LABBRA DI LURIDO BLU di Giulio Petroni in DVD

 

 

 

 
 
Grazie a “Grazie zia” (mi si perdoni l’involontario gioco di parole) di Salvatore Samperi, Lisa Gastoni diventava nel 1968, a 33 anni, un’icona erotica del cinema italiano e da quel momento la sua carriera, che pure ha potuto contare su una serie di film di sicuro impegno artistico – e in questo senso anche il cult movie “Grazie zia” lo era -, l’ha vista protagonista di pellicole cariche di una sensualità, spesso morbosa e pruriginosa, e collocata nell’immaginario erotico degli spettatori degli anni Settanta al fianco di un’altra diva sexy qual è stata in quegli anni la compianta Laura Antonelli.

Nel film di Samperi Lisa Gastoni ===Consulta la Filmografia=== vestiva i panni di una conturbante e matura signora che allacciava una relazione morbosa e incestuosa con il nipote finto paralitico (interpretato da un Lou Castel da poco salito alla ribalta di un cinema controcorrente in tempi di contestazione con “I pugni in tasca” di Marco Bellocchio). «Io sono convinta – aveva modo di dichiarare l’attrice - che ciascuno di noi ha una sua età (...) Ci sono dei momenti fisici - perché nel cinema è soprattutto questione di momenti fisici - che ci sono più adatti, più giusti. In genere si chiamano "incontro col personaggio". In fondo il mio vero incontro col personaggio è avvenuto quando avevo ventinove anni (in realtà erano 33; N.d.R.), girando “Grazie zia”. All'età quindi una donna nella sua pienezza, alla soglia della trentina. Non ero vecchia ma neppure giovane. Però ero fisicamente ed emotivamente giusta per il ruolo». “Labbra di lurido blu”, una delle sue interpretazioni più importanti, da poco tempo si è reso (finalmente) disponibili in DVD, ed entra di diritto nella sezione dei ‘Cult Movie’ per essere stato tanto a lungo ‘invisibile’ sul mercato dell’Home Entertainment; assente persino nel formato ormai obsoleto del VHS (solo in Spagna era circolata copia della pellicola in Home Video). Diretto da Giulio Petroni ===Consulta la Filmografia===, scomparso nel 2010, regista che aveva raggiunto una certa notorietà degli anni Sessanta grazie ad alcuni western spaghetti che hanno resistito bene all’oblio (e alle intemperie) del tempo e nella memoria degli appassionati, e suscitato l’interesse di Quentin Tarantino per una certa sua vena ribelle, autorale e trasversale. Mi riferisco al trittico diretto tra il 1967 e il 1969 composto da “Da uomo a uomo” (con John Philip Law e Lee Van Cleef), “Tepepa” (con Tomas Milian e Orson Welles) e “…e per tetto un cielo di stelle” (con Giuliano Gemma), poi più in là, nel 1972, sarebbe arrivato pure “La vita, a volte, è molto dura, vero Provvidenza?” (ancora con Milian). In una carriera che sicuramente avrebbe potuto riservargli gioie maggiori se solo fosse riuscito a cavalcare il momento giusto. Di lui ci rimane il ricordo di un buon artigiano di Cinema e un pugno di film di genere ed altri imperfetti ma meritevoli d’essere recuperati. Come quello in esame. “Labbra di lurido blu” è un dramma coniugale a tinte fosche, intinto di toni morbosi e carico di quell’erotismo che nella prima metà degli anni Settanta connotava una buona fetta di Cinema Italiano. Ambientata a Perugia, sullo sfondo di una provincia bigotta, è la storia di una coppia di giovani sposi – gli Alessi - che stanno insieme più per colmare il vuoto della solitudine, per sostegno alle proprie insicurezze, per dare una parvenza di normalità alla loro vita sociale, che per un reale sentimento d’amore; entrambi traumatizzati psicologicamente da fatti accaduti loro nell’adolescenza: Marco, docente universitario, è omosessuale per risposta ad una ossessiva imposizione del padre, Elli invece ninfomane (e, per i sensi di colpa, masochista), rimasta turbata da ragazza dall’aver assistito al sesso consumato dai genitori. E i fantasmi del passato riemergono con forza a condizionare le loro esistenze… All’epoca della sua uscita il film suscitò scalpore per i forti temi sessuali affrontati pur nel tentativo (riuscito o meno) di portare avanti un’indagine psicologica dei due protagonisti, seppure costellata di ingredienti voyeuristici e pruriginosi di moda nei Settanta. Forse è un film incompreso, forse incompiuto, certo è difficile che si allinei a tematiche oggi ricorrenti per trovarvi una qualche attualità; piuttosto c’è da sperare che l’occhio e la sensibilità dello spettatore sappia calarlo degnamente nelle atmosfere e nelle problematiche erotico-intellettualistiche dell’epoca in cui venne girato. Ha avuto un discreto successo di pubblico ma è stato massacrato dalla critica al punto da dissuadere Petroni dall’andare avanti su una strada che faticosamente si stava costruendo come produttore indipendente dei suoi lavori. Nel cast, oltre a Lisa Gastoni, troviamo Corrado Pani, Silvano Tranquilli, Jeremy Kemp, Hélèn Chanel e Gino Santercole. Le musiche, assai intonate alla narrazione, sono di Ennio Morricone che già aveva collaborato con il regista per i suoi western. E va detto che la Minerva Pictures ha fatto un lavoro di riversamento in digitale davvero egregio salvo qualche appunto che andiamo ad analizzare. Da quello che si apprende spulciando qualche sito bene informato – che ringraziamo – l’edizione del film giunta in DVD avrebbe subito un paio di tagli che paradossalmente non riguardano scene di erotismo scabroso (il visto di censura dell’epoca lo vietava ai minori di 18 anni) quanto piuttosto scene in cui vengono recitate due poesie: una è “La pioggia nel pineto” di D’Annunzio (durante una serata in casa dei protagonisti) e l’altra è “Com’è meravigliosa la morte” di Percy Bysshe Shelley con cui è alle prese Jeremy Kemp (nel film è l’amante di Corrado Pani), liriche che tra l’altro – e questo è il fatto più significativo – contengono la frase che ha dato il titolo al film. Non si comprende il senso dei tagli che probabilmente sono figli del passaggio televisivo della pellicola, forse solo dettati da questioni di lunghezza, e non apportati su un master originale; ciò non toglie che vada espresso tutto il nostro biasimo per una procedura assolutamente stupida e deplorevole, oltre all’ulteriore e criticabile leggerezza di aver riversato frettolosamente in DVD proprio questa edizione passata in televisione senza accertarsi dell’esistenza (sicura) di un master più completo. Sotto il profilo tecnico il DVD non va oltre gli standard (pur soddisfacenti) di film recuperati alla visione domestica: video in 1.85:1 anamorfico, sonoro in Dolby Digital 2.0; le immagini risultano pulite indice che il riversamento è stato effettuato da un master in buone condizioni di conservazione. Purtroppo manca qualsiasi Extra.

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

NOTE TECNICHE
Il Film

LABBRA DI LURIDO BLU
(Labbra di lurido blu)
Italia, 1975, 120’
Regia: Giulio Petroni
Cast: Lisa Gastoni, Corrado Pani, Silvano Tranquilli, Hélène Chanel, Gino Santercole, Armando Brancia, Jeremy Kemp, Alberto Tarallo.
Informazioni tecniche del DVD

Video: 1.85:1 anamorfico
Audio: Italiano Dolby Digital 2.0 Dual Mono
Distributore: Minerva Pictures/Mustang Entertainment/CG Home Video