INDIANA JONES E L’ULTIMA CROCIATA di Steven Spielberg in 4K ULTRA-HD

 

 

 

 

Nell’ambito di una strategia pianificata che ci prepara per tempo al ritorno sul grande schermo di Indiana Jones nel giugno 2023, in un quinto ed attesissimo capitolo della saga che lo riguarda, Paramount e LucasFilm per il tramite di Plaion (ex Koch Media), mese dopo mese stanno provvedendo alla pubblicazione dei film interpretati da Harrison Ford restaurati in 4K Ultra-HD. Adesso è la volta di “Indiana Jones e l’Ultima Crociata” del 1989, il terzo dopo “I Predatori dell’Arca Perdura” (1982) e “Indiana Jones e il Tempio Maledetto” (1984), che vede per la prima volta accanto a protagonista suo padre, interpretato da Sean Connery.

Quando nel 1989 Steven Spielberg ===Consulta la Filmografia=== decideva di regalare ai fan un terzo episodio delle avventure dell’archeologo più celebre del cinema, Indiana Jones, il regista veniva da una serie di flop al botteghino che rischiavano di lasciare il segno sulle sue finanze e sulla sua autostima. “Il colore viola” (1985), tratto dall’omonimo romanzo di Alice Walker, aveva suscitato innumerevoli polemiche nel trattare argomenti delicati, come la violenza domestica, gli abusi sessuali, l’incesto, il razzismo ed esaltando il coraggio delle donne violentate, “L’Impero del Sole” (1987), una delle opere più belle del regista (che andrebbe rivalutata), e “Always” (1989) furono dei fiaschi in sala. Il regista di Cincinnati così si affidava – come dire – all’usato sicuro virando sulle nuove gesta di Indiana Jones. Non si tratta del suo Cinema migliore in assoluto (sotto il profilo artistico) ma di certo capace di garantire un sicuro e sostanzioso successo commerciale al Box Office. Ricordiamo però come “I Predatori dell’Arca perduta” ===Leggi la Recensione=== avesse incontrato a suo tempo riscontri entusiastici da parte della critica europea. Spielberg, in fase di preparazione del film, dichiarò a scanso di equivoci, che comunque questo sarebbe stato l’ultimo film dedicato all’archeologo avventuriero tanto che perfino il titolo ha voluto alludere a questa evenienza. A Spielberg si prefigurò in primo immediato problema estetico: poiché la serie di Indiana Jones era basata su un modello collaudato il regista doveva cercare un qualcosa che ‘squinternasse’ gli scontati cliché e desse un ‘refresh’ al materiale narrativo. Assieme a George Lucas e Menno Meyjes (co-sceneggiatori del film) il regista introdusse la figura del padre di Jones (Sean Conney), un classicista studioso del Sacro Graal, del quale si sarebbe messo alla ricerca oltre a quella del prezioso manufatto. In tal modo la vicenda narrata consentiva allo spettatore di fare un salto in ‘flashback’ indietro nel tempo a mostrarci le avventure di un Indiana Jones giovane e studente, ed interpretato dal compianto River Phoenix, che aggiungesse elementi sconosciuti ed importanti nell’approfondimento della figura del protagonista. In avvio il film ci porta nel deserto dello Utah, nel 1912, quando un giovane boyscout riesce ad impossessarsi di una preziosissima croce di Cortez, fino a dover riconsegnare l’oggetto ad uno sceriffo corrotto che lo ha inseguito fino a casa. Il raccolto fa quindi un salto temporale al 1938 quando ritroviamo Indiana ormai adulto e professore di archeologia che viene contattato da un ricco collezionista d’arte, Donovan, che gli comunica che l’anziano genitore, il professor Jones, è sparito in Austria mentre era alla ricerca del sacro calice. Da questo momento, per Indiana, la ricerca del padre si intreccia con quella del Sacro Graal… Se i primi due film della serie erano stati avventure dal carattere fumettistico, “Indiana Jones e l’Ultima Crociata” assume meglio i toni autoreferenziali del metalinguaggio cinematografico, perché assolutamente consapevole del ruolo conquistato nell’immaginario collettivo dall’archeologo/avventuriero. In più si aggiunge la lettura trasversale della geniale e carismatica presenza di Sean Connery ===Consulta la Filmografia=== (un valore aggiunto per la riuscita del film) nei panni dello svagato padre di Indiana che suona come una connessione ai due maggiori miti avventurosi del Cinema dagli anni Sessanta in poi. Ovviamente Connery rimanda a James Bond solo nominalmente poiché qui è ben lungi dall’impersonare 007, il più famoso degli Agenti Segreti, vestendo i panni di un anziano signore intrigato dalle letture classiche, che di tanto in tanto mette in atto qualche astuto stratagemma per tirarsi fuori dai guai, ma è come se tenesse a battesimo le gesta del suo erede più accreditato. Il papà di Indiana si rende così protagonista anche di alcune indovinato uscite come quando fa alzare in volo dei gabbiani per mandare in confusione il pilota tedesco oppure quando, dinanzi alle perplessità dei nazisti di interpretare alcune misteriose iscrizioni archeologiche, li apostrofa mirabilmente con un: «Invece di bruciarli i libri, leggeteli!». Tra un’azione e l’altra il film porta ovviamente in primo piano anche il rapporto tra padre e figlio, che in precedenza non si erano mai parlati e qui tentano faticosamente una mediazione da persone adulte, per un rapporto padre-figlio che non è mai decollato. Veniamo a sapere che il nome vero di Indiana è Henry, come quello del padre, scegliendo di non utilizzarlo per adottare invece quello del suo cane (Indiana appunto). Nel racconto cinematografico sono esilaranti le gag fra padre e figlio, che battibeccano continuamente. «Non abbiamo mai parlato» dice Henry Walton Jones Junior a suo padre a bordo di un dirigibile, mentre i due scappano dai nazisti e sono alla ricerca del Santo Graal. «Veramente sono stato un padre meraviglioso. Ti ho forse mai detto “devi mangiare”, o “andare a letto”, lavarti le orecchie o fare i compiti? No. Ho rispettato la tua intimità e ti ho insegnato ad avere fiducia in te stesso» risponde per le rime Henry Jones Senior, che aggiunge: «Te ne sei andato proprio quando stavi per diventare interessante». Spielberg poi dissemina la narrazione filmica di segnali referenziali come il contatto del giovane Indiana con gli odiati serpenti, la familiarità acquisita con l’uso della frusta, qualche riferimento all’Arca dell’Alleanza, il cappello ricevuto dall’avventuriero incontrato, simbolo distintivo del personaggio al pari della frusta; nell’incipit, sui titoli di testa, la montagna della Paramount si trasforma in un monte esattamente come era accaduto nel primo “I Predatori dell’Arca Perduta”. Al di là di qualche ‘lettura’ religiosa, sul significato da dare alla fede, alle tradizioni religiose, ad una serie di simboli che affiorano e alla determinazione nel credere alle proprie azioni, “Indiana Jones e l’ultima Crociata” risponde appieno alle premesse auspicate dai suoi creatori, ovvero regalare agli spettatori l’avventura pura ‘alla Indiana Jones’.
TECNICA
Al pari degli altri film già pubblicati “Indiana Jones e l’ultima Crociata” viene proposto in 4K Ultra HD con le stesse specificità e prerogative. Possiamo affermare che i trasferimenti 4K effettuati per tutti i film della quadrilogia sono un aggiornamento molto efficace rispetto ai dischi Blu-Ray rilasciati nel 2013. L’intervento di rimasterizzazione effettuato frame by frame dalla Paramount dai negativi originali, e approvati dal regista Steven Spielberg, è stato particolarmente meticoloso nel controllare i chiaroscuri e ridurre alcune dominanti di rosso, ed ha davvero messo in risalto i dettagli in tutti i film. Il lavoro è stato assai oculato nel dare luminosità in alcuni frangenti topici e dando al contempo maggiore solidità alle zone scure. Emergono splendidamente e prepotentemente i dettagli garantiti (ed attesi) dalla risoluzione in 4K, al punto che, ad un esame comparato con il corrispondente Blu-Ray, a beneficiarne è soprattutto il cromatismo generale dell’opera. Gli effetti speciali, e anche parte della CGI, sono stati ripuliti per rendere i film più presentabili. Si è cercato di correggere gli errori perché all’epoca erano vittime della tecnologia cinematografica. Sul versante audio è la traccia in lingua originale (ovviamente) ad assicurare un eccellente Dolby Atmos. Gli effetti sonori sono molto chiari e nitidi anche se a volte sembra che la musica prevalga sui dialoghi. Mancano del tutto i Contenuti Extra che, come detto in una precedente recensione, sono stati fatti confluire nell’iniziale box completo della saga. In realtà non si tratta di materiale inedito per cui, immagino, si possa recuperare dalle precedenti edizioni in Blu-Ray dei film di Indiana Jones che ogni fan che possa definirsi tale certamente possiede.

