventiva e dei pericoli che può produrre un (ab)uso eccessivo. L’impianto su cui si muove però (per la prima volta) Spielberg, nonostante la collocazione futuristica, è quello del ‘Noir’, con chiari riferimenti ad epigoni del genere quali John Huston e Samuel Fuller. «Sono questi i film che adoro – disse in una conferenza stampa -, stile B&N con luci ed ombre trasversali  e molte scene girate in condizioni precarie d’illuminazione, con personaggi che si muovono di soppiatto e con un mistero da svelare. È un genere che non avevo mai affrontato prima e questo lavoro mi ha permesso di entrare nel mondo del giallo poliziesco e del ‘murder mystery’, un tipo di film non più frequentato dai registi». Gli investigatori, i Pre-Cogs, sono mutanti dotati della capacità di ‘vedere’ (in maniera non perfettamente circoscritta) i delitti con un pò d’anticipo ed elaborando una serie di informazioni in loro possesso sono in grado di bloccare un crimine prima che venga commesso. Ma a farla da padrone sono però le ‘invenzioni’ di cui Spielberg e il suo staff si rendono artefici; giornali elettronici, auto a levitazione magnetica capaci di muoversi in tre dimensioni, scatole di cereali con spot incorporato e poi dispositivi di controllo tra i quali uno scanner per l’identificazione oculare. Quello che è il tratto autoriale in questo ‘fanta-noir’ lo spiega lo stesso regista: «Paradossalmente sono spaventato dalla tecnologia; perchè sta prendendo il sopravvento sull’uomo. Sono un pessimista in questo senso, ho il terrore delle macchine, non dell’uomo. Possono entrare nelle case, spiarti. Oggi gli americani sono disposti a rinunciare a molte delle proprie libertà pur di sentirsi al sicuro. Al punto da concedere all’Fbi e alla Cia poteri di tale portata pur di neutralizzare quanti rappresentano un pericolo per il nostro modo di vivere, come spesso ricorda George W. Bush. Su questo punto io sono dalla parte del presidente. Sono pronto a rinunciare ad alcune delle mie libertà personali pur di impedire che un fatto come quello dell’11 settembre possa ripetersi. Ma la domanda è: dove tracciamo la linea, il confine? Quanta libertà siamo disposti a perdere? Ecco, questo è proprio il tema del film». “Prova a prendermi” (2002) è la storia vera di un’imbroglione giovane e geniale, Frank Abagnale, che negli anni ’60 ha tenuto in scacco l’America falsificando assegni e cambiali per due milioni e mezzo di dollari e che oggi lavora per l’FBI per smascherare le frodi. Dalla sua autobiografia è stato tratto il film. Tutto ebbe inizio quando il ragazzo non prese troppo bene la separazione dei genitori. Scappò di casa e si spacciò nell’ordine per pilota della Pan Am, medico, avvocato, eludendo per molti  anni la polizia ed entrando nella lista dei primi dieci ricercati dell’FBI. «Dopo un decennio dark volevo un film leggero, o agrodolce – ha dichiarato Spielberg -; ho avvertito l’influenza di Billy Wilder, Lubitsch e Tati. Gli anni ’60, dopo il Vietnam, rappresentano la fine del Sogno Americano. Era una società ingenua, i miei genitori la notte lasciavano la porta aperta. Dopo, abbiamo cominciato a chiuderla». Protagonisti sono Leonardo Di Caprio, nella parte di Abagnale, e Tom Hanks (alla seconda collaborazione con Spielberg dopo “Salvate il soldato Ryan”) in quella del poliziotto che gli dà la caccia. Spielberg utilizza nuovamente Tom Hanks per “The Terminal” (2004), un film ispirato alla storia del rifugiato iraniano Meram Nasseri, che dal 1988 vive bloccato nel terminal 1 dell’aereoporto Charles de Gaulle di Parigi. Spielberg ha spostato la storia a New York, e Hanks è diventato un abitante dell’Est-Europa, un immigrato di nome Viktor Navorski. Il suo paese scompare dalla mappa, proprio mentre l’ignaro viaggiatore è in volo per New York e Viktor si ritrova bloccato all’aeroporto in attesa dell’autorizzazione per entrare negli Usa; autorizzazione che non arriva mai e lui deve pur sopravvivere. Non gli resta che organizzarsi nella sala transito del terminal in cui è sbarcato. «Intorno a Viktor sono molte le situazioni metaforiche e sociali. “Terminal” arriva dopo l’11 settembre che ha reso i controlli in America molto severi, il tessuto sociale è sempre più multirazziale, mentre tanti sogni si sono infranti in questo tempo difficile. Il film le propone con un sorriso perché era mia intenzione regalare serenità in un