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RED EYE di Wes Craven in 4K ULTRA-HD

 

 

 

 

Racchiuso all’interno di una custodia amaray inserita in slipcover cartonato non embossed, la Paramount, in collaborazione con Plaion Pictures, rende disponibile sul mercato Home Video e su supporto 4K Ultra HD “Red Eye”, il thriller del compianto maestro dell’horror Wes Craven diretto nel 2005.

 

 

Wes Craven ===Consulta la Filmografia===, al secolo Westley Earl Craven, è da tutti considerato l’incontrastato maestro dell’horror moderno (“Nightmare – Dal profondo della notte”, “L’ultima casa a sinistra”, “Le colline hanno gli occhi”, la trilogia-saga di “Scream”), genere per eccellenza del cinema seriale, al quale il regista di Cleveland ha apportato una vena grottesca di personalissima marca fin dalla fine degli anni Settanta, all’epoca dei suoi esordi. «Credo che alla gente piaccia confrontarsi con le proprie paure. I film horror e thriller offrono alle persone un’opportunità che non possono avere nella vita di tutti i giorni. Lo spettatore sa di essere al sicuro sulla sua poltrona, nel cinema, e allo stesso tempo è in grado di entrare in un altro mondo e di esserne coinvolto, pur restando a debita distanza da ogni tipo di pericolo reale». Craven si è distinto per la consapevolezza di quelle che erano le paure che animavano la società americana. «I miei film migliori – ha dichiarato – hanno sempre funzionato su due livelli, come divertenti film dell’orrore e come commento sui problemi più importanti, la famiglia, la società». La sua capacità di scovare il fantastico nel quotidiano è straordinaria servendosi di una rappresentazione anti-borghesia cruda e grand-guignolesca, ed è stato autore di vere e proprie pietre miliari sparse nel corso degli ultimi decenni, intrecciando e confondendo i confini tra realtà e sogno. Nei suoi film ha fatto largo uso di effetti truculenti e probabilmente è stato proprio questo il limite che gli ha precluso una carriera registica nel cinema non di genere. Il regista di Cleveland, Ohio, è una garanzia e mantiene sempre quel che promette: il crescendo della paura e gli inevitabili sussulti sulle poltrone. Laureato in filosofia, insegnante di lettere e drammaturgia, alla domanda perché ama spaventare il pubblico risponde: «Perché al cinema è permesso di eccitarsi, accumulare adrenalina, sfogarsi, urlare e sentirsi come uomini primitivi». Nel 1996 si registra una nuova importante svolta nella sua carriera con la realizzazione del primo film di una trilogia importante e di grande successo commerciale, “Scream”. Il primo capitolo incassa oltre 100 milioni di dollari in America, così pure il secondo capitolo. La pellicola fornisce nuova linfa all’horror con la sua sapiente riflessione sulle regole ed i luoghi comuni, grazie al continuo ricorso al citazionismo e ai riferimenti alla classica ‘letteratura’ cinematografica, smontando e ricomponendo i meccanismi che allignano sedimentati nel genere. Un esercizio dotto e d’alta classe. In una cittadina americana si aggira un pericoloso serial killer che agisce con il volto coperto da una maschera direttamente mutuata dall’”Urlo” di Munch. Il fatto elettrizza alcuni ragazzi appassionati di cinema horror ma ben presto realtà e finzione finiscono per mescolarsi… Il talento visivo e la maestria figurativa di Craven sono punti fermi, e c’è un crescendo rossiniano della suspense nell’ultima parte del film in un delirio di colpi di scena. Con “Red Eye” del 2005 per la prima volta Craven si avventura sui sentieri del thriller discostandosi decisamente dalle tematiche abituali, e lo fa con tutta la maestria e l’abilità di cui è capace e che gli derivano dalla lunga carriera cinematografica. Un thriller a tinte fosche che per gran parte della sua durata si sviluppa nell’ambito angusto e claustrofobico di un aereo in volo tra Dallas e Miami e sul quale Lisa, la protagonista (l’emergente Rachel McAdams), si ritrova a fare i conti con un vicino di posto, Jackson (Cillian Murphy ===Consulta la Filmografia===, cattivissimo recentemente apprezzato in “Batman Begins” nei panni dello Spaventapasseri), che improvvisamente si rivela uno spietato e determinatissimo agente di un’organizzazione terroristica decisa ad eliminare un politico assai in vista, sequestra la ragazza e la minaccia di ordinare l’eliminazione del padre se non si piegherà a collaborare. Intrappolata in un jet a 9000 metri di quota, la giovane deve tentare il tutto per tutto per assicurarsi della salvezza del padre e scongiurare l’attentato… Non aspettatevi salti improvvisi o splatter perché il film di Craven gioca tutte le sue qualità sulla tensione sottile e quasi impercettibile, sull’accumulo continuo di piccoli errori, fino all’esplosione nella sequenza finale, determinando così un concentrato di adrenalina e di riscatto ‘al femminile’ che ribadisce, una volta di più, la versatilità come autore e regista autoriale del