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

NOTE TECNICHE
Il Film

INDIANA JONES E L’ULTIMA CROCIATA
(Indiana Jones and the Last Crusade)
Usa, 1989 118’
Regia: Steven Spielberg
Cast: Harrison Ford (Indiana Jones), Sean Connery (Henry Jones Sr.), Denholm Elliott (Marcus Brody), Alison Doody (Elsa Schneider), John Rhys-Davies (Sallah), Michael Byrne (Colonnello Ernst Vogel), River Phoenix (Indiana Jones da ragazzo), Julian Glover (Walter Donovan).

Informazioni tecniche del 4K ULTRA-HD / Blu-Ray

Video:
DISCO UHD: UHD-HDR Dolby Vision, 2.35:1, 16:9 Letterbox
DISCO BLU-RAY: 16:9 Anamorfico 2.35:1
Audio:
DISCO UHD: Inglese Dolby Atmos / Italiano, Francese, Giapponese, Spagnolo, Castigliano 5.1 Dolby Digital / Italiano doppiaggio originale, Spagnolo, Giapponese, Russo 2.0 Dolby Digital
DISCO BLU-RAY: Inglese 5.1 DTS HD Master Audio / Italiano, Spagnolo Castigliano, Italiano 5.1 Dolby Digital / Spagnolo Catalano Mono L/R
Lingue: Italiano, Inglese, Francese, Giapponese, Spagnolo, Spagnolo Castigliano, Catalano, Russo
Sottotitoli: Italiano, Inglese + vari
Distributore: Paramount/LucasFilm/Palion