Musica

MARLEY di Kevin Macdonald in DVD

 

 

In ambito cinematografico è sempre stato difficile portare sul grande schermo il genere biopic e le cose sono ancora più complicate quando si tratta di raccontare le vicende reali di musicisti e cantanti contemporanei: vuoi per la difficoltà di far aderire adeguatamente l’interprete ad una figura che solitamente è ben salda nell’immaginario collettivo, vuoi per lo stile narrativo che si adotta e che talvolta può risultare eccessivamente agiografico ed altre sconfinare troppo nel fantasioso.

 

 

È questa la ragione per cui ad oggi ancora non si sono realizzati i film (da lungo tempo agognati) su artisti come Jimi Hendrix o Otis Redding, mentre per Janis Joplin, della quale da tanti anni si prova a concepire una sceneggiatura all’altezza, forse ci siamo. Su questo fronte ci piace invece ricordare i riusciti film dedicati a Ray Charles ("Ray” di Taylor Hackford del 2004), Johnny Cash (“Quando l’amore brucia l’anima” di James Mangold del 2005), Bobby Darin (“Beyond The Sea” di Kevin Spacey del 2004), Jerry Lee Lewis (“Great Ball Of Fire!” di JimMcBride dell’89), Jim Morrison (“The Doors” di Oliver Stone del 1991), Edith Piaf (“La vie en rose” di Olivier Dahan del 2007), Charlie Parker (“Bird” di Clint Eastwood del 1988), Cole Porter (“De-Lovely” di Irwin Winkler del 2004), Ritchie Valens (“La Bamba” di Luis Valdez del 1987), Billie Holiday (“Lady Sings The Blues” di Sidney J. Fury del 1972), Tina Turner (“Tina - What's Love Got to Do with It” di Brian Gibson del 1993). A fronte delle inevitabili difficoltà prima accennate è più sicura e facile da seguire in questi casi la strada del docu-film com’è accaduto di recente per il magnifico film dedicato a Bob Marley (diretto dal documentarista e regista scozzese Kevin Macdonald), autorizzato dalla famiglia del grande musicista, dalla vedova Rita e dai figli Ziggy e Cedella, un artista che sarebbe fin troppo riduttivo  circoscrivere alla sola area del Reggae. Macdonald (all’attivo il documentario girato nelle Ande peruviane, “La morte sospesa”, del pluripremiato “L’ultimo re di Scozia”, di “State of Play”) ha raggiunto l’obbiettivo che si era prefisso, laddove perfino Martin Scorsese e Jonathan Demme avevano dovuto rinunciare, utilizzando rari filmati di repertorio e interviste video (alcune inedite) con il contributi di chi Bob lo ha visto crescere, alternate a fotografie d’epoca (in alcuni casi negli slum di Trench Town), immagini private, nelle oltre due ore e venti complessive della durata del film. L’impatto che ha avuto il credo (non solo musicale) di Bob Marley – morto per cancro a Miami l’11 maggio del 1981 a 36 anni, non aveva voluto amputarsi un alluce infetto per motivi religiosi - sulle comunità più neglette del globo è di gran lunga più pregnante (e non sono il solo a pensarlo) di quella assai convenzionale avuta da Elvis Presley sui destini del rock e della musica bianca più in generale. Un’icona della quale il film riesce a disegnare in maniera apprezzabile (ed esauriente per chi è a corto di informazioni sull’artista) la parabola artistica, quella religiosa con l’adesione alla fede nel Rastafarianesimo (religione che fondava il suo credo sulla convinzione che l’imperatore etiope Hailé Selassié I fosse la reincarnazione di Gesù) e quella privata con gli undici figli naturali avuti da nove diverse donne (3 con la moglie Rita) tra le quali c’era una Miss Mondo. Robert Nesta Marley era nato il 6 febbraio 1945, dalla relazione tra un inglese sessantenne ed una giovane sedicenne giamaicana, ed aveva trascorso la sua gioventù tra le baraccopoli di Trench Town, sobborgo di Kingston, mostrando ben presto un precoce talento musicale che l’amico Neville O'Riley ‘Bunny’ Livingston aiutò a coltivare fino alla formazione del suo primo gruppo, i Wailers. Ci è data l’opportunità di ascoltare la sua voce, la forza del suo verbo, la sua semplicità, la capacità di parlare a milioni di persone, ma anche l’energia immediata della sua musica, che rappresenta l’anello di congiunzione più fulgido e pregnante con il suo spirito che canta di amore e speranza. Su tutto – musicalmente - possiamo ammirare Marley nella splendida versione gospel di “No Woman, No Cry”, l’enorme successo avuto con il concerto al Lyceum di Londra, 1975 che lo incoronava indiscusso Re del Reggae e ‘politicamente’ diventare il simbolo di un popolo e di una terra, la Giamaica, uscita nel 1962 dal giogo coloniale inglese, quindi farsi promotore del concerto per l'indipendenza dello Zimbabwe. Proprio nel 1962 Marley incideva il suo primo 45 giri, “Judge Not”, ispirato dalla lettura del Vangelo. Interessante sottolineare come Bob abbia intestato i diritti di "No Woman, No Cry" (scritta nel 1974) a Vincent Ford, il direttore della mensa dei poveri di Trench Town, assicurando in questo modo la sopravvivenza del refettorio. Ma la figura di Bob Marley si ammanta pure di aspetti controversi, di menzogne (pro e conto raccontate sul suo conto) che contrastano con evidenza l’idolatria di cui continua ancor oggi ad essere oggetto. Come l’ambizione, il cinismo e l’egoismo che lo hanno sempre accompagnato, la relazione con la modella Cindy Breakspeare (da cui ha avuto il suo decimo figlio, Damian, nato il 21 luglio 1978), la Miss Mondo 1976, cui vietava (ad esempio) di truccarsi. Ci resta la sua eredità musicale che va ben oltre l’aspetto puramente di consumo; lo spiegano meglio le sue parole: "Se non è già accaduto il Reggae diventerà una forma di lotta; è la musica del Terzo Mondo. Non bisogna cercare di comprenderla in un solo giorno ma lasciare che cresca dentro di sé un pò per volta". Un magnifico e sincero documento, che scava pure laddove non tutto è stato idilliaco, un lavoro imprescindibile per tutti gli appassionati della musica del grande cantante giamaicano e del Reggae in generale, un film che ha tutti i crismi dell’opera definitiva, che non merita d’essere trascurato e che consiglio caldamente.

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Galleria immagini


(immagini per cortese concessione di Lucky Red e Universal Music Italia)

 

NOTE TECNICHE
Il Film

MARLEY

(Marley)

Usa/Gran Bretagna, 2012, 140’
Regia: Kevin Macdonald
Cast: Bob Marley

Informazioni tecniche del DVD

Aspect Ratio: 1.78:1
Audio: Inglese Dolby Digital 5.1 (sottotitolato in Italiano) 
Distributore: Lucky Red/Warner Home Video
Prezzo: Euro 12,90

 

Privacy & Cookie Policy

Privacy Policy Cookie Policy

Movie Library

IMAGE CLIP ALL THAT DIGITAL ha selezionato per i suoi lettori una COLLECTION di Video-Clip e di Film Completi...
IMAGE COMMEDIE ALL THAT DIGITAL ha selezionato per i suoi lettori una COLLECTION di Video-Clip e di Film Completi...
IMAGE DRAMMATICI   ALL THAT DIGITAL ha selezionato per i suoi lettori una COLLECTION di Video-Clip e di Film...
IMAGE ACTION THRILLER ALL THAT DIGITAL ha selezionato per i suoi lettori una COLLECTION di Video-Clip e di Film Completi...
IMAGE HORROR & FANTASCIENZA ALL THAT DIGITAL ha selezionato per i suoi lettori una COLLECTION di Video-Clip e di Film Completi...
IMAGE VIDEO LIBRARY ALL THAT DIGITAL ha selezionato per i suoi lettori una COLLECTION di Video-Clip e di Film Completi...

Una clip al giorno...

IMAGE Christmas Songs: Il meglio in 44 canzoni Qui abbiamo assemblato tutti assieme i video-clip di 44 brani natalizi interpretati dal meglio...
IMAGE Van McCoy - The Hustle [1975] Uno dei brani più popolari tra quelli che hanno contraddistinto gli anni d'oro della Disco Music,...
IMAGE Luigi Tenco - Ciao amore ciao [1967] È questa la canzone che, esclusa dalla finale del Festival di Sanremo '67, indusse Luigi Tenco al...
IMAGE Heaven 17 - Temptation [1983] Il brano di grande successo del gruppo synthpop britannico degli Heaven 17 che raggiunse il #2...
IMAGE Gloria Gaynor - I Will Survive [1978] Il brano che ha reso famosa Gloria Gaynor è uno dei pezzi Disco più conosciuti ed amati al mondo;...
IMAGE Doors - The End [1967] "The End" è uno dei più celebri ed importanti brani dei Doors, nato da una serie di...
IMAGE Buddy Holly - Everyday [1957] Brano scritto dallo sfortunato Buddy Holly (nome d'arte di Charles Hardin), uno dei primi grandi e...