CENERENTOLA di Patrick Doyle

 

 

 

ARTISTA: PATRICK DOYLE
TITOLO: Cenerentola
ETICHETTA: Walt Disney/Universal
ANNO: 2015

Negli ultimi anni, sul grande schermo, si è registrata una grande accelerazione - ora soprattutto sul fronte Disney - per quanto concerne i rimaneggiamenti ‘live action’ delle grandi fiabe del passato che già erano state oggetto di capolavori dell’animazione della ‘Casa del Topo’. Così dopo aver assistito a diverse letture di Biancaneve, Alice nel paese delle Meraviglie, oltre a Cappuccetto Rosso e Hansel e Gretel, tutte più o meno aderenti ai dettami imposti dall’immaginario collettivo, e alla “Maleficent” di Angelina Jolie, ecco l’attesissimo “Cenerentola”. Diretto da Kenneth Branagh, cui ha prestato la sua opera di compositore Patrick Doyle, abituale e fido collaboratore del regista inglese fin dai tempi della Renaissance Theatre Company nell’87, e che poi lo ha seguito passo passo a partire dall’esordio (per entrambi) nel cinema con “Enrico V” dell’89 costituendo una delle coppie simbiotiche più significative della storia della Settima Arte; insieme, Kenneth e Patrick, hanno collaborato dalle trasposizioni shakespeariane del regista fino ad arrivare a “Thor”, l’eroe dei fumetti, passando per “Mary Shelley’s Frankenstein” e "Sleuth - Gli insospettabili". Lasciando da parte gli aspetti più svenevoli dell’operazione che riguarda “Cenerentola” (e il successo al botteghino) lo score offre toni british favolistici adeguati alla bisogna e l’abbrivio orchestrale concepito da Doyle è all’altezza delle grandi occasioni che gli si sono parate dinanzi. Di certo l’inglese ha un tocco assolutamente riconoscibile, una qualità compositiva che si distingue per eleganza, per sapienza nel distribuire i passaggi topici più importanti nell’arco della partitura, nelle esplosioni orchestrali, negli accenni a polka e valzer, nei passaggi avventurosi, nello stesso (necessario) romanticismo di fondo e ovviamente nel dispensare magia favolistica con l’utilizzo pieno di tutti gli strumenti della prestigiosa London Symphony Orchestra. Oltre all’abilità di offrire sintesi efficace ad alcuni momenti chiave; è esemplare in questo caso “A New Family” che riesce alla perfezione a calare il racconto in una dimensione diversa da quella di cui si aveva memoria, a donargli un adeguato mood narrativo (in questo caso) in chiave dark. “A Golden Childhood” è un momento che trasuda magia come pochi, con la musica che fluisce in modo perfetto in sintonia con le immagini, mentre “The Great Secret” poggia su una melodia costruita con classe indiscussa. Si tratta di una partitura che ha certamente un respiro concertistico ampio ad enfatizzare le emozioni, capace di distaccarsi dal suo impiego a commento di immagini filmiche. Nella colonna sonora ci sono pure incluse due nuove versioni delle classiche "I sogni son desideri" e "Bibbidi-Bobbidi-Bu", cantate dalle attrici Lily James e Helena Bonahm Carter, e l’originale "Liberi" interpretata da Arisa, versione italiana di "Strong" della londinese Sonna Rele.

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA