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FURY di Brian De Palma in Blu-Ray

 

 

 

 

 

 

Koch Media distribuisce sul mercato dell’Home Entertainment “Fury” del 1978, un ‘cult’ dimenticato, uno dei meno celebrati della filmografia di Brian De Palma, in un’eccellente edizione. È una piccola chicca che merita di essere riscoperta grazie a questa edizione in Blu-Ray.

 

 

 

 


Film trascurato (ma non trascurabile) nella filmografia di Brian De Palma forse per la ragione che è circolato poco e male e la 20th Century Fox non gli ha dato la giusta visibilità. Rimane un ottimo film, segnato dalla inconfondibile abilità tecnica del regista italo-americano, con una non trascurabile componente onirica e qualche rimando a “Carrie – Lo sguardo di Satana”; e ha peraltro tra gli interpreti due mostri sacri del Cinema come Kirk Douglas e John Cassavetes. SINOSSI: Childress (John Cassavetes), responsabile di una misteriosa agenzia americana di controspionaggio, attenta alla vita di un suo vecchio collega e amico, Peter Sanders (Kirk Douglas), per poter utilizzare liberamente a proprio beneficio le facoltà paranormali di Robin (Andrew Stevens), figlio di Peter, che rapisce per sfruttarlo come un’arma micidiale. L’uomo però riesce a scampare all’attentato mortale e si mette alla ricerca del ragazzo seppur continuamente pedinato e minacciato dagli uomini di Childress. Sanders, con l’aiuto dell’infermiera Hester (Carrie Snodgress) si mette in contatto con Gillian Bellaver (Amy Irving), una ragazza dotata di poteri analoghi a quelli di suo figlio e che viene tenuta sotto controllo in un istituto di studi parapsicologici, il Paragon… Si tratta in verità di un plot narrativo assai complesso che racchiude al suo interno altri sottostrati del racconto ed una serie di false piste e di momenti ‘forti’ che rendono oltremodo interessante “Fury”. Riaffiorano poi elementi e tematiche riconoscibili dello stile cinematografico (l’occhio che osserva, sia esso quello di una macchina fotografica o di monitor funzionati come punti di osservazione, qualche spunto addirittura comico e slapctick per stemperare la tensione dei fatti, il sangue iniziatico e rituale, l’antagonista malvagio sempre piuttosto eccessivo, i momenti meta filmici che rimandano ad altri autori) e la perizia tecnica di De Palma (costruisce la tensione con cura geometrica) che rimandano inequivocabilmente ai film precedentemente girati, con in testa la padronanza mostrata nell’utilizzo ‘mobile’ della cinepresa nel segno del suo maestro e punto di riferimento riconosciuto Alfred Hitchcock. Il tema del doppio è materia cara al regista (“Le due sorelle”, “Complesso di colpa”, “Vestito per uccidere”, “Omicidio a luci rosse”, “Doppia personalità”) e qui si ripropone – diciamo – nelle presenza dei due giovani dotati di poteri paranormali ed uniti telepaticamente dalle loro capacità. Ci sono almeno due sequenze da incorniciare di maestra assoluta; la prima è quella assai articolata e (tecnicamente) complessa della fuga dall’Istituto Paragon e quella del furgone di Peter. Per quel che concerne le accuse spesso rivoltegli dai detrattori di aver pedissequamente ‘copiato’ Hitchcock e di aver usato la stessa posizione della macchina da presa del maestro inglese, De Palma dichiarava in un’intervista del 1977: «[…] il fatto è che, per certe situazioni, lui ha trovato in genere il posto giusto dove piazzarla. Per me Hitchcock è come una grammatica, lui ha sviluppato questa grammatica del film ed io sto imparando ad usarla appena adesso. Ciò che ho fatto con “Le due sorelle” e con “Complesso di colpa” è stato di utilizzare alcune tra le premesse dei film che ha fatto il mio maestro, ma cercando di raccontare storie differenti. Io non sono Hitchcock e non sono preoccupato dal fatto di prendere alcune delle tecniche registiche di cui egli è stato pioniere, di usarle anch’io e sentire che non ho fatto altro se non servirmi di un dizionario. È certamente possibile mettere la m.d.p. in una posizione diversa, ma può non essere il punto migliore per essa. Lui l’aveva già capito venti o trent’anni fa. Se hai quel tipo di scena nel tuo film , sei quasi costretto a mettere la m.d.p. nello stesso posto, perché è l’angolazione più drammatica. Lo stesso Hitchcock usò un’identica posizione di m.d.p. cinque o sei volte, e nessuno l’ha mai accusato di copiarsi. Non è un problema mio cercare di liberarmene o di approfittare di lui: egli è in modo molto definito ciò che è, ed io sto diventando ciò che sono. Voglio dire, lui è un maestro, un gigante: ha fatto un mucchio di capolavori. Io l’ho solo usato, in un certo senso, come un punto di partenza da cui sviluppare le mie capacità tecniche. Inoltre, Hitchcock scoprì presto che in questo genere si può attenuare la tensione del pubblico con lo humour. Questo espediente fa gioco. Quindi, in certe situazioni io tendo ad uno humour che è in qualche modo simile al suo. Non è una cosa che ho costruito: semplicemente, vedo il lato ridicolo delle situazioni assieme al lato serio, così lascio che il pubblico rida come rido io. Penso che sia questo un modo per ottenere che il pubblico si lasci andare». Prodotto in origine dalla 20th Century Fox “Fury” è entrato a far parte del catalogo Hollywood Classic International e viene oggi realizzato con la consueta cura e in ‘Limited Edition’ (e per la prima volta in Blu-Ray) da Koch Media, sempre attenta al recupero di opere importanti scivolate nell’oblio del tempo. Certo il film di De Palma ad una prima analisi sembra essere un proseguimento di “Carrie – Lo sguardo di Satana” del 1976, con la protagonista Carrie (Sissy Spacek) dotata degli identici poteri del giovane Robin, e tutti e due, uno dopo l’altro vanno a comporre – diciamo – un incubo ‘irrisolto’ del regista italo-americano, o meglio costituiscono il proseguimento di un medesimo incubo. Sia Carrie che Robin inizialmente ignorano di possedere quella terribile facoltà paranormale, e ne acquisiscono la consapevolezza solo a seguito di un’esperienza orrorifica subcosciente. Amy Irving, nei panni di Gillian, fa da trait d’union tra i due film; là era l’atterrita testimone della fine di Carrie, l’amica Sue, e a sua volta oggetto di un incubo nel doppio finale del film, mentre qui è la ragazza, dotata degli stessi poteri, che aiuta il protagonista a rintracciare il figlio ed alla fine sarà esecutrice/giustiziera. Corpi che esplodono solo grazie all’irresistibile forza della propria mente; cose del genere ne avremmo visto solo qualche anno più tardi rispetto all’uscita di “Fury” datata 1978, in “Scanners” di David Cronenberg del 1981. Nelle note del booklet De Palma racconta che per il ruolo di Peter Sanders fin da subito era alla ricerca di ‘uno come Kirk Douglas’ e quando lo comunicò a Frak Yablans, il produttore, questi gli rispose: “Ma allora perché non proviamo a prendere proprio Douglas?”. Yablans aveva già lavorato con l’attore per la Paramount. “Parlai al telefono con Kirk – dice De Palma – e ci trovammo subito in grande sintonia. Era un uomo pieno di esperienza e la portò tutta nel film”. Douglas, dal canto suo, dichiarava che con De Palma era facile lavorare: “Con lui ci si diverte: ha gioia, tecnica e humour”. “Fury” prevede inoltre i due cameo di Daryl Hannah e Jim Belushi (quest’ultimo non accreditato nei credit) mentre la colonna sonora è stata composta da uno dei più grandi compositori di Musiche da Film di tutti i tempi, ed oggi ancora attivo a 88 anni (ha firmato di recente il capitolo conclusivo della saga di Star Wars, “Star Wars: L'ascesa di Skywalker”), John Williams, vincitore di 5 Premi Oscar. Lo score composto da Williams, su precise indicazioni di De Palma ricorda le sonorità dei film di Hitchock curate da un altro grande maestro come Bernard Herrmann.
TECNICA
Questa edizione del film viene proposta in ‘Limited Edition’ nell’elegante e consueto slipcase cartonata curato da Koch Media con l’aggiunta di un booklet all’interno. Su disco a doppio strato (BD–50), vi è il corretto formato cinematografico in 1.85:1 (1080p AVC MPEG4). È bene dire subito che la qualità del master utilizzato non è ottimale e che gli anni trascorsi dalla realizzazione di “Fury” purtroppo non aiutano a raggiungere un risultato perfetto, al livello degli standard odierni, ma la visione del film in High-Definition resta comunque più che gradevole. Si colgono qualche granulosità, neri poco profondi e, in alcuni frangenti, difetti di messa a fuoco. Il comparto audio prevede sia per l’italiano che per l’originale un sonoro rielaborato in 2.0 DTS- HD Master Audio più che soddisfacente anche se non del tutto impeccabile nel bilanciamento sonoro. Video e audio nel complesso non compromettono la piacevolezza della visione domestica. Purtroppo i Contenuti Extra prevedono unicamente il Trailer originale ed una Galleria Fotografica. Molto più interessante la presenza del booklet interno di 12 pagine ricco di informazioni sul film e sulla sua realizzazione.

 

(Luigi Lozzi)                                                 © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 

 

Galleria immagini

 


(immagini per cortese concessione di 20th Century Fox/Koch Media)

 

 

 

 

 

 

 

NOTE TECNICHE
Il Film 

FURY 

(The Fury)
Usa, 1978, 117’
Regia: Brian De Palma
Cast: Kirk Douglas, John Cassavetes, Amy Irving, Andrew Stevens, Carrie Snodgress, Charles Durning, Fiona Lewis, Carol Rossen, William Finlay, Alice Nunn, Barry Cullison, Hilary Thompson, J. Patrick McNamara, J.P. Bumstead, Jane Lambert, Joyce Easton, Melody Thomas Scott, Pat Billingsley, Rutanya Alda, Sam Laws.


Informazioni tecniche del Blu-Ray

Aspect ratio: 1.85:1 1920x1080p/AVC MPEG-4 24 fps

Audio: Italiano, Inglese DTS-HD Master Audio 2.0
Distributore: 20th Century Fox/Koch Media

 

 

 

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