tempo in cui l’angoscia, la paura possono diventare ossessioni». Il mega-setsul quale è stato girato il film, l’aeroporto (che potrebbe essere il JFK di New York o il Charles de Gaulle di Parigi) è stato interamente ricostruito in enorme hangar di Palmdale a nord di Los Angeles, e Hanks si conferma attore-feticcio di questi anni per il regista. “La guerra dei mondi” (2005) è la moderna riproposta del classico libro di H. G. Wells (datato 1898), che Orson Welles ha reso celebre per la sua versione radiofonica trasmessa il 30 ottobre 1938, così verosimile da far credere a tanti che realmente fosse in atto un’invasione dei marziani. “War Of The World” già era stato portato sullo schermo nel 1953 in piena epoca di Guerra Fredda; in questa versione moderna ed aggiornata, che ancora una volta vede la collaborazione non solo artistica ma anche produttiva tra Spielberg e Tom Cruise, a dominare la scena sono elementi claustrofobici oltre ad un corredo di effetti speciali davvero imponente. Perché un film sulla paura, sul terrore della gente? «Volevo incutere terrore al mondo. La paura ha un effetto catarchico, è una presa di coscienza. Ho sempre pensato: se mai avrò la possibilità di portare sullo schermo il libro di Wells, voglio farne non tanto un film di fantascienza, quanto piuttosto un racconto psicologico, sociologico, su una cultura che improvvisamente si ritrova in fuga, nel disperato tentativo di salvare la propria stessa esistenza. In qualche misura, il film riflette uno stato di panico che noi oggi abbiamo nei confronti del terrorismo, derivante da quello che è accaduto l’11 settembre. La paura è una brutta bestia, genera isteria collettiva». “Munich” (2005) rievoca i drammatici fatti avvenuti nel settembre 1972 quando, nel corso delle Olimpiadi a Monaco di Baviera, un commando di estremisti palestinesi conosciuto come “Settembre Nero” entrò nel villaggio olimpico uccidendo due membri della squadra israeliana e prendendone in ostaggio altri nove. Le televisioni di tutto il mondo seguirono praticamente in diretta tutte le fasi del sequestro terminato 21 ore più tardi sulla pista dell’aeroporto con l’uccisione degli ostaggi e parte dei terroristi. Ispirandosi al romanzo “Vendetta” di George Jonas e sceneggiato da Eric Roth con la supervisione del drammaturgo Premio Pulitzer Tony Kushner, Spielberg si confronta con uno degli eventi più drammatici nella storia del conflitto fra israeliani e palestinesi; e lo fa dispiegando una riflessione sulla lotta al terrorismo con un messaggio di assoluta equidistanza, lui che ha origini ebree ed è impegnato nella difesa della memoria delle persecuzioni e della causa israeliana: la violenza chiama altra violenza e l’uso della forza non serve a risolvere i conflitti. Nonostante il film sia costruito come i migliori thriller di spionaggio – la vicenda ruota intorno alle gesta di un ex agente israeliano a capo del commando di agenti del Mossad incaricati dal Primo Ministro israeliano Golda Meir di dare la caccia in giro per il mondo ai presunti responsabili dell’ attacco terroristico -, ad emergere sono soprattutto i dubbi introspettivi che attanagliano il protagonista, sulla correttezza morale e sulla reale efficacia della sua azione. Un film mirabile ed impedibile. Nel 2008, a 19 anni dall’ultima apparizione e con Harrison Ford di nuovo nei panni dell’avventuroso archeologo, Spielberg finalmente decide che è il momento di riportare sullo schermo Indiana Jones, il personaggio basato sulla storia concepita tanti anni prima da George Lucas, che della saga è produttore esecutivo: “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo” (“Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull”) il titolo scelto tra i tanti pensati. Sulla decisione hanno influito molto le pressioni dei fan negli anni e la volontà dello stesso Harrison Ford di tornare a vestire i panni dell’archeologo e di ritrovarsi ad interpretare un eroe sessantenne, comunque coerente con la sua età a quel tempo. Il film è ambientato nel 1957 e vede Indiana Jones, nel bel mezzo dell’epoca della Guerra Fredda, fronteggiare agenti dell’Unione Sovietica, guidati da Irina Spalko (Cate Blanchett), impegnati nella ricerca di un teschio di cristallo. Si registra il ritorno di Karen Allen, nei panni di Marion Ravenwood, grande amore di Indy, e il debutto di Shia LaBeouf, ad impersonare “Mutt” Williams che si rivela essere il figlio di Indiana, della cui identità era stato tenuto a lungo all’oscuro da Marion. Nel 2011 è la volta de “Le avventure di TinTin – Il segreto dell’unicorno”: era da molto tempo (esattamente da quando aveva acquistato i diritti nell’83) che il regista fantasticava sulla possibilità di portare sullo schermo il personaggio di Tintin, ragazzo coi capelli rossi e la testa ovale, con i pantaloni alla zuava e un maglione celeste, uscito dal fumetto del belga Georges Prosper Rèmi, in arte Hergè. Esattamente da quando qualche critico francese gli fece notare la somiglianza con Tintin – che Spielberg non conosceva – del suo Indiana Jones, quintessenza del cinema d’avventura post-moderno. I tempi si son fatti maturi ed in soccorso di Steven, a livello produttivo, è giunto Peter Jackson (altro grande fan di Tintin) e i due, tra un impegno e l’altro, hanno pianificato una trilogia sul personaggio che vedrà la prossima volta in cabina di regia l’artefice delle trilogie de “Il Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit”. La sfida che i due geniali ed eterni sognatori si sono imposti sul filo dell’avventura è il riciclaggio di vecchie storie (sullo stampo di quelle serie proiettate un tempo nei cinema il sabato mattina e che avevano ispirato “I predatori dell’arca perduta”), la riscrittura di un immaginario fanciullesco con l’uso di tecnologie sempre più sofisticate. Ad impreziosire il tutto l’utilizzo di una computer graphic così evoluta da essere prossima al realismo. Vi si raccontano le vicende di un giovane reporter col vizio dell’investigazione che, dopo aver acquistato in un mercatino il modellino di un vascello, scopre l’esistenza di un prezioso tesoro sprofondato da qualche parte nell’oceano. Ma non è il solo a conoscenza della cosa; altri loschi e perfidi figuri bramano d’entrarne in possesso… Già in passato era accaduto che uscissero quasi contemporaneamente sugli schermi due film di Spielberg; così mentre era in corso il lavoro di post-produzione per “Le avventure di Tintin” il regista era già sul set di “War Horse”, ed entrambi i film si sono giocati chance nella corsa agli Oscar 2012. Il film, trasposizione del bestseller per ragazzi di Michael Morpurgo dell’82, non è certo un capolavoro ma rientra nel novero dei lavori con cui Steven è tornato a trattare temi a lui cari quali la crudeltà della guerra e i buoni sentimenti, fatti di amicizia, solidarietà, affetto per gli animali (che una volta di più rappresentano il rovescio ‘buono’ degli umani). È storia – epica e favolistica – d’altri tempi (cinematografici) quella del puledro inglese Joey che passa di padrone in padrone e per il tramite della sua vicenda lo spettatore viene calato nell’ignominia del primo conflitto mondiale. Poggia su un meccanismo funzionale che non ha incontrato i favori della critica tutta, gran parte della quale troppo condizionata dal pregiudizio e da un’idea di modernità del cinema che cozza con il fascino e le emozioni (e se volete anche la retorica rassicurante di certo sentimentalismo) che la settima arte sa emanare tout-court. Nel 2012 arriva sugli schermi l’ultima perla di Spielberg, “Lincoln” interpretato da Daniel Day-Lewis, dedicata a colui che ha gettato le basi della democrazia su cui oggi si fonda il credo a ‘stelle e strisce’. Potrebbe essere derubricato sotto la voce ‘Biopic’ ma in realtà il film è incentrato sull’ultimo periodo della vita politica di Lincoln, sui quattro mesi in cui condusse una decisiva lotta per ottenere l’abolizione della schiavitù dalla Costituzione americana; un passaggio storico fondamentale al culmine della sanguinosa Guerra Civile e subito seguito dal drammatico assassinio del Presidente per mano di un anarchico. È un dramma storico appassionante e molto dialogato, elegante e pregno di significati profondi circa la dialettica e la partecipazione emotiva dei protagonisti alle decisioni prese a suo tempo. Intanto (dal 16 ottobre negli Usa e dal 17 dicembre sugli schermi nostrani) sta per arrivare il nuovo film di Steven Spielberg, “Il ponte delle spie” (“Bridge of Spies”), con protagonista Tom Hanks; il film tratta la crisi degli U-2 tra Stati Uniti e Unione Sovietica al tempo della Guerra Fredda, quando Francis Gary Powers, pilota di un aereo-spia Lockheed U-2, fu abbattuto, catturato e condannato dai russi.

