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C'ERA UNA VOLTA A... HOLLYWOOD di Quentin Tarantino in 4K ULTRA-HD

 

 

 

 

 

 

Con il suo film più recente, “C’era una volta a… Hollywood”, Quentin Tarantino continua ad omaggiare un Cinema d’altri tempi, non esattamente ‘remoto’, e lo fa con la consueta grande dose di originalità narrativa. Il film approda sul mercato dell’Home Video, e nello specifico pure in 4K ULTRA-HD, in una edizione tecnicamente impeccabile assemblata da Sony Pictures HE e distribuita da Universal Pictures Home Entertainment.
 

 

 

 

 

 


Per avere un primo pregnante segnale d’interesse verso il lavoro di Tarantino (arrivato al suo nono film e mezzo) basterà riproporvi le parole (contenute in una lettera) che il regista americano si premurò di inoltrare alla stampa in occasione dell’anteprima perché non venissero divulgate informazioni sul film che ne potesse svelare la trama o il finale ai potenziali spettatori, in modo da consentire a coloro che si sarebbero approcciati al film – prima in sala, o poi comodamente seduti in casa in uno dei tanti formati Home video ora disponibili – di goderselo, con tutti i suoi risvolti, fino in fondo: “Vi chiedo di non rivelare niente che possa privare gli altri spettatori dall’avere un’esperienza di visione come la vostra”. In effetti, alla visione completa, “C’era una volta a… Hollywood” è un film inaspettato, certamente affascinante e coinvolgente, riesce a tenere incollati alla sedia gli spettatori per le 2 ore e 40 della sua durata, e regala indiscutibili ‘emozioni’ cinematografiche. Merito non solo della regia esuberante ed eclettica di Quentin, dei suoi riconoscibili meccanismi narrativi, ma anche della prova corale fornita da un cast di assoluto valore, totalmente ‘devoto’ al credo tarantiniano. E parliamo di attori come Leonardo DiCaprio e Brad Pitt, interpreti consacrati del cinema internazionale, assecondati da una Margot Robbie in vertiginosa crescita di consensi. E non solo loro poiché, anche se in piccoli ruoli o camei, troviamo Al Pacino, Bruce Dern, Luke Perry, Kurt Russell e Michael Madsen, e ancora Timothy Olyphant, Clifton Collins Jr., Emile Hirsch, James Remar, Dakota Fanning. L’abilità precipua di Tarantino è quella di non ‘scandire’ una narrazione filmica – diciamo – tradizionale, quanto piuttosto di condurre il suo pubblico in impervi percorsi a tappe che poi devono ricomporsi nel finale imprevedibile e spiazzante che è stato in grado di regalarci. L’amore di Quentin per il mondo del cinema traspare da ogni inquadratura, da ogni più piccolo dettaglio perfino dalle canzoni che si ascoltano lungo l’intero film. Il regista ha ‘ricomposto’ la Hollywood di mezzo secolo fa con la consueta meticolosa cura ‘cinefila’, tra manifesti di film, cartelloni dislocati per le strade di maggior traffico, serie televisive che passano sul piccolo schermo, vestiti, neon e drive in; perfino la fotografia è assimilata a quella che caratterizzava le pellicole girate in quel periodo. E poi va apprezzata la solidità dei personaggi che popolano il film, tratteggiati con grande mestiere dalla sceneggiatura, in un mix funzionale tra commedia e dramma. I riferimenti disseminati nel film sono stati abilmente costruiti (e inventati di sana pianta) dal regista assecondando il gusto e la passione per certo cinema marginale, ed i più navigati tra gli spettatori saranno in grado di riconoscere tra le righe opere di serie B amate da Quentin; non ultimi alcuni film di genere italiani degli anni settanta. La vicenda del film è calata indietro nel 1969, a Los Angeles e Beverly Hills, in quei pochi mesi che hanno preceduto i fatti di Bel Air quando vennero barbaramente massacrati Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, ed altre quattro persone dalla setta di Charles Manson. Su un episodio di cronaca nera realmente accaduto si innesta una narrazione ‘inventata’ intorno ai due protagonisti Rick Dalton (Leonardo DiCaprio) e Cliff Booth (Brad Pitt), per ‘disegnare’ i quali di sicuro Tarantino deve essersi ispirato a personaggi realmente esistiti. L’egocentrico personaggio di DiCaprio viene da un passato di eroe di una serie western di successo, “Bounty Law”, ed ora è quasi del tutto caduto in disgrazia e viene ingaggiato solamente per interpretare ruoli di secondo piano; giudica poi tempo perso il doversi recare in Italia per girare “quegli stupidi spaghetti western”. Si immagina, ad esempio che il Rick Dalton interpretato da Leonardo DiCaprio, sia stato scartato da ruoli anche importanti come quello dell’aviere Hilts ne “La grande fuga” (1963) di John Sturges, che poi, assegnato a Steve McQueen, ne ha fatto la fortuna. Ad assecondare Rick è la sua controfigura ed amico Cliff, uno stuntman ben più disincantato di Rick, solitario ed indipendente, nonostante anch’egli abbia difficoltà a trovare un lavoro stabile, che opera da autista scarrozzandolo per la città in cerca di qualche impiego in un qualche film. Intanto Roman Polanski e sua moglie Sharon Tate (Margot Robbie) sono venuti a vivere nella casa accanto a quella di Rick. Il titolo, “C’era una volta a… Hollywood”, nel titolo, non è solo un omaggio all’amato Sergio Leone, vuole rappresentare uno sguardo nostalgico verso il passato, nei confronti di una industria del cinema (hollywoodiano) che proprio in quel 1969 stava vivendo un momento di passaggio delicato (il 1969 è l’anno di “Easy Rider” tanto per intenderci), il tramonto dell’età dell’oro e l’avvento della ‘New Hollywood’ che avrebbe dato nuovo slancio e linfa vitale al Cinema nei decenni a seguire. Per raccontare la sua Hollywood che fu, Tarantino ha scelto la figura di un attore relativamente affermato, Rick Dalton, che ambirebbe diventare come i più grandi, ed invece è consumato al pensiero che in quell’olimpo non entrerà mai. Il film di Tarantino, presentato in anteprima in concorso al Festival di Cannes 2019, è stato premiato con l’Oscar al Miglior Attore Non protagonista (Brad Pitt) e quello per la Miglior Scenografia, e con tre Golden Globes (Miglior Attore Non Protagonista a Brad Pitt, Migliore Sceneggiatura Originale e Miglior Film Commedia o Musicale). Tra le numerose magnifiche sequenze, ci piace mettere l’accento su tre almeno: Brad Pitt che fa a botte con Bruce Lee dando una lezione a questo maestro delle arti marziali, quella dell’arrivo di Cliff/Brad Pitt allo Spahn’s Movie Ranch, dove soggiorna la comunità hippie ‘governata’ da Charles Manson e l’altra, indimenticabile, in cui Sharon Tate/Margot Robbie va al cinema a vedere un film in cui è lei la protagonista. Per l’esattezza si tratta di “The Wrecking Crew”, da noi conosciuto come “Missione compiuta stop. Bacioni Matt Helm”, in cui l’attrice ha lavorato al fianco di Dean Martin. Qualcuno ha scritto: “(...) A Tarantino piace mescolare le carte in tavola, raccontare altre storie possibili, diverse da quelle ufficiali, decisamente più gradite agli spettatori. Ma i limiti del film stanno 

