Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Informativa Estesa Cookie

Home Video

FULL METAL JACKET - 25° Anniversario di Stanley Kubrick in Blu-Ray

 

 
 
“Ognuno di noi, che lo voglia o meno, é in parte affascinato dalla violenza. L'uomo, dopo tutto, è il killer meno provvisto di rimorsi che abbia vissuto sulla terra. E quella fascinazione dimostra che siamo assai poco dissimili dai nostri antenati più remoti”. (Stanley Kubrick)
 

 

 

Anche Stanley Kubrick ha dato il suo personalissimo contributo al nutrito genere (diciamo) relativo alla guerra in Vietnam con "Full Metal Jacket" (il titolo fa riferimento al tipo di pallottola blindata in dotazione ai marines), prendendo però quel conflitto solo a pretesto narrativo – in fondo Stanley sarebbe giunto ben in ritardo rispetto ad altri film che erano già stati realizzati sull’argomento e certo la cosa proprio non poteva essere immaginabile nella sua cinematografia - per stigmatizzare la guerra nella sua accezione più ampia. La scelta è aderente perché quella vietnamita è la guerra più vicina ai tempi in cui il regista americano decideva di realizzare la sua opera, è il paradigma illuminante di ogni altro conflitto dell'era contemporanea, quello nel quale la stupidità dell’uomo ha trovato la massima rappresentazione della sua stoltezza. Il film di Kubrick parla di rapporti tra esseri umani, della follia che attanaglia l'uomo, dell'idiozia e delle atrocità della guerra. Il regista, a 30 anni di distanza da un "Orizzonti di gloria" pieno di speranza, sembra aver perso ogni forma di fiducia nella razza umana. Se però quel film era costruito intorno alle dinamiche del potere militare qui, come allora, Kubrick si schiera al fianco dei soldati, arricchendo la sua narrazione con frammenti di crudeltà, di violenza e aberrante assurdità dei loro gesti. La scelta di ambienti metropolitani (le scenografie realizzate in alcuni sobborghi abbandonati di Londra sono opera di Anton Furst) distanti anni luce da giungle vietnamite e eroici combattimenti, è motivata dalla ricerca di un'analisi oggettiva della guerra, mai raccontata attraverso le singole storie o le emozioni degli interpreti: l'avventura e l'eroismo sono inesistenti, o comunque insignificanti, mentre si mette in discussione la crudeltà ingiustificata della lotta tra i popoli. E' un lavoro sulla guerra ma non di guerra; ispirato al romanzo “The Short Timers” di Gustav Hasford tra le mani di Kubrick si trasforma in un magistrale manifesto antimilitarista dove si racconta di un gruppo di reclute dei marines, vittime di una violenza verbale e psicologica da parte del rude sergente Hartman, addestrati per diventare 'non dei robot, ma dei killers' prima di essere inviate sul fronte della guerra in Vietnam dove scoprono cos'è realmente la guerra ed insieme imparano a non avere paura. Il soldato Joker, alias Matthew Modine, incarna l'aggressività e la violenza senza senso di cui gli esseri umani sono capaci, tant’è che porta scritto sul suo elmetto: ‘Born to kill’. Si tratta di soldati schizofrenici che non riescono a conciliare i due aspetti presenti nella loro natura: il pacifismo e la violenza senza freni. Più che un film di guerra è un film sull’essere umano, strumento di un ‘pensiero’ violento ed omicida. I primi quaranta minuti del film sono incentrati sull’addestramento delle reclute e predominante diventa la figura del sergente Hartman, la cui voce assordante e isterica, e reiterata nel tempo, ha l’effetto di un lavaggio del cervello dei futuri combattenti (identico alla ‘cura Ludovico’ cui veniva sottoposto con altri fini Alex in “Arancia meccanica”); egli guarda nella camera e pur rivolgendosi ai suoi soldati sembra ammonire invece lo spettatore quando dice: «Qui tu non riderai, non piangerai, qui si riga dritto e basta, ti faccio vedere io…». L’istruttore è la faccia del potere pronta a manipolare e ci riconduce ad esempio palesi nei film passati di Kubrick (ricordate il poliziotto del penitenziario sempre in “Arancia meccanica”?). Ha scritto la rivista American Cinematographer (nel settembre 1987) a proposito del film: «Il finale di “Full Metal Jacket” è il più sconvolgente, disperante e cinico di tutti i film di Stanley Kubrick. Nei trent’anni che lo separano da “Orizzonti di gloria”, il brillante ma ingenuo cineasta di allora ha perduto ogni fiducia, se mai la ebbe, nella umanità della razza umana. Alla fine di “Orizzonti di gloria” i soldati di Kubrick ritrovano la propria anima, ma in “Full Metal Jacket” l’hanno irreparabilmente perduta. Quando Joker dice che ha affrontato il nemico ‘senza avere paura’, noi sappiamo che la pallottola che ha tolto la vita alla ragazza vietnamita ha anche ucciso quel Joker che ha saputo reggere lungamente ai metodi del corpo dei marines. Mentre gli americani marciano nel fiammeggiante inferno che hanno provocato, cantando una scomposta versione del “Mickey Mouse Club Song” l’immagine si incupisce e i Rolling Stones ci pregiano di “Paint It, Black”. Non c’è film più nero di “Full Metal Jacket”». In quanto a pregnanza e incisività espressiva il film di Kubrick si colloca al fianco di film come “Il cacciatore” di Michael Cimino (1976), “Apocalypse Now” (1979) di Francis Ford Coppola e “Platoon” (1986) di Oliver Stone. Una curiosità: R. Lee Ermey, l’attore che interpreta Hartman, era un autentico sergente dei marines e, oltre a recitare nel film, faceva parte del gruppo di consulenti militari del regista.
In occasione del 25° Anniversario della realizzazione del film la Warner Home Video pubblica una nuova edizione in Blu Ray di questo capolavoro arricchita da un libro di 44 pagine (assemblato con la confezione) contenente fotografia del film e sul set (molte messe a disposizione dal suo personale archivio da Matthew Modine), note sulla lavorazione, una ‘riflessione’ dello stesso attore protagonista, e per la prima volta il documentario “Stanley Kubrick's Boxes” (60’) di Jon Ronson, in un extra DVD,  assieme ad altri contenuti speciali sul BD già editi nelle precedenti edizioni del film: il commento audio di Adam Baldwin, Vincent d'Onofrio, R. Lee Ermey e del critico/sceneggiatore Jay Cocks, e il documentario “Full Metal Jacket: tra il bene e il Male” (31’), oltre al trailer. Va detto immediatamente quale premessa doverosa che “Full Metal Jacket” è (stato) volutamente concepito come un film scarsamente spettacolare, dal look monotono, scialbo nei toni e sgradevole nella forma, proprio perché nulla venisse interpretato come un compiacimento del regista e/o dello spettatore. Poi, è uscito in un’epoca in cui gli effetti CGI non avevano ancora preso il sopravvento nell’immaginario cinematografico comune.