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

=== Leggi articolo STEVEN SPIELBERG – PARTE 1 ====

 

SCHEDE dei DVD e Blu-Ray:
SCHINDLER’S LIST  [2 DVD]Id., 1993, 187’
Cast: Liam Neeson, Ben Kingsley, Ralph Fiennes, Caroline Goodall, Jonathan Sagalle, Embeth Davidtz, Andrzej Seweryn, Beatrice Macola.
Video: 1.85:1 anamorfico
Audio: Italiano DTS 5.1/Italiano, Inglese  Dolby Digital 5.1
Distributore: Universal Pictures
Contenuti Extra: “Voci dalla Lista”, un incredibile documentario con le testimonianze personali dei sopravvissuti; La storia della Shoah Foundation con Steven Spielberg.
Note tecniche Blu-Ray:
SCHINDLER’S LIST – 20th Anniversary Edition
Durata: 194’
Aspect Ratio: 1.85:1 1920x1080p/AVC MPEG-4
Audio: Inglese DTS-HD 5.1 / Italiano, Tedesco, Spagnolo, Turco DTS 5.1
Distributore: Universal Pictures Home Entertainment
La Schindler’s List 20th Anniversary Definitive Edition Blu-ray include:
– Disco Blu-ray
– E-Copy per vedere il film dove e quando vuoi sul tuo dispositivo preferito.
– Libro fotografico di 16 pagine
– Booklet di 16 pagine con informazioni dal “dietro le scene”
– Cartoline da collezione e molto altro ancora.
Contenuti Speciali del Blu-ray
– Voices from the List: Documentario con le testimonianze di coloro che sono sopravvissuti all’Olocausto grazie ad Oskar Schindler.
– USC Shoah Foundation Story with Steven Spielberg: Il regista spiega in che modo girare Schindler’s list lo ha ispirato a fondare la USC Shoah Foundation.

AMISTAD 
Id., 1997, 148’
Cast: Morgan Freeman, Anthony Hopkins, Djimon Hounsou, Matthew McConaughey, Nigel Hawthorne, David Paymer, Pete Postlethwaite, Stellan Skarsgard.
Video: 1.85:1 anamorfico
Audio: Italiano, Inglese, Francese Dolby Digital 5.1
Distributore: DreamWorks/Universal Pictures
Contenuti Extra: I segreti dal set; Trailer Cinematografico, Note di produzione.
Note tecniche Blu-Ray:
Durata: 55 min.
Aspect Ratio: 1.85:1 1920x1080p/AVC MPEG-4
Audio: italiano, Dolby Digital 5.1 – inglese, DTS 5.1 HD – francese, Dolby Digital 5.1 – spagnolo, Dolby Digital 5.1 – tedesco, Dolby Digital 5.1

 

SALVATE IL SOLDATO RYAN  [2 DVD]
Saving Private Ryan., 1998, 163’
Cast: Tom Hanks, Edward Burns, Matt Damon, Tom Sizemore.
Video: 1.78:1 anamorfico
Audio: Italiano, Inglese  Dolby Digital 5.1
Distributore: Paramount Home Entertainment
Contenuti Extra: Il Dietro le Quinte: “Attraverso il varco”; 2 trailer cinematografici; Note di produzione; Biografie del cast artistico e tecnico.
Note tecniche Blu-Ray:
SALVATE IL SOLDATO RYAN – Edizione Speciale [2 Blu-Ray]
Aspect Ratio: 1.78:1 1920x1080p/AVC MPEG-4
Audio: italiano, Dolby Digital 5.1 – inglese, DTS 5.1 HD – tedesco, Dolby Digital 5.1 – francese, Dolby Digital 5.1 – spagnolo, Dolby Digital 5.1
Contenuti Extra: Speciale; Dietro le Quinte (‘Making Of’); Trailers; documentario.

