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MOONRISE KINGDOM di Wes Anderson in Blu-Ray

 

 

 

Wes Anderson è regista che si è conquistato consensi tra la critica per la sua originalità sebbene i cinefili più integralisti lo abbiano sovente accusato d’essere troppo stilizzato nelle sue rappresentazioni, poco incline a liberare le emozioni. Forse con “Moonrise Kingdom” qualcuno sarà costretto a rivedere i propri giudizi ma a noi preme sottolineare che comunque c’è continuità nel suo Cinema.

 

 

Nel cuore libertario del cinema poetiche e grottesco del 44enne Wes Anderson si muovono di solito adulti per caso ed ex-contestatori, e rivestono (quasi) sempre una posizione di rilievo le dinamiche relative a quel che non funziona, o funziona male, nei nuclei familiari variamente articolati; il più delle volte bizzarri e coloriti ma solo per evidenziarli meglio. Penso ad esempio a “I Tenenbaum”, a “Il treno per il Darjeeling” e perfino al lavoro d’animazione “Fantastic Mr. Fox”. E certo non si può negare a Wes d’avere un tocco fantasioso con cui riveste i suoi film (ai precedenti, indicati, aggiungerei pure “Le avventure acquatiche di Steve Zissou”). “Moonrise Kingdom”, presentato all’apertura del Festival di Cannes 2012,  è ambientato nel 1965 su un'isola del New England a raccontare, con un certo anticipo sugli anni caldi della contestazione e della protesta, la tenera e romantica fuga di due ragazzi dodicenni, spinti dalla spontaneità dei comportamenti e da quella molla sempre viva nell’animo puro d’ogni incosciente che è il mito della scoperta. Suzy è una bambina solitaria con una famiglia sterile composta da un padre assente, una mamma autoritaria e tre fratelli insopportabili, mentre l’orfano, occhialuto ed introverso Sam Shakusky è un provetto boy scout, con tanto di berretto alla Davy Crockett e attrezzatura da giovane esploratore. Il ragazzo sa il fatto suo nonostante non riesca ad integrarsi e i suoi coetanei lo evitino giudicandolo un soggetto difficile, conosce Suzy nel corso di una recita al campo estivo e subitaneo scocca il colpo di fulmine tra due ‘solitudini’ speculari, che non si riconoscono nel mondo che li circonda e destinate ad attrarsi ed unirsi in una sorta di ribellione silenziosa. Insieme pianificano dettagliatamente una fuga verso un posto nemmeno lontanissimo, dove costruire le basi per una innocente nuova esistenza e vivere l’emozione del primo amore, mentre partono le ricerche di autorità preposte (polizia, capo scout e assistente sociale) e genitori. Un’avventura fatta di innocenza, nata dalla vulnerabilità degli adolescenti e dallo smarrimento che provano nei confronti del mondo degli adulti, un racconto di crescita e di formazione. La loro romantica rivolta piena di tenerezza serve a ricordare agli adulti, anche a quelli che siedono sulle poltrone a guardare il film, la spensieratezza troppo presto smarrita in favore di esistenze grigie, ordinate e spesso rassegnate, ed anche cosa significhi emozionarsi per un bacio dato e ricevuto con il candore dell’adolescenza. Gli interrogativi che i due ragazzi si portano dietro sono gli stessi che ogni tanto dovrebbero assalire gli adulti nel ‘guidare’ la crescita dei propri figli per accompagnarli lungo l'avventura della vita. Ecco così, in questa maniera, vediamo dispiegarsi una vicenda intensa ed emotivamente coinvolgente raccontata da Wes Anderson e pronta a smentire coloro che non credevano il regista capace di dare sostanza alle emozioni. Una volta di più viene fuori la padronanza dei mezzi, la genialità narrativa, il gusto visivo poetico e surreale del regista, le cui linee stilistiche sono ben riconoscibili, ma d’un colpo  Anderson sembra essere riuscito felicemente a combinare tutte le componenti principali del suo cinema e aggiungendone di nuove, risultando alla fine divertente, ironico e malinconico in modo più immediato. Perché c’è dolcezza mista a complicità nella storia tenera e toccante dei due adolescenti che viene raccontata sullo schermo. Un qualcosa che avvicina Anderson alla Nuovelle Vague francese (sarà casuale l’ambientazione Sessanta?), a nomi come quelli di Francois Truffaut e di Louis Malle. Il racconto efficace del passaggio dall’infanzia all’adolescenza, il primo