proprio nel fatto che tutto è costruito per condurci all'ultima mezz'ora del film, come se solo quella avesse davvero un senso per il regista, mentre nelle restanti due ore assistiamo a un estenuante tributo di Tarantino al cinema che lo ha spinto dietro la macchina da presa, ovvero i western all'italiana e i b-movie”. Comunque sia, “C’era una volta a… Hollywood”, a nostro avviso, è un film che ha un’’anima’, e risplende di luce propria.
TECNICA
Uscito già ai primi del 2020 in diverse edizioni speciali (ora esaurite) è di nuovo disponibile in 4K ULTRA-HD il nono film e mezzo di Quentin Tarantino in un UHD firmato Sony Pictures HE e distribuito da Universal Pictures Home Entertainment. Per “C’era una volta a… Hollywood” Tarantino ha utilizzato differenti camere: 8 e 16 mm 100 ASA e 35 mm 200 e 500 ASA, arrivando a mostrare aspect ratio diversi: 4:3, 1.85:1 tra TV e Cinema nostalgia e 2.39:1 per la narrazione vera e propria. Il girato è stato poi finalizzando su Digital Intermediate 4K, il BD-100 presenta immagini 2.39:1 (3840 x 2160/23.97p), codifica HEVC. Il risultato tecnico complessivo è decisamente spettacolare; le immagini si distinguono per l’assoluto livello di dettaglio, buon senso di tridimensionalità, la fedeltà cromatica, la perfetta combinazione ed alternanza dei diversi materiali filmici, per quel tono ‘vintage’ voluto dal regista in accordo con il direttore della fotografia, Robert Richardson; tra le tante opere cui ha preso parte Richardson basta ricordare “JFK – Un caso ancora aperto” (1991) di Oliver Stone, i due “Kill Bill”, “The Aviator” di Martin Scorsese. Ottima la resa anche nelle scene più buie e problematiche. Notevole, per bontà, e per apertura sonica e risalto del dettaglio, anche il Comparto Audio, soprattutto (‘of course!’) nella versione 4K. Sul supporto Ultra HD la traccia italiano diventa DTS HD Master Audio 5.1 a 16 bit, ma viene superata dall’eccellente traccia originale inglese che qui si trasforma in 7.1 DTS HD MA. I dialoghi sono ineccepibili e perfettamente collocati sul centrale, mentre i canali anteriori e posteriori sostengono la ricca colonna sonora (con brani selezionati con attenzione, 31 in tutto, in cui si distinguono tra gli altri Simon & Garfunkel, Deep Purple, Bob Seger, Box Tops, Mitch Ryder, Neil Diamond, Buffy Sainte-Marie, Paul Revere & The Raiders, Los Bravos, Vanilla Fudge e tanti altri) calando lo spettatore in una ‘comfort zone’ di pregevole fattura nelle strade di Los Angeles. La visione più sofisticata del 4K ULTRA-HD durante il film consente di navigare tra i menù, permettendo la selezione capitoli, audio e l’Extra (più consistente degli altri): 25′ minuti di materiale cine-tv, suddiviso in 7 scene inedite inutilizzate nel montaggio finale. Tra queste risultano ‘preziosi’ un paio di segmenti; quello con Charles Manson che propone a Paul Barabuta le sue canzoni e quello con Rick e Sam Wanamaker che parlano sul set del western che stanno girando. Tra gli altri extra disponibili, interessantissimi e piacevoli da guardare, troviamo “La lettera d’amore di Quentin Tarantino a Hollywood” (5 minuti), “Bob Richardson – Per l’amore del film” (4’34”), dedicato al direttore della fotografia che da anni collabora con Tarantino, “Parliamo di lavoro – Le auto del 1969” (6 minuti circa) incentrato sulla scelta delle automobili presenti nel film, “Ricreare Hollywood – La scenografia di C’era una volta… a Hollywood” (9’18”) e “La moda del 1969” (6’37”). Da sottolineare infine come, all’interno della funzione di ‘Seleziona Scena’, sia possibile attivare anche un ‘Seleziona canzone’ che permette a chiunque di guardarsi la scena del film che contiene la musica selezionata; un modo utile per scoprire il titolo dei numerosi brani voluto da Tarantino per la colonna sonora.

