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LA BELLA ESTATE di Laura Luchetti in Blu-Ray

 
 
 
 
 
 
 

La bella estate” è il terzo lungometraggio come regista per Laura Luchetti ed è tratto dalla novella omonima di Cesare Pavese del 1940, un romanzo di formazione al femminile ambientato nella Torino dell’immediato pre-guerra che arriva sul mercato dell’Home Video in una più che apprezzabile edizione in Blu-Ray firmata da Lucky Red, che l’ha portato in sala e Plaion Pictures che ne ha curato la distribuzione.

“La bella estate”, il romanzo, faceva parte di una raccolta di tre romanzi brevi scritti da Cesare Pavese in tempi diversi. La raccolta venne pubblicata da Einaudi di Torino nel 1949, comprendendo “La bella estate” (1940) appunto, “Il diavolo sulle colline” (1948), e “Tra donne sole” (1949). Nel 1950 questo trittico vinse l’edizione di quell’anno del Premio Strega. Laura Luchetti, romana, classe 1969, con una carriera da regista e sceneggiatrice iniziata nel 2009 con due segmenti del film “Feisbum”, proseguita con il suo primo lungometraggio, “Febbre da Fieno” del 2010, e svariati altri progetti che l’hanno vista assai attiva e partecipe tra corti (Il suo “Sugarlove” ha vinto il Nastro d’Argento 2019 per il miglior cortometraggio per l’animazione), documentari e serie TV (nel 2021 ha diretto i 10 episodi di “Nudes”), nel 2018 ha diretto il suo secondo lungometraggio “Fiore gemello”, presentato al Toronto International Film Festival nel 2018, dove ha ricevuto una menzione d’onore dalla giuria del Premio Discovery FIPRESCI e raccolto numerosi premi in giro nei festival per il mondo, e cinque anni dopo ecco il suo terzo film, “La bella estate”, la prova della definitiva maturità come regista. Si tratta di un delicato romanzo di formazione al femminile ambientato nel 1938, nella Torino ante-guerra, una storia d’amore ‘nascosto’ (tra due giovani donne, un’operaia e una modella), tra giovinezza inquieta, ricerca della propria identità all’ingresso nell’età adulta e rapporto con il proprio corpo e il proprio desiderio, il tutto sostenuto da una veste cinematografica elegante e dal sapore classico in cui lo ‘sguardo’ è l’elemento principale di raccordo tra il racconto e la composizione delle immagini. Trama: siamo alle porte della Seconda Guerra Mondiale, la giovane Ginia è arrivata in città a lavorare assieme al fratello Severino e fa la sarta in un atelier di moda. È una sedicenne ragazza di campagna per qualche verso ingenua o forse, meglio, impreparata, e nel corso dell’estate fa la conoscenza della misteriosa Amelia, una ragazza di poco più grande, che fa la modella per vari pittori e la introduce nel mondo creativo e sfrenato della bohème artistica torinese. Grazie ad Amelia, Ginia conoscerà tra gli altri i pittori Rodrigues e Guido, innamorandosi di quest’ultimo e chiedendosi come sarebbe se anche lei si lasciasse disegnare. E intanto cresce impercettibile l’inquietudine generale, con la paura che quell’estate finisca per sempre, turbata dai discorsi del Duce alla radio. Sullo sfondo c’è la Storia, le leggi razziali e il fascismo per il momento sono solo delle voci che rimangono “chiuse fuori dalla finestra” ma pronte a debordare… Scriveva Pavese: “L’adolescenza è l’età che preferiamo, che amiamo di più, perché è quella con cui conviviamo più a lungo”. Ginia, che viene dalla campagna (quella campagna mitizzata da Pavese in tanti suoi romanzi, caratterizzata dalla semplicità, dai tempi più lenti), è affascinata e stregata da un mondo, quello della città, agli antipodi rispetto al suo, dai ritmi spasmodici e lo stile di vita prima impensabile. Nell’incipit del romanzo di Pavese leggiamo: «A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e attraversare la strada, per diventare come matte, e tutto era bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che succedesse qualcosa, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, o magari venisse giorno all’improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare fino ai prati e fin dietro le colline...». Così al suo terzo lungometraggio Laura Luchetti incontra sulla sua strada il Cesare Pavese della novella “La bella estate”, trovando un felice matrimonio di temi tra quelli a lei cari (e sviluppati nelle sue opere precedenti) e quelli da riscoprire e ribadire nel romanzo che lo scrittore firmò originariamente nel 1940. Il testo letterario di Pavese, alla fine degli anni Quaranta, nell’affrontare il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, era stato quanto mai coraggioso, ed in più accompagnato da una stupefacente sensibilità quando celebrava il coraggio delle protagoniste femminili di essere se stesse. Ed ha una sua forte modernità: a un certo punto del film, Ginia dice: “Vorrei che ritraessero anche me, per vedere come mi vedono gli occhi degli altri”. Il che significa: se c’è qualcuno che mi rappresenta, allora io esisto. Un concetto ultramoderno che ci riporta ai social, alla fame di like, all’ossessione dei selfie. Pavese definì il romanzo la “storia di una verginità che si difende”, ma più che il racconto della perdita dell’innocenza, «a chiamarmi con forza – ha confessa Laura Luchetti al momento della presentazione del film – è stato il legame d’amicizia tra queste due giovani donne, l’operaia e la modella, e l’evoluzione della femminilità della protagonista, esplorata in modo decisamente moderno». Laura Luchetti ha costruito il suo talento sull’osservazione e la rappresentazione delicata e sensibile dell’universo tumultuoso e in divenire degli adolescenti, fin dai tempi di “Fiore gemello” storia di due ragazzini in fuga tra razzismo e tratta, a alla serie “Nudes”, che si occupa del fenomeno del revenge-porn tra i teenager. La regista romana raccoglie tutta la modernità del romanzo di Pavese e sviluppa primariamente il suo film attraverso la forza degli sguardi delle sue attrici: Yle Vianello che impersona Ginia e Deva Cassel, la figlia di Monica Bellucci e di Vincent, all’esordio davanti alla macchina da presa, che interpreta Amelia. Aggiungendo poi: «Mi auguro che, com’è successo a me, il film tocchi le corde di molte spettatrici. Il lavoro più audace per me è stato però mettere le mani sul racconto di un autore così illuminato: l’ho fatto con terrore e amore insieme, l’ho letto e riletto per sentire, sulla mia pelle, dove vibrasse di più, puntando i riflettori sulle pagine che, a mio avviso, più riverberano di modernità. Tutto, sempre con richiami molto attuali: c’è la guerra alle porte, la depressione, c’è un fascismo che è intorno, poco raccontato, perché in quell’età si vive solo di amore e passioni, ma che si respira nel conformismo, in una sorta di pressione sociale che non è così distante da noi. E poi c’è Torino, meravigliosa: la sua bellezza, l’eleganza mi hanno lasciato un segno profondo nel cuore. È una città insospettabilmente accogliente per chi gira, molto cinematografica. L’adattamento dalla carta alla sceneggiatura ha portato la storia, coi suoi elementi universali, più vicina possibile alla sensibilità dei giovani attori del cast, dei ragazzi di oggi: con loro abbiamo lavorato molto su questo. La modernità, il genio di Cesare Pavese stanno nella leggerezza con cui l’autore affronta un tema che è sempre presente nel dibattito: quello sull’orientamento sessuale. Colpisce la schiettezza con cui descrive una ragazza che, per non perdere il contatto col proprio sentire, crescendo, prova a capire in quale direzione la conduce il desiderio. Ho voluto sottolineare la meraviglia che quell’amicizia porta nella sua vita: la modella, che nel film si chiama Amelia, apre a Ginia le porte di un mondo sconosciuto e la accompagna nel viaggio alla scoperta del corpo».
TECNICA
“La bella estate” è approdato in Home Video in alta definizione grazie ad un Blu-Ray targato Lucky Red e distribuzione Plaion Pictures. Si pone su un livello complessivo assolutamente adeguato (per immagini e audio) all’importanza dell’uscita. Ottimo il video e comunque anche l’audio in DTS HD 5.1 fa egregiamente il suo lavoro, presentando oltre a dialoghi puliti anche una buona ambienza quando la scena lo richiede, con un sapiente utilizzo dell’asse posteriore, anche per la colonna sonora. Le immagini sono vivide, naturali nei colori, dettagliate e ben amalgamate con i diversi contesti narrativi; soprattutto quello inerente il climax dell’ambientazione in quel di Torino, alla fine degli anni ’30. Il Video è la parte più convincente dell’edizione, come detto, soprattutto grazie a un croma che con i suoi colori pastello riesce a richiamare in modo perfetto l’epoca in cui è ambientato il film. La visione domestica del film è assolutamente confortevole, i colori sono naturali e le immagini solide e ricche di dettagli che, pur con una certa morbidezza di fondo, sono sempre di buonissimo livello, non solo sui volti delle protagoniste ma anche nei luoghi e negli ambienti dove si svolge la vicenda. Il reparto dei Contenuti Speciali contiene, oltre all’immancabile Trailer, Interviste alla regista Laura Luchetti e alle due protagoniste di 12 minuti.

(Luigi Lozzi)                                                 © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

NOTE TECNICHE
Il Film

LA BELLA ESTATE
(La bella estate)
Italia, 2023, 112’
Regia: Laura Luchetti
Cast: Yile Yara Vianello, Deva Cassel, Nicolas Maupas, Alessandro Piavani, Adrien Dewitte, Cosima Centurioni, Gabriele Graham Gasco, Anna Bellato, Andrea Bosca, Federico Calistri.

Informazioni tecniche del Blu-Ray

Aspect ratio: 2.39:1 1920x1080p/AVC MPEG-4 24 fps
Audio: Italiano DTS-HD Master Audio 5.1
Distributore: Lucky Red/Plaion Pictures