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PINO di Francesco Lettieri in Blu-Ray

 

 

 

 

 

A settant’anni dalla nascita, “Pino”, il magnifico documentario assemblato da Francesco Lettieri, realizzato da Lucky Red e distribuito da Plaion Pictures, celebra il talento e l’arte raffinata di Pino Daniele a dieci anni dalla morte.

 

 

Pino Daniele morì il 4 gennaio del 2015, quasi sessantenne, all’ospedale Sant’Eugenio di Roma per un infarto dovuto ai seri problemi cardiaci che il musicista si portava dietro da diversi anni: Pino è stato una delle figure più importanti della scena musicale italiana fin dagli anni Ottanta e mi preme fare una considerazione, del tutto personale ma niente affatto peregrina, su Pino Daniele e il suo Neapolitan Sound, che mescola, in quella fucina di talenti che è la città di Napoli, la tipica melodicità partenopea con il Rhythm’n’Blues, e la sua anima nera Blues e Funk, partendo da una affermazione del compositore Nicola Piovani: “L’opera lirica deve tornare a essere popolare”. Ebbene è una mia convinzione che il Rock, come cultura musicale, non appartenga alla nostra identità italica essendo prettamente riconoscibile in un contesto anglo-sassone, con gli Sati Uniti dei ghetti dai quali si sprigionò la ribellione e la Gran Bretagna delle periferie urbane in cui si innescò la protesta che poi sfociò nel Rock; in Italia, nei ’50, a fare Rock derivativo da altre realtà più consolidate in fondo non furono che dei ‘borghesi’: Celentano, Gaber, Jannacci. Nel corso degli anni l’equivoco si è perpetuato e se alla nostra industria culturale e discografica fosse stato veramente a cuore la costruzione di un’identità musicale nostrana da esportare all’estero, invece di scimmiottare modelli provenienti da UK e USA (vedi Zucchero a fare il verso a Joe Cocker e Ligabue a Springsteen; fatta salva la qualità intrinseca di entrambi gli artisti menzionati) ci si sarebbe dovuti misurare con la nostra ‘invidiatissima’ tradizione lirica e operistica, vero fiore all’occhiello della nostra cultura come ha espresso Piovani nella sua frase. Ed in più – aggiungo– si sarebbe dovuto guardare alla musica variegata e ricca di stimoli del bacino del Mediterraneo, alla cultura araba che tanto ha influenzato l’arte e la cultura del nostro Sud: come ha fatto Pino Daniele con il suo Neapolitan Blues con cui – qui davvero in modo originale – ha coniugato la musica della ‘sofferenza’ e del dolore per eccellenza degli afro-americani, il Blues, genere universale giunto a noi dai campi di cotone del sud degli States, con il sound colorato e solare del golfo di Napoli. Pino rimane la più autentica e creativa, e identitaria, espressione della musica ‘Made in Italy’, è stato un innovatore proprio perché ha saputo abbracciare e reinterpretare le influenze musicali globali, trasformandole in un linguaggio inconfondibile e profondamente radicato nella cultura napoletana. Il documentario di Lettieri è un viaggio nel mito di un’icona della musica (italiana e napoletana e internazionale) che ha saputo fondere la tradizione partenopea con influenze blues, jazz, funk e rock. Attraverso materiali di repertorio rari, scelti con cura, rappresenta una emozionante immersione nella vita e nell’universo poetico di Pino Daniele e sul suo legame profondo con Napoli, le collaborazioni. Pino ha fatto conoscere il suo “Neapolitan power” in tutto il mondo, allacciando collaborazioni proficue con artisti internazionali di grido, con i quali ha sempre cercato “un rapporto umano, prima di tutto”. «Per la prima volta abbiamo aperto gli archivi di Fondazione Pino Daniele e quelli privati di famiglia al servizio di una visione» – ha raccontato il secondogenito di Pino e Dorina, Alessandro, custode della memoria del padre – «Era importante consentire a Francesco Lettieri la massima libertà di vedere Pino ed è stato bravissimo anche a far rivivere mio padre in un tessuto sociale attuale, a portarlo nel presente, non solo nella memoria storica della città». Con un’estetica che unisce il documentario tradizionale a quella del videoclip moderno, scorrono frammenti di vita privata, le fragilità dell’uomo, memorie più intime, e poi i ricordi degli innumerevoli amici, degli artisti e dei familiari (Jovanotti, Vasco Rossi, Loredana Bertè, Eric Clapton, Pat Metheney, Chick Corea, Fiorello, Lello Arena e, da filmati d’archivio, Massimo Troisi e Maradona), ma soprattutto “Pino” si concentra sulla musica e sul suo valore più genuino attraverso materiali sconosciuti ai più riportati in primo piano per raccontare l’anima e la musica del celebre artista napoletano. Il suo messaggio era sociale e politico allo stesso tempo, sotto il profilo prettamente musicale è emersa la sua voglia di coniugare insieme il blues e le radici del Mediterraneo, ha fatto sì che tutti lo comprendessero poiché la musica ha un linguaggio universale che arriva a tutti. Ben indovinata l’idea del regista di includere una infinita serie di artisti che hanno conosciuto Pino e portano la loro testimonianza. La musica di Daniele e le immagini assemblate da Lettieri raccontano la Napoli underground della seconda metà del secolo scorso: una città (davvero) dai mille colori, e nella quale il ragazzino timido e occhialuto di un tempo ha trovato la sua strada suonando la chitarra e cantando con la sua voce roca e gentile. Come detto Lettieri, che ha un passato di autore di videoclip per artisti come Liberato e Calcutta, ha utilizzato un archivio imponente di materiali inediti composto da filmati mai diffusi, registrazioni di concerti, backstage e immagini riprese in sala d’incisione. Il regista ha così parlato del suo film: «Spero di aver raccontato un Pino vero, di aver aperto un po’ di finestre su Pino uomo, sulla sua intimità e sulla sua storia più intima e sulla sua famiglia, ma senza fare gossip. A narrare Pino a Napoli e senza Napoli, i compagni di circolo, Eric Clapton che gli scrive una lettera». Alcune sequenze reinterpretano visivamente alcuni dei brani più iconici del cantautore, come “Cammina, cammina”, “Quanno chiove” e “Chillo è nu buono guaglione”. In chiusura del documentario si potrà ascoltare il brano inedito “Tien’mmano”: un regalo e una sorpresa, evocativo come pochi della nostalgia che tutti abbiamo di Pino Daniele.

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

NOTE TECNICHE
Il Film

PINO
(Pino)
Italia, 2025, 94’
Regia: Francesco Lettieri
Cast: Pino Daniele.

Informazioni tecniche del Blu-Ray

Aspect ratio: vari formati 1080 24 fps
Audio: Italiano DTS-HD Master Audio 5.1
Distributore: Lucky Red/Plaion Pictures