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TOLO TOLO di Checco Zalone in DVD

 

 

 

 

 

 

 

Il quinto film interpretato da Checco Zalone, “Tolo Tolo”, arriva in Home Entertainment, grazie alla TaoDue di Pietro Valsecchi (che l’ha prodotto) e alla Warner Bros. Entertainment, dopo essere stato un grosso successo al botteghino.

 

 

 

 

 

 

 


Un successo non ‘enorme’ come il film che l’ha preceduto (“Quo vado?”), che aveva incassato 4 anni la strabiliante cifra di 65 milioni di euro, ma come si fa a mettere in discussione i ‘miseri’ 46.2 milioni di questo, che ne fanno il terzo film italiano d sempre (superato solo dai precedenti “Quo vado?” e “Sole a catinelle”). Il cinema italiano, se commisurato al strapotere nella commedia dimostrato da Zalone, sembrerebbe godere di ottima salute. Di certo il comico pugliese, ogni volta che esce con un suo film, è in grado di risollevare l’industria del Cinema italiana e l’intero suo indotto. ‘Nostro signore degli incassi’, questo l’appellativo che si è meritato il comico, infatti, è l’unico oggi in grado di rimettere in sesto i conti in rosso del cinema italiano, ridando fiato a un movimento in perenne crisi. Certo la responsabilità e il peso di mantenere le enormi aspettative del pubblico tengono sulla corda sia lui che chi finanzia i suoi film, ma almeno per il momento Checco Zalone ===Consulta la Filmografia=== è un cavallo assolutamente vincente, e per nulla banale né, tantomeno, scontato. La novità è che questa volta Zalone (all’anagrafe Luca Medici), dopo aver litigato con Gennaro Nunziante, che ha scritto con lui i quattro film precedenti (“Cado dalle nubi”, “Che bella giornata”, “Sole a catinelle” e “Quo Vado?”) e averli diretti, per la prima volta in carriera prende in mano le redini della regia quanto mai sicuro del fatto suo. Ad assisterlo, (in parte) guidarlo ed assecondarlo trova però Paolo Virzì (pure co-sceneggiatore); insomma non proprio l’ultimo arrivato. Zalone se la cava dignitosamente, adagiando il contesto narrativo su binari collaudati a misura della sua comicità (magari inciampando solamente in una parziale mancanza di ritmo; forse colpa dell’assenza di Nunziante anche solo nella scrittura). Costato poco più di 20 milioni di euro, “Tolo Tolo” ne ha incassati quasi 9 il solo giorno di Capodanno, superando in questo exploit nel giorno d’esordio in sala persino il precedente “Quo Vado?”. Inizialmente a dirigere il film doveva essere Virzì, poi Checco e Paolo hanno spiegato bene che durante la scrittura della sceneggiatura è apparso evidente che lo script stesse diventando un ‘film di Zalone’ più che di Virzì al punto da convincere entrambi che a dirigerlo sarebbe stato Checco, con Virzì rimasto in veste si supporto e di co-sceneggiatore. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento. Caratteristica comune di tutti i film che hanno per protagonista Checco Zalone è lo spiazzamento che provocano gli atteggiamenti, le battute dell’attore (e della sceneggiatura), un meccanismo caro a film insospettabili del passato, classici in ambito Commedia nostrana, come ad esempio “Totò, Peppino e la malafemmina” (1956) di Camillo Mastrocinque o “Il diavolo” (1963) di Gian Luigi Polidoro, con il ‘mattatore’ Vittorio Gassman. Ma è simpatico, accattivante, la sua maschera efficace. “Tolo Tolo”, peraltro è l’ultimo film che, da precedenti accordi contrattuali, Zalone doveva fare con il suo storico produttore Pietro Valsecchi, amministratore delegato della casa di produzione Taodue Film. Sinossi: Pierfrancesco Zalone, detto Checco, rifiutandosi di percepire il reddito di cittadinanza in quanto disoccupato e dopo aver aperto al paesello nel sud Italia, a Spinazzola, con esiti disastrosi, un ‘Murgia Sushi’, indebitando la mamma e la moglie, il nostro eroe – un tipico ‘mostro’ da Commedia all’Italiana -, per evitare problemi con il fisco italiano, ‘fugge’ in  Africa a fare il cameriere in un resort. Nel frattempo ha stretto amicizia con un collega di colore, Oumar (Souleymane Sylla), persona colta, aspirante regista e fan del Neorealismo e di Pasolini e e Bertolucci, e con la giovane ed affascinante Idjaba (Manda