MARNIE di Alfred Hitchcock in 4K ULTRA-HD

“Marnie” appartiene alla fase discendente della carriera di Alfred Hitchcock, non vale certo i capolavori del periodo d’oro degli anni Cinquanta che hanno incrementato a dismisura la popolarità del ‘Re del Giallo’), eppure è importante quanto gli altri sotto il profilo narrativo e della suspense. Arriva ora disponibile in una apprezzabile edizione in 4K Ultra-HD realizzata da Plaion Pictures su licenza Universal Studios.
Non è “La donna che visse due volte” o “La finestra sul cortile”, non è “Il delitto perfetto” e nemmeno “Gli Uccelli” o “Psycho”, ma quella componente presente e dominante di sviluppo psicoanalitico, che ci rimanda addirittura a “Io ti salverò” del 1945 (con Ingrid Bergman e Gregory Peck) e agli altri capolavori citati, fanno di “Marnie” un film che qualsiasi appassionato del Cinema del Maestro inglese non può assolutamente ignorare. E poi c’è una coppia di interpreti sulla cresta dell’onda: Tippi Hedren, feticcio biondo
(come Grace Kelly e Kim Novak) per Hitchcock e attrice di bellezza impressionante, e reduce l’anno prima dal successo dello sconvolgente “Gli Uccelli”, e Sean Connery ===Consulta la Filmografia===, attore in forte ascesa per aver cominciato nel 1962 a vestire i panni dell’Agente Segreto James Bond, alias 007, e che proprio in quel 1964 era protagonista di “Agente 007 Missione Goldfinger”, terzo capitolo della mitica serie. Qui, invece che essere il muscolare agente segreto con licenza di uccidere, in una vicenda morbosa e terribile, è un uomo che si dedica alla comprensione delle dinamiche psicologiche che si agitano nell’inconscio della sua compagna. Si tratta dell’ultimo, autentico, film di Alfred Hitchcock ===Consulta la Filmografia=== (uscito nel 1964), che affronta un tema particolarmente caro al regista inglese, la psicoanalisi e il suo rapporto indiretto con il corpo umano. Sinossi: Marnie, moglie dell’industriale Mark Rutland è una giovane donna affetta da cleptomania che dopo ogni furto cambia identità. L’uomo è innamorato di lei, ma Marnie è nevrotica, frigida, e soggetta a terribili incubi (è terrorizzata dai temporali e dai colori bianco e rosso abbinati), non riesce a ricambiare l’affetto del marito e a lasciarsi andare e tutti i tentativi di Mark per dissipare la barriera di freddezza della giovane s’infrangono miseramente ma l’uomo è deciso a scoprire cosa abbia provocato in Marnie questa serie di nevrosi. Mark intuisce che Marnie deve le sue debolezze psichiche ad una drammatica esperienza che ha turbato la sua infanzia; così decide di recarsi assieme a lei nella casa della madre per trovare la spiegazione del suo strano comportamento. Ed è lì che Mark viene a conoscenza di un episodio della vita di Marnie ancora bambina, quando uccise un occasionale accompagnatore della madre, donna di facili costumi, che si assunse poi la responsabilità del delitto, scagionando la piccola. Dopo quell’episodio Marnie evitò con tutte le sue forze di avvicinare gli uomini ed iniziò a rubare per un inconscio senso di gratitudine verso la madre, alla quale permise di vivere nel benessere. Finalmente guarita dal suo incubo, Marnie può iniziare con Mark una serena vita coniugale. Sullo schermo vediamo che Mark è talmente innamorato di lei, e vuole aiutarla a superare le fobie e i blocchi psichici, che i loro litigi non fanno altro che intensificare il desiderio (dello spettatore) di sapere che cosa è accaduto a Marnie quando era ancora una bambina, o forse cosa potesse avergli raccontato la madre. “Marnie” è un dramma mascherato da thriller, con riferimenti psicoanalitici. Alfred Hitchcock punta tutto sulla costruzione della protagonista, una donna dall’oscuro passato che cela un episodio traumatico che ne ha influenzato pesantemente il futuro. Nella filmografia di Hitchcock la psicologia e la psicanalisi occupano un posto di rilievo in svariati
