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IL CASO PANTANI di Domenico Ciolfi in Blue-Ray

 

 

 

 

 

 

 

Chi ha ucciso Marco Pantani?” è la domanda che nasce quasi automatica dopo aver visto il film d'inchiesta diretto da Domenico Ciolfi che, dopo essere passato fugacemente in sala il 12 13 e 14 ottobre del 2020, arriva disponibile sul mercato dell’Home Entertainment distribuito da Koch Media.
 

 

 


Il film, nel mettere l’accento sui misteri, le incongruenze, i clamorosi errori e le domande rimaste senza risposta sulla morte del campione, vuole riaprire una storia che la giustizia ha frettolosamente archiviato come morte/suicidio per overdose di cocaina e farmaci. In realtà – come spesso ha provato a evidenziare la trasmissione televisiva de ‘Le Iene’ - la verità, a 16 anni di distanza, è ancora lontana dall’essere stata accertata. I fatti accaduti ci riconducono ad un racconto che si dipana lungo quei cinque anni nei quali Marco Pantani è ‘scivolato’ sempre più in basso, tra il 5 giugno del 1999 e il tristissimo 14 febbraio 2004, quando il corpo del campione (all’età di 34 anni), venne trovato senza vita riverso a terra nella stanza del residence Le Rose di Rimini. Della sua morte triste e solitaria si sono occupati in molti, tutti pronti ad esprimere giudizi (non sempre richiesti) sull’uomo Marco e sullo sportivo Pantani; dai giornali alle televisioni, dalla magistratura fino alla gente comune. A difendere la sua memoria ci ha sempre pensato con grande determinazione la mamma del campione, Tonina, che ancora oggi insegue una verità che non corrisponda a quella ufficiale. Nel giugno del 1999 Marco Pantani era un campione amatissimo dalle folle che si assiepavano lungo i percorsi del Giro d’Italia e del Tour de France; le imprese del ‘Pirata’ (soprattutto la doppietta prestigiosa Giro/Tour del 1998) venivano esaltate dalla voce dei telecronisti dell’epoca (in primis Adriano De Zan: incollati davanti al televisore arrivavano ad esserci sette milioni di spettatori con uno share del 54%) ed entusiasmavano chiunque avesse un minimo di afflato con i grandi momenti di sport. Pantani era il beniamino degli appassionati di ciclismo italiani e non, staccava i suoi avversari sulle salite più difficili passando tra ali di folla che lo accompagnavano lungo i tornanti delle montagne su cui si arrampicavano il Giro o il Tour oltre; un autentico eroe popolare. Le sue sventure ebbero inizio il 5 giugno 1999 nella tappa di Madonna di Campiglio. Il giorno prima Marco aveva vinto la 19esima tappa del Giro all’Alpe di Pampeago, e a conti fatti mancava solo una tappa di montagna a Pantani per vincere un Giro oramai in pugno, visti i 5 minuti di vantaggio sul secondo in classifica, e il campione si sottoponeva senza problema alcuno ad un controllo antidoping di routine. Il giorno dopo, di prima mattina, arrivò la notizia shock che additava Pantani con un valore dell’ematocrito troppo alto a 51,9, e con questo la consequenziale ed incredibile esclusione dal Giro d’Italia; una notizia ripresa e divulgata immediatamente dai giornalisti di tutto il mondo. Marco di colpo diventava il ‘traditore’ (dei valori dello sport), se ne andava scortato dai carabinieri con lo sguardo smarrito. Sulla via del ritorno a casa fece un ulteriore controllo del sangue in una clinica privata, risultando in regola. Ma un’altra verità sembra essere emersa, ovvero quella che a far perdere il Giro a Pantani sia stata la camorra, grazie alla manomissione da parte di ignoti del test anti-doping svolto all’Hotel Touring di Madonna di Campiglio. Alcune intercettazioni («La camorra ha fatto perdere il Giro a Pantani»), una lettera che Renato Vallanzasca scrisse a