OLDBOY di Park Chan-wook in Blu-Ray

 

 

 

A diciotto anni dalla sua prima uscita sul grande schermo si riaccendono i riflettori sul film coreano amatissimo da Quentin Tarantino e Spike Lee, “Oldboy” di Park Chan-Wook, che in contemporanea viene riproposto sugli schermi dei cinema restaurato in Dolby Vision e presentato dalla Lucky Red (originaria detentrice dei diritti) in Home Video in una imperdibile Limited Edition 4K Ultra HD, nella prestigiosa collana horror Midnight Classics.

 

Il film di Park Chan-Wook è un film di culto acclamato dalla critica e si è aggiudicato a suo tempo il Gran Premio della Giuria a Cannes distinguendosi come una delle opere di spicco del Movimento del Cinema Coreano (talvolta ‘estremo’) di inizio millennio che si è imposto in tutto il mondo. La crescita della cinematografia sudcoreana è stata suggellata ad inizio 2020 dal grande trionfo nella ‘Notte degli Oscar’ di “Parasite”, del regista Bong Joon-ho, entrato nella storia del Cinema per i quattro importanti Oscar conquistati (Miglior Film, Miglior Film Straniero, Migliore Regia e Migliore Sceneggiatura). La Corea del Sud è un paese tutto sommato piccolo (con circa 50 milioni di abitanti) che vive nel costante timore d’essere invaso dalla contigua e militarizzata Corea del Nord. Fino alla fine del secolo scorso la sua influenza sulla scena internazionale era pressoché nulla, oggi è la cinematografia più prolifica e innovativa al mondo, la cosiddetta ‘New Wave coreana’, seguita con crescente interesse dal pubblico internazionale. Questo status si è consolidato nell’ultimo decennio raccogliendo premi nei festival più importanti ed esportando in tutto il mondo i suoi cineasti più rappresentativi, dallo scomparso Kim Ki-duk, il più conosciuto in Occidente, a Park Chan-wook, da Bong Joon-ho a Lee Chang-dong, Im Sang-soo, Kang Je-gyu, Jang Sun-woo e via discorrendo. In una classica storia di vendetta, nerissima, il film ci introduce immediatamente, ai limiti dell’allucinazione, in ambientazioni cupe, in un microcosmo chiuso e ossessivo, quando ci svela la condizione di un uomo, Oh Dae-su, che è stato rapito e poi si risveglia prigioniero in un’anonima stanza senza finestre nella quale gli è di conforto unicamente la presenza di un televisore; una mano misteriosa gli infila di volta in volta un vassoio con del cibo da uno stretto pertugio. Tramite la TV l’uomo apprende dell’assassinio della moglie di cui è lui stesso sospettato. D’improvviso l’uomo, come fosse imprigionato in un incubo, si ritrova libero, smarrito ed insicuro, ma con il desiderio, determinato, rabbioso e feroce, di punire chi lo ha gettato in questo mostruoso ‘abisso’ di prigionia durato quindici anni, senza conoscerne le ragioni… E non dico nulla su un finale clamoroso, commovente e semplicemente sorprendente, soprattutto nelle motivazioni che sostengo le idee del regista, che ci lasciano riflettere nella veste di spettatori. Il modo in cui Oh Dae-su mette in atto la sua vendetta ha aspetti raccapriccianti, poco narrativi ma molto cinematografici e post-moderni, raccontati con straordinario talento visivo. Per dare qualche coordinata, diciamo che siamo dalle parte di universi cinematografici kafkiani, visionari e noir, amati da molti cinefili, me compreso; Lynch, Cronenberg, Tarantino, Ferrara, Kitano. “Oldboy”, un pulp-thriller tratto da un manga giapponese (scritto da Tsuchiya Garon e disegnato da Minegishi Nobuaki nel 1997), venne presentato in concorso al Festival di Cannes del 2004 ricevendo il Gran Premio della Giuria, presieduta allora da Quentin Tarantino, e considerato senza dubbio alcuno il vincitore morale della rassegna in Costa Azzurra. È il secondo capitolo della ‘Trilogia della vendetta’, iniziata da Park Chan-Wook con “Sympathy for Mr. Vengeange” (2002) e conclusa da “Lady Vendetta” (2005). Del tutto meritata la fama di culto che il regista si è conquistata presso i cinefili di tutto il mondo. Nel 2013 Spike Lee tributerà al film un opaco remake americano, con Josh Brolin nei panni che erano stati di Choi Min-sik. L’abilità di Park Chan-Wook è quella – diciamo – di calare lo spettatore nella psiche sconvolta del protagonista, motivandolo del suo stesso desiderio di scoprire la verità (visto che il punto di vista del racconto è quello del protagonista) e la simbiosi diventa totale; la violenza ‘esibita’ (brutale, disturbante e disumana), estetizzante e iperrealistica, non ha nulla di accattivante e sovente mozza il respiro ma il film è provocatoriamente bello; nella spirale di violenza infinita che si innesca brillano il montaggio cadenzato e alcune sequenze di combattimento in un cinema personale e poco convenzionale, ricco di invenzioni, anche scioccanti. Come ad esempio il polpo vivo che Choi Min-sik mangia vivo in fronte alla telecamera. Il regista coreano ha così spiegato il senso del suo film: «E una storia sulla vendetta, un sentimento descritto anche nel mio precedente film, “Sympathy for Mr Vengeance”. I due film possono apparire molto simili, ma con “Old Boy” ho voluto mostrare una diversa prospettiva della vendetta: la componente positiva che permette alla gente di avere una catarsi attraverso la sua attuazione. Per me la vendetta è il soggetto più drammatico del mondo. Abbiamo più rabbia rispetto al passato, ma viviamo in un mondo in cui non è permesso manifestarla. Nel momento in cui non possiamo vivere in una società in cui è possibile esprimere la nostra ostilità, la vendetta è un tema che suscita e susciterà sempre più interesse». La vendetta dunque, è certamente uno dei temi principali non solo del cinema di Park Chan-Wook, ma, più in generale, allargando gli orizzonti di quello sudcoreano, che è espressione della letteratura, delle forme artistiche e della cultura del paese del sud-est asiatico. La regia di Chan-Wook mostra la capacità di coniugare il neo-noir con la tragedia greca, il post-moderno con la complessità del teatro shakespeariano; ed è indiscutibilmente un cinema d’autore a tutto tondo. Scrisse a suo tempo Irene Bignardi sul Venerdì di Repubblica: «Park Chan-Wook è maestro di un cinema molto originale, di film d’azione stipati di invenzioni, di doppi e tripli salti mortali nelle storie, di una violenza esplicita, ‘grafica’, esibita e stilizzata, di immagini che stanno all’incrocio tra la cupezza e la tecnologia di Matrix e il gioco della brutalità di Tarantino, tra sentimenti rarefatti e alta tecnologia dell’immagine».

