TU QUOQUE di Gianni Quinto

ROMA E’ QUESTA, DA MILLENNI
E così Maurizio Battista, campione d’incassi della comicità servita in teatro, è approdato al Cinema, dalla porta principale e in veste di protagonista assoluto con il film “Tu Quoque”, distribuito da Nexo Studios.
Il suo tour nei teatri di tutta Italia ha riscosso un notevole successo arrivando a oltre 100mila spettatori, che di questi tempi sono una cifra niente male. Il debutto cinematografico come protagonista assoluto del comico romano, racconta le vicende di Massimo Quinto (al suo esordio alla regia), un sessantenne dei giorni nostri in crisi per svariate ragioni: è sommerso dai debiti,
come ci rendiamo subito conto nella via crucis tra i suoi creditori (dall’edicolante al barista, al meccanico) appena messo piede fuori della casetta popolare in una Roma periferica, ha un matrimonio fallito alle spalle con … (Milena Miconi) e un figlio ventenne, Edoardo (Guglielmo Poggi), con il quale il rapporto è più che compromesso. Per giunta, dopo aver inforcato il motorino e indossato con il casco con la scritta ‘Massimo’, nel passare a ritirare delle analisi dalla dottoressa che lo ha in cura (Jane Alexander), viene anche informato di avere un brutto male, di essere in condizioni di salute assai precarie e per nulla rassicuranti sull’immediato futuro. Accade che in preda alla somma di tutte le preoccupazioni che lo affliggono Massimo ha un incidente con lo scooter e, pieno di ferite, si risveglia catapultato nel 44 a.C., nell’Antica Roma, un’epoca che ama poiché l’apprendiamo dalla raccolta di statuine che sta comprando a puntate in edicola. In quell’epoca il protagonista mostra di trovarsi perfettamente a suo agio e, dopo aver fatto amicizia addirittura con Giulio Cesare (Paolo Triestino), al quale riesce a salvare la vita in una congiura ordita ai suoi danni, e con sua moglie Calpurnia (Francesca Antonelli), conquista grande credibilità in virtù di una serie di dritte venute dal futuro che riesce a dispensare ad alcuni dei grandi protagonisti della vita della Roma antica (Cicerone, Lucullo), frutto delle sue conoscenze moderne di cose e fatti sconosciuti agli antichi suoi concittadini; soluzioni creative che migliorano la quotidianità degli abitanti. Lui e Cesare per giunta scoprono di essere più simili di quanto possano immaginare. Ma un incontro in particolare segna la sua profonda trasformazione, è quello con una strega/aruspice (Lucianna De Falco), grazie al quale Massimo, tra transfert onirici in avanti e indietro nel tempo, riesamina il suo rapporto soprattutto con il figlio Edoardo riuscendo a darsi delle nuove prospettive una volta che sarà tornato a casa, al tempo in cui vive. Il 15 marzo, le Idi di marzo, sta per arrivare e il destino di Cesare è segnato, ma anche nel destino di Massimo qualcosa di molto importante sta per cambiare… Il film si inserisce nel filone assai celebrato della Commedia italiana ambientata nell’Antica Roma (a partire da Petrolini di “Nerone”, a Totò di “Totò e Cleopatra”, ad
Alberto Sordi di “Mio figlio Nerone”, fino a Boldi e De Sica di “S.P.Q.R. – 2000 e ½ anni fa”), rispecchiando l’immancabile satira sui difetti atavici dei romani, ma di suo Battista – finora presente in una decina di film in ruoli di supporto – vi aggiunge un tocco di malinconia sentimentale che porta la commedia sul confine del racconto e delle riflessioni che possono emozionare gli spettatori e che appartengono al bagagli esistenziale dell’attore romano: “A una certa età, quando riaffiorano i ricordi del passato, i sentimenti ti ammorbidiscono e ti rendono più sensibile. Nel film ci sono i malesseri che ho vissuto, ed ho voluto scoprire le emozioni, perché è di quelle che abbiamo più bisogno quando si cresce”. E poi chiosa sul suo modo di intendere la ‘romanità’: “Se in 2000 anni non siamo cambiati, non credo proprio che cambieremo nei prossimi 2000. Ma forse piacciamo o non piacciamo, siamo belli o brutti proprio per questo”. La trama di “Tu Quoque” ruota intorno al rapporto complicato con il figlio Edoardo la cui problematicità viene ripetutamente a galla, mostrata ed esorcizzata, in più d’una sequenza. A Battista va riconosciuto il merito (sarebbe potuto essere una trappola) di non aver trasportato sul grande schermo pari pari la sua comicità di successo a teatro, optando invece per la scelta di dare corpo a un personaggio che rispecchiasse l’animo più profondo e melanconico del comico romano. Il film è stato girato a Cinecittà, l’unico luogo in cui è oggi possibile ricreare artificiosamente ambientazioni credibili della Roma che fu (per via del set preesistente lì da anni e mai dismesso) e Battista ricorda di essere stato là, negli ‘studios’ per tutt’altra cosa quando aveva partecipato al Grande Fratello VIP nel 2018, che abbandonò in corso di svolgimento adducendo ‘motivi personali’: “Una volta dentro mi sono reso conto che non c’entrava granché con me. Mi mancava molto la mia famiglia. Intendiamoci, se hai bisogno di soldi lo fai, ma per fortuna non era il mio caso. Mi sembrava di buttare via il mio tempo, di rubarlo ai miei affetti. – ha confidato il comico – Mi sentivo centenario lì in mezzo, solo, con intorno persone che non mi interessavano. Un conto è vederle un’oretta a cena, un altro per 24 ore di fila. Ho fatto una scelta professionale sbagliata, ho sottovalutato il contesto, che non è leggero, anzi, a volte può essere
anche controproducente. Basta una frase di troppo, se hai un carattere impetuoso può capitare. Puoi uscirne anche molto male, io sono stato fortunato”. Questo progetto voluto da Maurizio arriva sul grande schermo dopo anni di spettacoli dal vivo, in cui ha messo a punto le sue grandi qualità d’intrattenitore e affabulatore, trasformando la quotidianità di ognuno di noi in comicità travolgente. “Tu Quoque” fa ridere certamente, ma fa anche riflettere sul senso della vita e sull’importanza di credere nelle cose fino in fondo e non arrendersi. Durante l’anteprima (per la stampa e il pubblico, tenutasi allo Space Moderno di Piazza della Repubblica, Maurizio ha fatto cenno divertito alle due porchette da 1600 euro per la scena da girare di una cena luculliana: “Noi avevamo i cestini, ma accanto c’era il catering gigantesco di un film di George Clooney. Sembrava che aspettassimo gli avanzi!”. Ed ha proseguito più serioso: “Non pensavamo certo di fare un film da Oscar, ma ci abbiamo messo il cuore. Ci bastava creare una bella storia, un’ora e mezza che suscitasse qualche lacrima e qualche risata”. Ad onor del vero va detto che l’approccio psicologico ai personaggi è piuttosto elementare, di grana grossa: a fronte di un uomo di mezza età dolente per le vicissitudini della vita (e qui emerge il vecchio adagio del comico che dietro la maschera della risata cela il suo lato triste) si pensi per esempio alle motivazioni del pessimo rapporto tra padre e figlio che vengono attribuite semplicisticamente alla mancata presenza del genitore alle partite di calcio del figlio. E forse, per la parte relativa a Roma antica e la quotidianità capitolina, qualche spunto convincente sulle similitudini tra antichi e odierni abitanti di Roma poteva essere sviluppato meglio e più approfonditamente, incentrando tutta la narrazione solamente in funzione della congiura a Giulio Cesare che, francamente, ci è apparsa piuttosto debole. Il cast è variegato e ricco; oltre ai già citati Triestino, Antonelli, Poggi, De Falco, Miconi e Alexander, troviamo Giorgio Caputo, Marco Conidi, Benedetta Mazza e e altri ancora. Particolarmente gustoso e comico è l’episodio satirico di Massimo che si reca all’Agenzia delle Entrate, e lo vede confrontarsi con un impiegato, in una situazione piuttosto surreale, interpretato da uno Stefano Antonucci in grande forma e spalla perfetta di Maurizio. Il film è stato diretto da Gianni Quinto, che ha firmato soggetto e sceneggiatura insieme allo stesso Maurizio Battista, ed è stato prodotto da Ballandi Srl (in collaborazione con Lml Group Srls e Alma Srl).
(Luigi Lozzi) © RIPRODUZIONE RISERVATA
TU QUOQUE
Commedia
Tu Quoque
Italia, 2025, 90’
Regia: Gianni Quinto
Cast: Maurizio Battista, Paolo Triestino, Francesca Antonelli, Giorgio Caputo, Marco Conidi, Milena Miconi, Jane Alexander (II), Thomas Semeraro, Lucianna De Falco, Guglielmo Poggi, Sergio Di Pinto, Stefano Antonucci, Giancarlo Ratti, Diego Verdegiglio, Benedetta Mazza, Fabrizio Gaetani, Antonio Fiorillo, Salvador Rapallo.
Distributore: Nexo Studios
Data di uscita in Italia: 3 aprile 2025