mamma Tonina nel 2014 per dirle che suo figlio era innocente dopo che alcuni camorristi gli avevano confessato questa verità nel carcere di Novara. La manomissione delle provette sarebbe avvenuta al fine di evitare alla camorra un enorme esborso di denaro per le scommesse clandestine di chi aveva puntato sulla vittoria di Pantani. Nel docu-drama “Il caso Pantani - L'Omicidio di un Campione”, il regista Domenico Ciolfi (anche sceneggiatore dell’opera a capo di un approfondito e certosino lavoro di ricerca documentaristica), tra inserti filmati dell’epoca e ricostruzioni ‘fiction’, tenta di raccontare tra flashback e flashforward la leggenda del grande campione e si impegna a ricostruire le fasi processuali della sua misteriosa morte, passando anche per i problemi avuti con la droga, affidando il ruolo del ‘Pirata’ a tre diversi interpreti: Brenno Placido nel capitolo centrale di Madonna di Campiglio, quando, come la cronaca ci ha narrato, il controllo antidoping decretò la sua esclusione dal Giro d’Italia, Marco Palvetti in quello ambientato a Cesenatico, e infine Fabrizio Rongione nell’epilogo riminese, con la scomparsa oscura e solitaria avvenuta nel giorno di San  Valentino: «Volevo raccontare - spiega l’autore - la storia di un uomo, portando alla luce nuove prove e nuove verità», con la palese intenzione di rendere giustizia sia all’uomo che allo sportivo. “Il caso Pantani” non racconta solamente la discesa agli inferi e la scomparsa di un uomo, ma si propone appassionatamente di mettere in luce tutte le contraddizioni e l’ipocrisia della società contemporanea. Il filo che lega i vari momenti del film è rappresentato dall'avvocato De Renzis, il legale della famiglia Pantani, interpretato da Francesco Pannofino, che negli ultimi dieci minuti racconta in un monologo l’altra verità, quella più oscura e poco illuminata (chiudendo con un laconico ed inquietante «Chi ha ucciso Marco Pantani è ancora libero») che l’indagine della procura di Rimini ha frettolosamente chiuso in soli 55 giorni, ignorando del tutto una serie di elementi sotto gli occhi di tutti. Cinematograficamente “Il caso Pantani - L'Omicidio di un Campione” forse non è un film riuscitissimo, qualcuno ha sollevato legittimi dubbi sulla verosimiglianza, ma ha la sua forza nel risvegliare le menti sopite di chi ha già mandato in retrovia (nella propria percezione della storia) una vicenda che è ancora ben lungi dall’essere chiusa.
TECNICA
Video (2.39:1 1920x1080p/AVC MPEG-4) più che soddisfacente nonostante la diversa natura dei filmati utilizzati (repertorio televisivo e ricostruzioni ‘fiction’). L’audio è una confortevole ed efficace traccia DTS-HD Master Audio 5.1 in Italiano. Un secondo Blu-Ray presente nell’elegante confezione predisposta da Koch Media è interamente occupato da Contenuti Extra che prevedono: Alcune Scene Eliminate, gli speciali “Countdown” e “Il regista incontra i protagonisti” più Trailer e Clip Promozionali.

 

(Luigi Lozzi)                                                                        © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

NOTE TECNICHE
Il Film

IL CASO PANTANI – L’OMICIDIO DI UN CAMPIONE 

(Il Caso Pantani – L’omicidio di un campione)
Italia, 2020, 151’
Regia: Domenico Ciolfi
Cast: Marco Palvetti, Francesco Pannofino, Emanuela Rossi, Fabrizio Rongione, Libero De Rienzo, Gianfelice Imparato, Brenno Placido, Giobbe Covatta, Domenico Centamore, Marco Boriero, Alessandro Lui, Michele Abbondanza.

 

Informazioni tecniche del Blu-Ray

Aspect ratio: 2.39:1 1920x1080p/AVC MPEG-4 24 fps

Audio: Italiano DTS-HD Master Audio 5.1
Distributore: Koch Media

 

 

 

 

 

 

 

   

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