 

 

(Luigi Lozzi)                                                      © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Galleria immagini

 


(immagini per cortese concessione della Sony Pictures/Universal Pictures)

 

 

 

NOTE TECNICHE
Il Film

C’ERA UNA VOLTA A… HOLLYWOOD 

(Once Upon A Time… In Hollywood)
Usa, 2019, 161’
Regia: Quentin Tarantino
Cast: Leonardo DiCaprio (Rick Dalton), Brad Pitt (Cliff Booth), Margot Robbie (Sharon Tate), Emile Hirsch (Jay Sebring), Margaret Qualley, Timothy Olyphant, Keith Jefferson (Keith), Julia Butters, Austin Butler, Dakota Fanning (Squeaky Fromme), Bruce Dern (George Spahn), Mike Moh, Luke Perry (Scott Lancer), Damian Lewis (Steve McQueen), Al Pacino (Marvin Shwarz), Kurt Russell, Nicholas Hammond (Sam Wannamker), Michael Madsen, Clifton Collins Jr. (Ernesto), Samantha Robinson, Aundrea Smith, Zoë Bell.

 

Informazioni tecniche del Blu-Ray

Aspect ratio: 2.39:1 2160p HEVC

Audio: Italiano, Giapponese DTS-HD Master Audio 5.1 / Inglese DTS-HD Master Audio 7.1
Supporto: BD 100 + BD 50
Distributore: Sony Pictures HE / Universal Pictures Home Entertainment

 

 

 

 

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