A.I. – INTELLIGENZA ARTIFICIALE  [2 DVD]
Artificial Intelligence: A.I., 2001, 140’
Cast: Haley Joel Osment, Jude Law, Frances O’Connor, Brendan Gleeson, William Hurt.
Video: 1.85:1 anamorfico
Audio: Italiano, Inglese, Francese Dolby Digital 5.1
Distributore: Warner Home Video
Contenuti Extra: Documentario sulla realizzazione di “A.I.”; Interviste a Steven Spielberg, Haley Joel Osment e Jude Law; “Dietro le Quinte”; Intervista al progettista del suono Gary Rydstrom; Visita agli Stan Winston Studios: le prime riprese di Teddy; Intervista allo staff degli effetti speciali della ILM (LucasFilm); Trailer, storyboard, disegni e centinaia di foto personalmente approvate da Spielberg; e tanto tanto altro ancora!.
Note tecniche Blu-Ray:
Durata: 146 min.
Aspect Ratio: 1.85:1 1920x1080p/AVC MPEG-4
Audio: italiano, Dolby Digital 5.1 – inglese, DTS 6.1 HD – francese, Dolby Digital 5.1 – tedesco, Dolby Digital 5.1 – spagnolo, Dolby Digital 5.1 – portoghese, Dolby Digital 2.0 – stereo
Contenuti Extra: Dietro le Quinte (‘Making Of’); Trailers; Storyboard

MINORITY REPORT – Edizione Speciale  [2 DVD]Id., 2002, 142’
Cast: Tom Cruise, Colin Farrell, Samantha Morton, Max Von Sydow.
Video: 2.40:1 anamorfico
Audio: Italiano DTS 5.1/Italiano, Inglese  Dolby Digital 5.1
Distributore: 20th Century Fox Home Entertainment
Contenuti Extra: “Dal racconto allo schermo”; Analisi di “Minority Report”; Le acrobazie; ILM e “Minorità Report”; Archivi; Concetti di produzione; Veicoli; Sequenze storyboard; i Trailer; il Cast; i Realizzatori; Trailer del videogame; Cortometraggio di Tom Cruise e Spielberg: “Il rapporto finale”.
Note tecniche Blu-Ray:
Aspect Ratio: 2.40:1 1920x1080p/AVC MPEG-4
Audio: italiano, DTS 5.1 – inglese, DTS 5.1 HD – spagnolo, DTS 5.1
Contenuti Extra: Speciale; Dietro le Quinte (‘Making Of’); Spot tv.

PROVA A PRENDERMI – Edizione Speciale  [2 DVD]
Catch Me If You Can, 2002, 135’
Cast: Leonardo Di Caprio, Tom Hanks, Christopher Walken, Martin Sheen, Nathalie Baye, Jennifer Garner.
Video: 1.85:1 anamorfico
Audio: Inglese DTS 5.1/Italiano, Inglese, Spagnolo Dolby Digital 5.1
Distributore: DreamWorks/Universal Pictures
Contenuti Extra: Prova a prendermi: Dietro la macchina da presa; “Cast Me If You Can”: il casting del film; la Colonna Sonora; Frank Abagnale: tra realtà e fiction; La prospettiva dell’FBI; In Chiusura; Galleria fotografica.
Note tecniche Blu-Ray:
Durata: 146 min.
Distributore: Universal Pictures Home Entertainment
Aspect Ratio: 1.85:1 1920x1080p/AVC MPEG-4
Audio: 5.1 Dolby Digital: Italiano Francese Spagnolo Tedesco Giapponese 5.1 DTS HD: Inglese.