film, su tutti citiamo ovviamente “Psycho”, la quintessenza sull’argomento, dove i ‘disturbi’ del protagonista Norman Bates (Anthony Perkins) si esplicavano ai danni delle sfortunate e incaute persone che capitavano nel suo inquietante motel, ma anche in “Nodo Alla Gola” è dato modo di confrontarsi con questo argomento, per esempio nei discorsi del professor Cadell. In “Marnie” l’inconscio e il subconscio vengono messi uno di fronte all’altro alla base delle teorie freudiane sulla psicanalisi, delineando con chiarezza il percorso narrativo del film di Hitchcock. La protagonista compie gesti che delimitano il contorno della sua fragile mente, la sua frigidità viene completamente messa a nudo dai suoi comportamenti e perfino dalle sue frasi. I baci che vediamo scambiarsi tra lei e Mark, all’interno della stalla mostrano chiaramente che la donna non riesce a provare piacere. Nei 130 minuti che compongono la durata della pellicola, le sue contraddizioni hanno un carattere psicologico, non sono il risultato di qualcosa che appare evidente quanto piuttosto si immagina che Marnie se lo porti dentro. Lei manifesta un turbamento che deriva da una sua involuzione psichica dovuta a qualcosa, a un accadimento o un dolore successo tanto tempo prima. Subentra poi evidente il complesso di Edipo che la lega alla madre, il sogno di Marnie è di essere amata da colei che l’ha tenuta in grembo, e ancor più notiamo questo aspetto quando osserviamo la sua gelosia nei confronti di una bambina pura e spensierata (curiosamente interpretata dall’allora giovanissima Melanie Griffith, figlia proprio di Tippi Hedren) che vive nella casa accanto a quella della vecchia madre, che quest’ultima accudisce come se fosse la figlia che ha sempre desiderato avere, per chiudere con una conclusione che deriva dalla gelosia perversa di Marnie verso quella bambina (piccola curiosità, è interpretata dall’allora giovanissima Melanie Griffith). Il colore rosso riveste un ruolo fondamentale nell’economia del film, e assume significati profondi, e domina sul bianco. Pensate alle pigmentazioni in rosso dello schermo in alcune scene importanti a quel fantino che indossa un vestito con pois rossi o ancora quando Marnie si macchia di inchiostro rosso
l’indumento bianco. Il rosso è dominante, dà come la sensazione del sangue perso durante un atto sessuale con la penetrazione. La figlia di Hitchcock, Pat, così ha ricordato la gestazione di “Marnie”: «Sebbene mio padre avesse sempre amato i personaggio tormentati, “Marnie” si differenzia in un certo qual modo da altre pellicole. Il film è un misto tra dramma psicologico e suspense, ma è anche una storia d’amore. In verità, la storia era talmente stratificata e leggibile a diversi livelli che, inizialmente, né il pubblico né la critica accolsero bene il film, ritenuto deludente. Oggi, invece, è giudicato un classico dai critici, dagli esperti di cinema e dal pubblico. Alcune scene del film continuano ad essere oggetto di studi approfonditi e vengono citate tra i migliori esempi di cinema puro. Come molti altri film di mio padre, “Marnie” ha precorso i tempi. Riguardandolo oggi, capiamo quanto sia stato innovativo, audace e ambizioso. E speriamo che il film possa appassionare chi non lo conosce ancora e, allo stesso tempo, continuare a sorprendere tutti noi che l’abbiamo sempre amato». Il film è ben architettato dal ‘Re del Brivido’ e la scena in cui Marnie ruba nella cassaforte della ditta di Mark è da manuale e carica suspense: possiamo osservare una doppia inquadratura della stanza in cui Marnie trafuga i soldi, e parallelamente il corridoio adiacente a stanza in cui avanza lentamente la donna delle pulizie. Anche la scena finale, quella del confronto con la madre è ad alto tasso drammatico ed è stata diretta con maestria assoluta. “Marnie” non è solo un film che racconta la vicenda di una donna cleptomane afflitta da disturbi della mente, ma agisce anche sullo spettatore, scava al suo interno per trovare le paure più profonde e riportarle in superficie attraverso meccanismi di coinvolgimento emotivo quanto mai indovinati.
L’attrice che avrebbe dovuto interpretare “Marnie” era Grace Kelly, ma sfortunatamente, a causa dei suoi doveri in qualità di Principessa di Monaco, non fu disponibile. Hitchcock ci rimase molto male e decise di concentrarsi su un altro progetto, “Gli Uccelli”. E fu durante riprese di questo film che gli venne in mente che Tippi Hedren sarebbe stata perfetta per interpretare “Marnie”. Da parte sua Sean Connery che aveva già raggiunto fama e notorietà con il personaggio di James Bond, e perfetto nel ruolo dell’uomo ossessionato dal desiderio di scoprire i segreti della moglie, dimostrò di non aver necessariamente bisogno di una pistola e di una Vodka martini per brillare sullo schermo. “Marnie” tra l’altro fu pure l’ultimo film di Hitchcock con la colonna sonora firmata dal suo storico collaboratore Bernard Herrmann. Pensate che le musiche di “Marnie” sono state spesso considerate le migliori composte da Herrmann.
