LA SALA PROFESSORI di Ilker Çatak in Blu-Ray

Nella sua piccola dimensione “La sala professori“, film tedesco di Ilker Çatak, è stato una grande sorpresa nella considerazione di critica e pubblico; candidato all’Oscar 2024 come Miglior Film Straniero è una spietata fotografia della scuola e della società odierne, ed ora è disponibile per l’Home Video in una più che apprezzabile edizione curata da Lucky Red e distribuita da Plaion Pictures.
Nella corsa all’Oscar “La sala professori” ha avuto come contendenti il nostro “Io capitano” di Matteo Garrone, “La zona d’interesse” di Jonathan Glazer, poi vincitore, “Perfect Days” di Wim Wenders e “La società della neve” diretto da J. A. Bayona. Il fulcro narrativo ruota intorno a ciò che accade in una scuola modello, dalla struttura moderna, popolata da insegnanti aperti e genitori partecipi, in un melting-pot apparentemente realizzato fra le varie etnie, quando una giovane insegnante di
matematica e pure di ginnastica, Carla Nowak, di origine polacca, al suo primo incarico, assecondando il suo istinto e la propria etica idealista, decide di indagare su una problematica che vede uno dei suoi alunni sospettato per furto. Quando guardiamo un film che parla di scuola (e ambientato in una scuola) sappiamo bene cosa attenderci: di sicuro ci sarà un conflitto; tra docenti e studenti oppure tra dirigenti e docenti o tra studenti e studenti, qualcosa insomma che nell’equilibrio della comunità ben cristallizzata si spezza e fa deflagrare un dissidio latente, che non è mai solo della scuola o di quella scuola, ma di un mondo più grande. Presentato in anteprima alla Berlinale del 2023 il film di rilevante qualità, intenso e spiazzante, è l’espressione di una ritrovata vitalità del cinema tedesco, e tutto questo accade grazie ad una nuova generazione di registi provenienti da una indiscussa ed intensa integrazione culturale; infatti il quarantenne lker Çatak è in cineasta berlinese figlio di immigrati turchi. “La sala professori” si candida anche a essere una delle maggiori rivelazioni europee dell’anno appena trascorso, grazie al quale il regista turco-tedesco classe 1984, rielabora ricordi scolastici dell’adolescenza. Nella sua opera Ilker Çatak è riuscito a combinare molti elementi di solito associati alla scuola nel cinema tedesco: si va da un sottile umorismo, alle provocazioni e all’osservazione dettagliata che sfocia in tragicommedia rimanendo comunque coerente e credibile. La scuola – lo sappiamo – si presta bene ad essere specchio della società, spesso crisi di una generazione che non si riconosce nel mondo dei padri, e qui sono frequenti i momenti in cui si riconosce lo straniamento e il disagio della motivata protagonista, calata in un contesto scolastico ricco di contraddizioni e rigidità, nel raccontare l’escalation di un’indagine interna (e non del tutto lecita) volta a scoprire il responsabile di alcuni furti, ma sarebbe un errore limitare il peso specifico del film al dibattito che puntualmente si instaura in queste occasioni circa il ruolo e la coscienza che rivestono presidi e insegnanti, perché “La sala professori“, anche se con un taglio quasi documentaristico (coraggiosa la scelta di girarlo in formato televisivo 1.33:1), ha una sua intrinseca ed invidiabile caratura da thriller hitchcockiano. La scuola, con le sue dinamiche tra studenti e professori, è da sempre stato terreno fertile per la creatività di registi e sceneggiatori. Sono infatti tantissimi i film a tema insegnamento che affrontano i problemi, i rapporti e le dinamiche del suo mondo stratificato e
