THE BOURNE LEGACY di James Newton Howard

 

 
 
ARTISTA: James Newton Howard
TITOLO: The Bourne Legacy
ETICHETTA: Varese Sarabande
ANNO: 2012
 

 

 

 

 

Si riteneva conclusa la saga di Jason Bourne – tratta dai romanzi di Robert Ludlum ed Eric Van Lustbader – dopo il ritiro senza ripensamento alcuno del regista Paul Greengrass e di Matt Damon, artefici della trilogia, ma grazie ad un’abile invenzione narrativa è stato possibile mettere in cantiere (e realizzare) uno spin-off, ovvero un quarto film, perfettamente aderente alla tematica e alla narrazione fin qui condotta, e tale da farlo apparire in modo convincente come un nuovo capitolo della saga. Si è immaginato che di agenti come Jason ce ne fossero molti in giro in incognito e sotto copertura, ricercati dalla CIA per essere ‘normalizzati’ una volta che non servissero più, così è stato giocoforza elementare costruire una nuova vicenda con un nuovo protagonista (è Jeremy Renner a vestire i panni dell’agente Aaron Cross) mantenendo immutati alcuni dei personaggi di contorno. La regia è stata affidata a Tony Gilroy che aveva sceneggiato i primi tre capitoli della serie. John Powell, autore di tutti e tre gli score della trilogia di “Bourne” che ha preceduto questo film, aveva garantito alla serie il perfetto abbrivio sonoro per un moderno thriller, una sorta di grammatica che è diventata il punto di riferimento contemporaneo per numerosi altri compositori che si sono cimentati con il genere. Tra questi può essere annoverato perfino James Newton Howard, compositore che ha certamente una filmografia ben più vistosa e corposa di quella di Powell, ma spalmata su più fronti espressivi in generi cinematografici diversi. Nello specifico campo dell’action-thriller Howard ha all’attivo negli ultimissimi anni lavori come “Duplicity” e “The Tourist” che, nonostante la riconosciuta capacità del compositore, devono qualcosa (in termini stilistici) a Powell. Lo ricordiamo poi anche al fianco di Hans Zimmer, a firmare la colonna sonora dei film “Batman Begins” (2005) e “Il Cavaliere Oscuro” (2008) di Christopher Nolan. Così ai produttori deve essere sembrata come naturale la scelta di dare continuità alla serie affidando a Howard l’elaborazione della partitura per “The Bourne Legacy”. Addirittura nei primi due brani del soundtrack (“Legacy” e “Drone”) il compositore losangeliano sembra proprio imitare in toto lo stile del compositore londinese nella rivisitazione del suo materiale dedicato a Bourne. Cosa, questa, che già in avvio potrebbe lasciarci perplessi; poi sopraggiungono momenti completamente differenti per climax e toni espressivi. Un “vorrei… non vorrei” che alla fine nuoce alla compattezza dell’intero score. Alla prova dell’ascolto poi la partitura di James Newton Howard appare sicuramente un gradino sotto altri suoi lavori degli ultimi anni, non colpisce la fantasia dell’ascoltatore, anche se svolge egregiamente la sua funzione a commento nell’economia narrativa del film (si ascoltino per esempio le felici soluzioni action di “Manila Lab” e quelle thrilling di “Magsaysay Suite”). Ma il tutto difetta di ‘anima’ e ‘freddezza’ può diventare sinonimo di noia.

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA