NEIL YOUNG: JOURNEYS di Jonathan Demme

 

 

 
 
 
Neil Young è uno dei massimi esponenti del cantautorato folk-rock americano contemporaneo assieme a Bob Dylan, Bruce Springsteen e Paul Simon.

 

 

Il peso specifico della sua arte continua a costituire un punto di riferimento ineludibile per l’intera scena Rock & Country odierna e la sua espressività musicale è ancora solida come poche. “Journeys” è l’atto conclusivo di una trilogia di documentari dedicati al rocker canadese composta da Jonathan Demme, il regista de “Il silenzio degli innocenti” e di “Philadelphia”. Il primo passo era stato nel 2006 “Hearts Of Gold”, con il quale Demme rendeva omaggio a questa figura carismatica che l’anno prima era stato colpito da un aneurisma e, dopo essere stato operato, ha dovuto affrontare una breve convalescenza prima di tornare ad esibirsi in un concerto organizzato a Nashville che l’amico regista ha voluto riprendere. Nel 2009 è stata la volta di “Neil Young: Trunk Show” (ancora inedito in video dalle nostre parti) che ci mostra uno Young assai provato nel fisico ma ancora capace di dispensare quell’energia e quella vitalità che da sempre caratterizzano il suo impegno artistico; davvero, egli è un’autentica leggenda vivente. Questo terzo capitolo (che potrebbe anche non essere l’ultimo, non si può mai dire!) diventa un ritratto retrospettivo dell’artista in cui i ricordi e gli aneddoti del suo passato si integrano alla forza trascinante delle sue ballate. L’impianto di questo “Journeys” prende avvio dall’incontro di Demme e Young avvenuto nella casa di quest’ultimo a Omemee, nell’Ontario, luogo dal quale i due amici partono a bordo della Crown Victoria del ’56 di Neil alla volta di Toronto dove l’artista 66-enne deve tenere un concerto al Massey Hall; lungo il viaggio Young rievoca accadimenti del suo passato e della sua infanzia che vanno ad arricchirne il ritratto. Essenzialmente si tratta  un film-concerto, gioielli acustici si alternano a cavalcate elettriche, brani di amori ad altri di perdite, con le classiche “After the Gold Rush“, “Hey Hey, My My", "Ohio" (in una versione lacerante come poche) e "I Believe in You", alcuni brani estratti da “Le Noise“ (2010), più le inedite "Leia" e "You Never Call", eseguite in forma solista, senza l’abituale supporto dei fedeli Crazy Horse. L’amico Jonathan lo filma con affetto e discrezione, insinuandosi nel backstage per intervistarlo senza insistere più di tanto e lasciando soprattutto alla musica il compito di ‘raccontarlo’ e di farsi testimone di un simile evento. Dalla sua Neil può disporre di un repertorio unico, che in pochi possono permettersi, e così ampio che in ogni nuova esibizione egli può permettersi di mescolare le carte, di scavare nel passato o esibire ‘on stage’ pezzi nuovi, mantenendo alto il livello espressivo della sua musica senza soluzione di continuità, impregnata di quel riconoscibilissimo mood contemplativo. Risplendono l’incisiva vocalità (vibrante e ‘ferita’, feroce ed imperfetta) di Neil e la divampante energia della sua chitarra, l’autenticità della sua poetica così vintage e allo stesso tempo così ‘rugginosa’, l’integrità musicale e la straordinaria capacità di storytelling. Il docu-film ci dona l’ampio ventaglio di emozioni alle quali abbiamo imparato a predisporci da così tanti anni, frutto di una longevità artistica indiscussa che proviene da oltre 45 anni di carriera, sempre vissuti in primo piano dopo gli inizi più defilati nei Buffalo Springfield. Ricordiamo a beneficio dei più disattenti che Jonathan Demme aveva avuto altri approcci con la musica rock, non solo per le collaborazioni date alle sue colonne sonore da tanti musicisti importanti (lo stesso Young e Bruce Springsteen per “Philadelphia” o David Byrne per altri suoi film), ma anche per un ‘docu-film concert’ come l’epocale “Stop Making Sense”, uno dei più classici e memorabili rock-movies, dedicato ad un concerto dei Talking Heads nell’84. Le riprese ‘Live’ puntano tutte sull’artista, unico protagonista del concerto, con la curiosa particolarità di quella microcamera impiantata sul microfono di Neil in un paio di pezzi (soprattutto durante l’esecuzione di "Hitchhiker") che crea un particolare effetto iper-ravvicinato alla sua bocca ma anche qualche problema per lo sputacchiamento di saliva cui è sottoposta. Peccato che la Sony Pictures Home Entertainment abbia provveduto alla pubblicazione del solo DVD; ritengo che il Blu-Ray avrebbe trovato sicuramente molti interessati all’acquisto. Gli extra prevedono: “Viaggio a Slamdance: conversazione con Neil Young e Jonathan Demme”, “Chiacchierata al 92Y con NY. e J.D.”, uno speciale sulla realizzazione del film.

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Galleria immagini


(immagini per cortese concessione della Sony Pictures Home Entertainment)

 

NOTE TECNICHE
Il Film

NEIL YOUNG - JOURNEYS

(Neil Young: Journeys)

Usa, 2012, 84’
Regia: Jonathan Demme

Cast: Neil Young

 

Informazioni tecniche del DVD

Aspect Ratio: 1.78:1 anamorfico
Audio: Inglese Dolby Digital 5.1 (448 kbps) sottotitoli in Italiano
Distributore: Sony Pictures Home Entertainment
Prezzo: Euro 17,90