passo verso la vita adulta, ci riporta alla memoria un altro grande film sull’argomento, “Stand By Me – Ricordo di un’estate” di Rob Reiner dell’86. E c’è poi l’uso sapiente della macchina da presa, quelle carrellate geometriche, orizzontali o verticali, che danno profondità oppure ‘aprono’ la scena allo sguardo dello spettatore, e l’accurata ricostruzione d’epoca. Wes dissemina la narrazione di tanti piccoli significativi dettagli – quel mangiadischi, ad esempio, dai colori vivaci su cui ascoltano musica i due dodicenni -  che accrescono il senso di nostalgia in una fetta di spettatori. Come d’abitudine Anderson popola il suo film di personaggi fortemente caratterizzati: dall’Edward Norton boyscout allo sceriffo impersonato da Bruce Willis, dalla coppia di genitori formata da Bill Murray e Frances Mc Dormand alla spigolosa Tilda Swinton,  da Harvey Keitel a Jason Schwartzman, ma ovviamente una nota particolare di merito spetta ai due giovani protagonisti, Kara Hayward e Jared Gilman. Il merito della riuscita va accreditato anche ad uno script impeccabile di cui è co-sceneggiatore Roman Coppola, figlio di Francis Ford e fratello di Sofia, mentre il magnifico tappeto musicale è opera di Alexandre Desplat, il migliore dei compositori ‘emozionali’ oggi in circolazione. Si raccomanda di guardare il film fino alla fine dei titoli di coda per comprendere meglio alcuni dettagli che spiegano meglio il senso metalinguistico del film di Anderson. Infatti assume un significato particolare l’utilizzo della suite "Young Person's Guide to the Orchestra" di Benjamin Britten (che scompose un tema di Purcell), con la quale nei Sessanta si educavano i giovani all’ascolto dei diversi strumenti di un’orchestra; su questa traccia si muove lo score di Desplat sui titoli di coda a significare non solo che la stessa realizzazione di un film risponde ad un’esigenza primaria di ‘orchestrare’ tutte le componenti artistiche ma anche che i fatti stessi che appartengono alla storia narrata sono una sorta di scomposizione sul tema più ampio rappresentato dalla vita stessa.
Sotto il profilo prettamente tecnico possiamo dire sia vero che sembrano emergere (e in questo caso le critiche sono giustificate) problemi legati ad una non felicissima compressione – già l’utilizzo di un disco BD25 invece che nel formato BD50 è indicativo – ma il trasferimento in Alta Definizione della pellicola mantiene (o prova a mantenere) integre le scelte progettuali del regista e del direttore della fotografia; per cui non sorprenda quel velo di grana che si coglie alla visione perché è parte integrante della volontà di riproporre un certo tipo di atmosfera dei Sessanta, scelta stilistica ulteriormente avvalorata dalla decisione di utilizzare pellicola in Super 16mm. Anche il caldo cromatismo di cui si ammanta il film, tendente al giallo, risponde a precise scelte di armonizzare il narrato filmico con un contesto cinematografico d’altri tempi. Di conseguenza la resa del dettaglio e del contrasto è efficace nelle scene luminose mentre perde ‘significato’ in quelle con scarsa illuminazione. Il comparto audio, codificato in DTS HD 5.1 Master Audio lossless anche nella nostra lingua (che è all’altezza di quella originale) svolge egregiamente il suo compito a sostegno di una scena sonora che non propone picchi espressivi dinamici pur tenendo impegnati tutti i canali del fronte sonoro. Con il subwoofer che predomina soprattutto in occasione della devastante tempesta. Gli extra propongono tre featurette: “Dentro Moonrise Kingdom”, “Benvenuti a New Penzance” e “Sul set con Bill Murray” (intervista all’attore di soli 3’), più il trailer.

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

NOTE TECNICHE
Il Film

MOONRISE KINGDOM – UNA FUGA D’AMORE

(Moonrise Kingdom)

Usa, 2012, 93’
Regia: Wes Anderson
Cast: Bruce Willis, Edward Norton, Bill Murray, Frances McDormand, Tilda Swinton, Jared Gilman, Kara Hayward, Jason Schwartzman, Bob Balaban, L.J. Foley, Andreas Sheikh, Harvey Keitel.

Informazioni tecniche del Blu-Ray

Aspect Ratio: 1.85:1 1920x1080p/AVC MPEG-4
Audio: Italiano, Inglese DTS-HD Master Audio 5.1
Distributore: Lucky Red/CG Home Video
Prezzo: Euro 21,90 

 

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