regista. Un lavoro dalle atmosfere cupe e soffocanti, con scene di raffinata suspense, diretto magistralmente e il cui tema viene esemplificato magnificamente dallo stesso Craven: “Non è assolutamente un film horror, ma un thriller psicologico. Non ci sono persone inseguite da maniaci con coltelli, e nessuno indossa una maschera, se non per nascondere una persona totalmente differente da come si presenta. In fin dei conti, non sappiamo mai chi si siede al nostro fianco su un aereo”. Nella pellicola, imitando un pò il grande Hitchcock, Craven si ritaglia anche un cameo, facendo la parte di un passeggero in procinto di imbarcarsi all’aeroporto. A chi gli chiedeva se abbia ancora senso realizzare film spaventosi quando la realtà oggi supera di gran lunga la finzione rispondeva: “Spesso questo genere di film raccontano ciò che accade intorno a noi. Negli Stati Uniti proprio per non creare ulteriori allarmismi gli horror vengono brutalmente tagliati. La mia paura più grande? Ovviamente George Bush ma anche un censore… che mi insegue tagliuzzando la pellicola del mio prossimo film”. Lo stesso Craven spiega pure la genesi del titolo: “’Red eye’ è un titolo che fa un riferimento specifico al linguaggio americano. Occhio rosso rappresenta la stanchezza da mancanza di sonno. Molti uomini d’affari fanno lunghi viaggi notturni in aereo per ritrovarsi la mattina dopo sul posto di lavoro, ma sono stanchi ed hanno gli occhi rossi perché non sono riusciti a dormire. Quando la produzione ha deciso per questo titolo, non si è pensato che il resto del mondo non avrebbe capito”.
TECNICA
Racchiuso all’interno di una custodia amaray inserita in slipcover cartonato non embossed, la Paramount, in collaborazione con Plaion Pictures, rende disponibile sul mercato Home Video e su supporto 4K Ultra HD “Red Eye”, il thriller del compianto maestro dell’horror Wes Craven diretto nel 2005. Da sottolineare che il film viene proposto in un’edizione in disco singolo 4K UHD, senza l’abituale consolidata presenza del Blu-Ray, cosa che spesso accade con le ristampe in 4K ULTRA HD di titoli del catalogo Paramount, e per giunta privo di Contenuti Extra. “Red Eye” è stato girato in analogico su negativo a sensibilità ASA, con un aspect ratio di 2.39:1 (3840 x 2160/23,97p), codifica HEVC su BD-66 doppio strato. Eccellente la resa visiva, certamente uno degli elementi più convincenti di questa edizione. Il film viene presentato nel formato originale 2.39:1, con supporto HDR10, e beneficia di un restauro risalente ad un paio di anni fa che valorizza la fotografia notturna e gli ambienti chiusi su cui si sviluppa gran parte della narrazione filmica. Il livello del dettaglio è notevole, soprattutto sui primi piani e sui contrasti anche in situazioni critiche di illuminazione; i neri sono profondi, i colori risultano più densi rispetto alle precedenti edizioni presenti sul mercato, ma è soprattutto il bilanciamento cromatico a brillare per merito dell’HDR. Per quel che concerne il comparto sonoro, troviamo una traccia in inglese DTS-HD Master Audio 5.1 e una in italiano Dolby Digital 5.1 con una differenza qualitativa subito evidente: la traccia originale inglese offre una maggiore ampiezza sonora, maggiore precisione nei dettagli ambientali (rumori di cabina, spari, suoni) e un ottimo supporto per la magnifica colonna sonora firmata da Marco Beltrami, tesa e pulsante. La traccia italiana invece risulta piuttosto compressa e decisamente meno incisiva nelle scene d’azione pur conservando un buon nitore sui dialoghi. Come anticipato precedentemente non è presente nessun Contenuto Speciale: direi una soluzione un po’ spartana che farà arricciare il naso a molti. L’assenza di interviste, making-of o approfondimenti pesa, soprattutto considerando che le precedenti edizioni italiane a cura di Universal Pictures ne erano fornite. Anche se potrebbe esserci stato un leggero impiego di DNR ci troviamo di fronte ad un prodotto un gradino sopra la controparte 2K che è stata pubblicata tempo fa. Deficitario – direi – il comparto audio con un Dolby Digital 5.1 (640 kbps) per l’italiano, appena accettabile sia per la resa generale che per il livello di coinvolgimento. Si avverte, e non poco, il contributo dei canali posteriori e di una incisività che si rende immediatamente evidente quando si passa al DTS-HD MA 5.1 inglese (24 bit), con l’offerta di una maggiore corposità d’insieme e la capacità di fornire la differenza tra echi, effetti e profondità bassi.

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

NOTE TECNICHE
Il Film

RED EYE
(Red Eye)
Usa, 2005, 85’
Regia: Wes Craven
Cast: Rachel McAdams, Cillian Murphy, Brian Cox, Jack Scalia, Jayma Mays.

Informazioni tecniche del 4K ULTRA-HD

Numero Dischi: 1 (4K Ultra-HD)
Aspect ratio: UHD: HDR Dolby Vision 2.35:1 2160p @24fps
Audio 4K Ultra-HD: Inglese 5.1 DTS-HD Master Audio / Italiano, Ceco, Spagnolo Dolby Digital 5.1
Distributore: Paramount / Plaion Pictures