Nonostante l’enfasi con cui viene presentata questa nuova versione nulla cambia sostanzialmente nel giudizio prettamente tecnico che se ne può dare: non vi è stato alcun intervento di pulizia o di restauro dell’edizione uscita nel 2007. Nulla di realmente rilevante salta all’occhio dello spettatore dell’Home Entertainment, nulla per cui varrebbe la pena di procedere all’upgrade del film in vostro possesso se non fosse per questa magnifica confezione approntata. Immagini eccessivamente morbide, mancanza di nitidezza e di dettaglio, colori (sovente) innaturali, uso eccessivo di tonalità bluastre. Non una pessima edizione – non ci sono puntinature né graffi né grana evidente -, solamente una edizione anonima. L’audio è presente in uno standard Dolby Digital codificato con bitrate di 640kbps che non apporta miglioramenti eccessivi nemmeno rispetto alla versione in DVD. Sonoro dislocato prevalentemente sul frontale, con poco dinamismo e range di frequenze deficitario, ed anche la colonna sonora musicale ‘suona’ piuttosto datata. Le cose migliorano in parte nelle scene di battaglia della seconda parte del film, con qualche apprezzabile effetto surround.

 

 

 

 

 

 

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

NOTE TECNICHE

Il Film

FULL METAL JACKET – Edizione 25° Anniversario

GUERRA

Full Metal Jacket
Usa, 1987, 116’
Regia: Stanley Kubrick
Cast: Matthew Modine, Adam Baldwin, Vincent D'Onofrio, Kevyn Howard, John Terry, R. Lee Ermey, Arliss Howard, Dorian Harewood, Ed O'Ross, Kieron Jecchinis, Kirk Taylor.


 

Informazioni tecniche del Blu-Ray

Aspect Ratio: 1.85:1 / HD 1920x1080p (AVC MPEG-2)
Audio: Inglese PCM 5.1  
           Italiano, Inglese, Spagnolo, Francese, Tedesco Dolby Digital 5.1
Distributore: Warner Home Video
Prezzo: Euro 19,90 [BD + DVD + Libro 44 pagine] 

 

 

Pubblicità

Movie Library

IMAGE CLIP ALL THAT DIGITAL ha selezionato per i suoi lettori una COLLECTION di Video-Clip e di Film Completi...
IMAGE COMMEDIE ALL THAT DIGITAL ha selezionato per i suoi lettori una COLLECTION di Video-Clip e di Film Completi...
IMAGE DRAMMATICI   ALL THAT DIGITAL ha selezionato per i suoi lettori una COLLECTION di Video-Clip e di Film...
IMAGE ACTION THRILLER ALL THAT DIGITAL ha selezionato per i suoi lettori una COLLECTION di Video-Clip e di Film Completi...
IMAGE HORROR & FANTASCIENZA ALL THAT DIGITAL ha selezionato per i suoi lettori una COLLECTION di Video-Clip e di Film Completi...
IMAGE VIDEO LIBRARY ALL THAT DIGITAL ha selezionato per i suoi lettori una COLLECTION di Video-Clip e di Film Completi...

Una clip al giorno...

IMAGE Bobby Darin - Mack the Knife [1959] "Mack the Knife" (conosciuta anche come "The Ballad of Mack the Knife", e in origine "Die Moritat...
IMAGE Enigma - Sadeness [1990] "Sadeness (Part I)", estratto dall'album "MCMXC a.D.", venne pubblicato come singolo nel 1990...
IMAGE Earth Wind & Fire - September [1978] Nel novembre 1978 "September" del gruppo funk statunitense degli Earth, Wind & Fire venne...
IMAGE Rita Pavone - Alla mia età [1963] Il 1963 è stato l'anno in cui Rita Pavone raggiungeva un'incredibile popolarità in Italia e...
IMAGE Nat King Cole - Unforgettable [1951] Nat King Cole incise "Unforgettable", una delle sue canzoni più celebri nel 1951, quando sua...
IMAGE Elvis Presley - If I Can Dream [1968] "If I Can Dream" è una delle canzoni che Elvis Presley ha amato di più tra quelle del suo immenso...
IMAGE Nomadi - Come potete giudicar [1966] "Come potete giudicar" è stato nel 1966 il primo successo per i Nomadi ed una delle più...

Siti consigliati