assai complesso. Diventa quasi consequenziale, per coloro che sono più informati, il rimando al francese “La classe” di Laurent Cantet, del 2008, un modello per tutti i film d’ambientazione scolastica. Nella scuola media dove insegna Carla Nowak (la bravissima e molto intensa Leonie Benesch), insegnante impegnata tanto a mantenere unito il gruppo classe, quanto a dedicare a ogni allievo l’attenzione che merita, sebbene la donna non abbia la stessa empatia con i colleghi del corpo insegnanti, si sono consumati una serie di piccoli furti e viene applicata la tolleranza zero; si procede senza scrupolo alcuno, a fare forti pressioni sugli studenti («Indicami il nome di un compagno che ti sembra sospetto, non lo saprà nessuno») o a perquisire portafogli, e alla fine scoppiano d’improvviso il conflitto sociale e l’odio delle tensioni latenti, in un contesto di estremo realismo, quando ad essere sospettato è uno dei suoi studenti, un ragazzino di origini turche. I metodi che ognuno adotta per risolvere il problema sono diversi, nelle dinamiche comportamentali si nascondono antipatie e idiosincrasie. Una scena molto bella e significativa si registra quando, in pochi secondi, l’insegnante entra in aula e immediatamente richiama l’attenzione degli studenti invitandoli ad urlare insieme a lei, forte, il più forte possibile. È proprio in quel momento, liberandosi in un coro di grida all’unisono, quasi fosse un gioco, che deflagrano rabbia e frustrazione. In un paio di scene Nowak rivela proprio come l’insegnamento delle sue materie, matematica ed educazione fisica, sia modellato secondo una didattica costruttivista, ossia usando la collaborazione per costruire lezioni che siano delle scoperte e delle ricerche collettive. Il metodo dell’insegnante, la sua tenacia, l’energia profusa nello scoprire la verità sui furti e, al tempo stesso, nel tenere insieme la comunità educante, orientandola verso valori progressisti, di educazione alla democrazia, deve tenere a distanza una discutibile serie di istanze difensive, rivendicative, personalistiche, sostanzialmente corporativistiche. La scuola come specchio di una società stagnante e decadente. “La sala professori” è una grande lezione sulla vera educazione alla libertà, ha il pregio di saper gestire, con
precisione e indubbio ritmo, tempi drammatici incalzanti e il finale del film, di fatto, non è sorprendente ma ha un valore epico che da solo dona un surplus di indiscutibile qualità alla visione domestica del film.
TECNICA
Distribuito da Plaion Pictures e Lucky Red è disponibile sul mercato dell’Home Video, “La sala professori” nel doppio formato, Dvd e Blu-Ray, entrambe di ottima fattura. Siamo al cospetto di un prodotto ben confezionato, tecnicamente valido, soprattutto nel reparto video che offre un quadro solido. Qualche sbavatura, in verità, si coglie su alcuni fondali ma è del tutto insignificante e ininfluente sulla gradevolezza della visione domestica; per il resto si può apprezzare un buon dettaglio su primi e medi piani, un croma sobrio aderente alle vicende del film e una compattezza lodevole anche nei momenti più critici. L’audio in DTS-HD Master Audio 5.1 (per entrambe le tracce presenti) svolge il suo compito con assoluta e confortevole qualità. Il film è costruito soprattutto su dialoghi che ci vengono restituiti limpidi e cristallini, la resa della colonna sonora musicale è avvolgente mentre l’ambienza ha poco modo di mettersi in evidenza, tranne quelle poche scene in cui i diffusori posteriori hanno una partecipazione attiva alla costruzione della sequenza filmica. I Contenuti Speciali prevedono alcune Scene Tagliate, Interviste al Cast e al Regista, oltre all’immancabile, canonico Trailer.
(Luigi Lozzi) © RIPRODUZIONE RISERVATA
(immagini per cortese concessione della Lucky Red)
NOTE TECNICHE
Il Film
LA SALA PROFESSORI
(Das Lehrerzimmer/The Teachers’ Lounge)
Germania, 2023, 100’
Regia: Ilker Çatak
Cast: Leonie Benesch, Leonard Stettnisch, Michael Klammer, Rafael Stachowiak, Anne-Kathrin Gummich, Eva Löbau, Kathrin Wehlisch, Sarah Bauerett, Katinka Auberger, Katharina M. Schubert, Özgür Karadeniz, Padmé Hamdemir, Goya Rego.
Informazioni tecniche del Blu-Ray
Aspect ratio: 1.33:1 1920x1080p/AVC MPEG-4 24 fps
Audio: Italiano, Tedesco DTS-HD Master Audio 5.1
Distributore: Lucky Red/Plaion Pictures