THE TERMINAL – Edizione Speciale  [2 DVD]Id., 2004, 124’
Cast: Tom Hanks, Catherine Zeta-Jones, Stanley Tucci, Chi McBride, Diego Luna.
Video: 1.85:1 anamorfico
Audio: Italiano DTS 5.1/Italiano, Inglese Dolby Digital 5.1
Distributore: DreamWorks/Universal Pictures
Contenuti Extra: Lo script, la storia; Costruendo il terminal; La gente del terminal: Tom Hanks e Viktor; La gente del terminal: Catherina Zeta-Jones; Making The Terminal; La musica di The Terminal; Storie dell’Aereoporto.
Note tecniche Blu-Ray:
Distributore: Universal Pictures Home Entertainment
Durata: 131 min.
Aspect Ratio: 1.85:1 1920x1080p/AVC MPEG-4
Audio: italiano, Dolby Digital 5.1 – inglese, DTS 5.1 HD – francese, Dolby Digital 5.1 – giapponese, Dolby Digital 5.1 – polacco, Dolby Digital 5.1 – spagnolo, Dolby Digital 5.1 – tedesco, Dolby Digital 5.1

LA GUERRA DEI MONDI – Edizione Speciale  [2 DVD]
The War Of The World, 2005, 112’
Cast: Tom Cruise, Dakota Fanning, Miranda Otto, Tim Robbins.
Video: 1.85:1 anamorfico
Audio: Italiano DTS 5.1/Italiano, Inglese Dolby Digital 5.1
Distributore: Paramount Home Entertainment/Universal Pictures HE
Contenuti Extra: L’invasione rivisitata: introduzione con Steven Spielberg; L’eredità di H.G. Wells; Pre-Visualizzazione; Il nemico: realizzazione di tripodi e alieni; Note di produzione; e molto altro ancora!.
Note tecniche Blu-Ray:
Distributore: Universal Pictures Home Entertainment
Durata: 116 min.
Aspect Ratio: 1.85:1 1920x1080p/AVC MPEG-4
Audio: italiano, Dolby Digital 5.1 – inglese, DTS 5.1 HD – tedesco, Dolby Digital 5.1 – francese, Dolby Digital 5.1 – spagnolo, Dolby Digital 5.1
Contenuti Extra: Speciale; Dietro le Quinte (‘Making Of’); Galleria Fotografica; Note di produzione.

MUNICH
Id., 2005, 124’
Cast: Eric Bana, Daniel Craig, Geoffrey Rush, Mathieu Kassovitz, Hanns Zischler, Ciaran Hinds, Mathieu Amalric, Michael Lonsdale, Valeria Bruni Tedeschi.
Note tecniche DVD:
Video: 2.35:1 anamorfico
Audio: Italiano, Inglese Dolby Digital 5.1
Distributore: DreamWorks/Universal Pictures
Contenuti Extra: Introduzione di Steven Spielberg; Speciale sulla scelta del cast.

LE AVVENTURE DI TINTIN – IL SEGRETO DELL’UNICORNO
The Adventures of Tintin: The Secret of the Unicorn, 2011, 107’
Cast: Jamie Bell, Andy Serkis, Daniel Craig, Simon Pegg, Nick Frost, Gad Elmaleh, Toby Jones, Mackenzie Crook, Sebastian Roché, Daniel Mays, Tony Curran.
Note tecniche Blu-Ray:
Aspect Ratio: 2.35:1 1920x1080p/AVC MPEG-4
Audio: Italiano DTS-HD Master Audio 5.1 / Inglese DTS-HD Master Audio 7.1
Distributore: Sony Studios Home Entertainment/Universal Pictures
Contenuti Extra: Dietro le Quinte (‘Making Of’); Speciale.

WAR HORSE
Id., 2011, 146’
Cast: Emily Watson, David Thewlis, Peter Mullan, Niels Arestrup, Tom Hiddleston, Jeremy Irvine, Benedict Cumberbatch, Toby Kebbell, Celine Buckens.
Note tecniche Blu-Ray:
Aspect Ratio: 2.35:1 1920x1080p/AVC MPEG-4
Audio: Inglese DTS-HD Master Audio 7.1 / Italiano, Tedesco DTS-HD HR 7.1  
Distributore: DreamWorks/Walt Disney Studios Home Entertainment

 

LINCOLN
Id., 2012, 150’
Cast: Daniel Day-Lewis, Sally Field, David Strathairn, Joseph Gordon-Levitt, James Spader, Hal Holbrook, Tommy Lee Jones.
Aspect Ratio: 2.40:1 1920x1080p/AVC MPEG-4
Audio: Inglese DTS-HD Master Audio 7.1 / Italiano DTS 5.1
Distributore: 20th Century Fox Home Entertainment
Contenuti Extra: Dietro le Quinte (‘Making Of’); Speciale, Trailer, E-copy.