Touré), madre del piccolo e simpaticissimo Doudou (“come il cane di Berlusconi!”, afferma), interpretato da Nassor Said Birya. Quando arriva la guerra, Pierfrancesco si mette in movimento con l’amico, la donna (di cui si è innamorato) ed il bambino, attraverso il deserto e il mare con l’intento di raggiungere l’Italia… Checco passa dall’essere un imprenditore fallito a migrante bianco, e lo ritroviamo addirittura prigioniero nei lager libici e perfino naufrago su un barcone di africani. “Tolo Tolo” è stato girato per buona parte tra Marocco e Kenya. La vis-comica di Zalone è lunare e certamente intelligente, ben oltre le polemiche sterile (le accuse di ‘razzismo’ in primis) alimentate dai ‘criticoni’ di turno ma del tutto infondate. Le accuse erano sorte tempo prima dell’uscita del film in sala dopo che era stato diffuso un trailer (il videoclip “Immigrato”, di certo una bella idea per il lancio promozionale del film), peraltro contenente scene non presenti in “Tolo Tolo” (una storpiatura delle parole ‘solo solo’), ma in verità il comico pugliese è l’esatto il contrario: è antirazzista, politicamente corretto e sicuramente buonista. Nel seguire le peripezie del protagonista il film fa ‘deflagrare’ tutti i più insidiosi luoghi comuni del nostro razzismo (inconsapevole o conclamato che sia). Paolo Mereghetti ha scritto sul Corriere della Sera: «Checco Zalone non è mai poetico, è sempre prosastico. Non vuole tradire un personaggio che si sente in dovere di essere comico: per questo non ha timore di apparire sgradevole, è spiccio e diretto nei suoi modi, non allude mai, dice senza timore. Proprio come faceva un altro grande attore-autore del cinema italiano, la cui crudeltà e sgradevolezza ne fecero il più vero e necessario dei nostri comici, Alberto Sordi». Quando, nel film, una funzionaria chiede al protagonista le sue generalità, alla domanda: “nato?”, egli risponde “per sognare”. Questa in qualche modo può essere una delle chiavi di lettura del film; probabilmente Zalone, oltre ad essere da sempre estremamente ricettivo nei confronti della realtà più vicina alla nostra quotidianità, oltre ad essere nei suoi film un personaggio spinto in direzione ‘demenziale’, superficiale, cinica, qualunquista, temeraria e ‘cattiva’, ambisce ad entrare in un ambito cinematografico nostrano di più ampio respiro. Alcuni momenti del film sono pieno di trovate, davvero spassosi, ironici, caustici e godibilissimi, con allusioni freschissime alla situazione politica italiana ed europea. Compito dello spettatore intelligente (o predisposto alla comprensione) guardare, ridere, capire.
TECNICA
“Tolo Tolo”, nel suo formato in DVD, si pone su un livello complessivo assolutamente adeguato (per immagini e audio) all’importanza dell’uscita. Le immagini sono vivide, naturali nei colori, dettagliate e ben amalgamate con i diversi contesti narrativi (in Italia e in Africa, tra Kenya, il deserto, Marocco e Malta) in cui è calato il film di Checco Zalone. Il reparto dei Contenuti Speciali contiene il video-clip del singolo “Immigrato” che ha generato così tante polemiche e il Backstage della sua realizzazione. Ricordiamo infine che è stato pubblicato anche un cofanetto speciale che comprende tutti e cinque i film di Checco Zalone (“Che bella giornata”, “Cado dalle nubi”, “Sole a catinelle”, “Quo Vado?” e “Tolo Tolo”) ad un prezzo assolutamente abbordabile.

 

 

(Luigi Lozzi)                                                          © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

Galleria immagini


(immagini per cortese concessione della TaoDue/Medusa/Warner Bros. Entertainment Italia)

 

 

 

 

 

NOTE TECNICHE
Il Film

TOLO TOLO 

(Tolo Tolo)
Italia, 2020, 94’
Regia: Luca Medici (Checco Zalone)
Cast: Checco Zalone, Souleymane Silla, Manda Touré, Nassor Said Berya, Alexis Michalik, Antonella Attili, Nicola Nocella, Maurizio Bousso, Gianni D'Addario, Barbara Bouchet, Nicola Di Bari, Francesco Cassano.


Informazioni tecniche del DVD

Video: 2.35:1 

Audio: Italiano Dolby Digital 5.1 
Distributore: Medusa/Warner Bros. Entertainment Italia

 

 

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