TECNICA
Grazie a Universal Studios e Plaion Pictures che lo distribuisce arriva sul mercato dell’Home Video, per la rpima volta nel formato UHD con una nuova e sorprendente presentazione 2160p/HDR, uno dei gioielli di Alfred Hitchcock, “Marnie”, che supera di gran lunga la precedente edizione in Blu-ray. La grana irregolare e i dettagli poco impressivi sono stati eliminati, sostituiti da una presentazione decisa e ben delineata che vanta una struttura della grana molto più naturale, gestita in maniera corretta che esalta la grazia e l’eleganza delle texture della pellicola. Nonostante l’immagine non raggiunge l’apice assoluto della nitidezza del formato, il livello di miglioramento qualitativo rispetto al Blu-ray precedentemente realizzato è notevole, e rivela dettagli nitidissimi e più chiaramente evidente. Gli spettatori domestici apprezzeranno certamente un’esperienza cinematografica molto più stabile, naturalmente più nitida e organicamente realistica. Anche la correzione colore HDR garantisce un’esperienza assolutamente migliorativa, non solo per il perfezionamento della palette cromatica, ma anche per
una resa video più ricca capace di mantenere i parametri originali. I colori sono ora più profondi, più vividi e pregni in modo più accurato. L’immagine è piuttosto sorprendente per l’audacia delle tonalità, con un contrasto molto forte e impostazioni naturali. I livelli di nero sono eccellenti, i bianchi sono intensi e vividi e le tonalità della pelle sono molto sane. L’immagine è pulita, ma presenta solo qualche traccia di usura della sorgente e non ci sono nemmeno gravi problemi di codifica degni di nota. Non si tratta del miglior UHD della seconda ondata di film di Hitchcock portati in 4k Ultra-HD, ma in questo caso si può affermare che si tratti del più sostanziale miglioramento rispetto al precedente Blu-ray tra tutti. Sul fronte audio Universal se la cava bene, semplicemente convertendo la colonna sonora lossless DTS-HD Master Audio 2.0 esistente. Un remix in Atmos avrebbe semplicemente privato gli elementi originali della loro semplicità e distolto l’attenzione su ciò che è superfluo. Così com’è, la traccia audio è più che buona, con dialoghi chiari e ben definiti che dominano quasi ogni scena. La presentazione musicale è solida per quanto riguarda la diffusione frontale e i dettagli. I contenuti di supporto leggeri sono ben fondati e accurati. I Contenuti Extra prevedono: Lo speciale “Il problema di Marnie” (SD, 58 minuti), con interventi della figlia di Hitchcock Pat Hitchcock O’Donnell (“Si potrebbe definire Marnie un giallo a sfondo sessuale. Ovvero, se si usassero queste parole”) e dei collaboratori e degli autori della sceneggiatura Joseph Stefano (“Psycho”) ed Evan Hunter (“Gli Uccelli”), del co-sceneggiatore Jay Presson Allen, del direttore di produzione Hilton A. Green, dello scenografo Robert Boyle, del regista Peter Bogdanovich e delle attrici Tippi Hedren (Marnie Edgar), Diane Baker (Lil Mainwaring) e Louise Latham (Bernice Edgar); tutti si immergono in “Marnie”, dal suo adattamento e sviluppo della sceneggiatura alla scena di stupro contestata da Hunter, agli sviluppi psicologici, ai flashback, alla violenza, agli espedienti espressionisti, fino alla sua accoglienza e alla sua eredità. Poi troviamo un “Making Of”, “Gli archivi di Marnie” (SD, 9 minuti) con Locandine cinematografiche, pubblicità d’epoca e foto di produzione. Infine il Trailer cinematografico (SD, 5 minuti).
(Luigi Lozzi) © RIPRODUZIONE RISERVATA
NOTE TECNICHE
Il Film
MARNIE
(Marnie)
Usa, 1964, 130’
Regia: Alfred Hitchcock
Cast: Sean Connery, Tippi Hedren, Diane Baker, Martin Gabel, Alan Napier.
Informazioni tecniche del 4K ULTRA-HD / Blu-Ray
Aspect ratio: Blu-ray UHD: UHD-HDR Dolby Vision 1.85:1 / 16×9 Full Frame; Blu-ray: 1080p 1.78:1 16×9 Full Frame
Audio 4K Ultra-HD: Inglese DTS-HD Master Audio 2.0/ Italiano, Francese, Tedesco, Giapponese DTS Digital Surround 2.0 Mono;
Audio Blu-Ray: Inglese DTS-HD Master Audio 2.0/ Italiano, Francese, Tedesco, Giapponese, Portoghese, Russo DTS Digital Surround 2.0 Mono;
Distributore: Universal / Plaion Pictures