TECNICA
Lucky Red è stata artefice del ritorno in sala della versione restaurata di “Oldboy”, il capolavoro epocale di Park Chan-Wook del 2003 presentato in una nuova veste, frutto della rimasterizzazione in 4K realizzata attraverso la scansione del negativo originale 35mm, con la supervisione del regista per tutta la durata del processo. Da parte sua Midnight Classics è l’etichetta di proprietà della Koch Media che comprende nel suo catalogo un’importante collezione di film di culto che hanno fatto grande la storia del Cinema dell’Orrore dagli anni ’70 in poi. Nell’home video “Oldboy” viene proposto nel suo formato originale in 2.35:1, con audio DTS HD Master Audio 5.1, ed la rimasterizzazione in 4K è stata realizzata nel 2019, ricorrendo alla scansione del negativo originale 35mm, con la supervisione del regista Park Chan-Wook. Il lungo processo è durato un anno ed è stato realizzato in Corea del Sud con certificazione Dolby Vision. Per il nuovo trattamento è stato scelto il formato HDR, che ha portato ad un risultato di gran lunga migliorativo rispetto alla masterizzazione originale, grazie allo sfruttamento dell’intera gamma dinamica presente sul negativo originale. La versione restaurata in 4K ULTRA-HD ha un impatto ‘importante’, e largamente soddisfacente, nella visione domestica, sia dal punto di vista visivo che da quello sonoro. Il cofanetto Limited Edition approntato da Midnight Factory comprende pure, oltre al film in 4K Ultra HD, 2 Blu-ray ed un booklet di 24 pagine con approfondimenti sul film e ad una card da collezione. Nel secondo Blu-Ray ci sono ben 9 ore di contenuti extra, tra cui possiamo annoverare: Commento audio del regista con sottotitoli italiani, Commento audio del regista e del direttore della fotografia con sottotitoli inglesi, Commento audio del regista e degli attori con sottotitoli inglesi, Documentario OLD DAYS con sottotitoli italiani, Trailer italiano, Trailer originale, Making of con sottotitoli italiani, Flashback, Gli effetti digitali, Scenografie, I ricordi del cast, Le musiche, I provini, Prima lettura del copione, Location, Sopralluoghi, Preparazione fisica, Interviste con sottotitoli italiani, Scene eliminate con commento opzionale del regista con sottotitoli italiani, Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes con sottotitoli italiani, Autobiografia di Old Boy – Diario di lavorazione con sottotitoli inglesi, Music video: “Bring My Love” degli Starsailor.

(Luigi Lozzi)                                                      © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

NOTE TECNICHE
Il Film

OLDBOY
Oldboy/Oldeuboi
Corea del Sud, 2003, 120’ + 120’ + 422’ (materiali Extra)
Regia: Park Chan-wook
Cast: Choi Min-sik, Ji-tae Yu, Hye-jeong Kang, Dae-han Ji, Oh Dal-soo, Byeong-ok Kim, Seung-Shin Lee, Jin-seo Yun, Dae-yeon Lee, Kwang-rok Oh, Tae-kyung Oh, Yeon-suk Ahn, Il-han Oo, Su-hyeon Kim, Seung-jin Lee.

Informazioni tecniche del Blu-Ray

Aspect ratio: 1080p 2.35:1
Audio: Italiano, Coreano DTS HD Master Audio 5.1
Distributore: Lucky Red/Midnight Factory/Koch Media