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ROSEMARY'S BABY di Roman Polanski in Blu-Ray

 

 

 
 
Tratto dal romanzo omonimo di Ira Levin è questo il film che ha svelato al mondo il talento di Roman Polanski...

 

 

... (e gli e valsa la seconda nomination all’Oscar, per la Migliore Sceneggiatura, dopo quella per il Miglior Film relativamente a “Il coltello nell’acqua” del ‘64), regista polacco di origine ebrea che veniva dal buon consenso ottenuto nel 1967 con la commedia ‘vampiresca’ “Per favore… non mordermi sul collo”, il suo primo lavoro hollywoodiano. “Rosemary’s Baby”, tra thriller e horror, è un capolavoro, un’opera a tinte cupe di straordinaria intensità in quanto a suspense (a tratti hitchcockiana), paure infantili, turbamenti legati a presenze demoniache, inquietudine, che si insinuano nelle pieghe più recondite della psiche dello spettatore. Si narra la storia di una giovane coppia che va a vivere in un angusto condominio di Manhattan (fin dai titoli di testa), il Dakota, nel quale pare si fossero praticati in passato riti di magia nera e fossero stati commessi alcuni atroci delitti. Gli inquilini vicini sono i Castevet, una vecchia coppia che si rende subito invadente nella privacy di Guy e Rosemary, con la giovane donna che è incinta e che manifesta un crescente disagio anche per via di una serie di strani avvenimenti che accadono. I vicini mostrano una crescente preoccupazione sulla salute di Rosemary e quella del prossimo nascituro… Niente a che vedere con la ‘possessione’ demoniaca palese de “L’Esorcista” di William Friedkin che sarebbe arrivato sugli schermi cinque anni più tardi nel 1973, ma un lento, progressivo ed inesorabile sprofondare nella paura. La vicenda metropolitana (e contemporanea) dai toni surrealistici di Rosemary e di suo marito Guy, un attore alla ricerca del successo che ha venduto il figlio al diavolo, si innesta sulla atavica tradizione orale, religiosa e letteraria alimentata intorno al figlio di Satana. L’istinto materno della donna deve lottare contro la stessa fragilità di Rosemary, con un’ansia accentuata dalla consapevolezza di essere completamente sola, abbandonata pure dal marito. A distanza di 45 anni dalla sua uscita “Rosemary’s Baby” (sottotitolo “Nastro rosso a New York”) ancora appassiona i cinefili (e i cultori di Cinema in generale) per la forza dei suoi contenuti, per quella cupissima e terrificante discesa negli inferi che vi è narrata, per l’ambiguità tra soggettivo ed oggettivo (sogno-incubo o realtà?) di una lettura trasversale, per quella scena onirica e ‘cult’ in cui la protagonista si accoppia senza rendersene conto con il diavolo, per il finale da antologia. Il film lascia aperta la porta ad una lettura che potrebbe leggersi come incubo della protagonista – rappresentante della piccola-borghesia – che non accetta la propria maternità e prova a scaricare sulle persone che la circondano il senso del proprio rifiuto. Insomma sono più d’una le chiavi di lettura per questo film. Mia Farrow, con i suoi grandi occhi blu ed il fisico minuto, interpreta il ruolo principale e dona al suo personaggio tutte le sfumature necessarie a passare dalla dolcezza dell’imminente maternità alla consapevolezza di un destino segnato e incontrovertibile, quasi kafkiano; una straordinaria Ruth Gordon (la dolce ‘nonnina’ di “Harold & Maude”) interpreta il ruolo della mielosa e infida vicina di casa (il marito è invece Sidney Blackmer), John Cassavetes rende bene la debolezza meschina e la mediocrità dell’uomo che vende la sua anima (prima che il bimbo tenuto nel grembo della moglie) al diavolo. Oscar come Miglior Attrice non Protagonista a Ruth Gordon, David di Donatello 1969: Miglior Regia, Miglior Attrice Straniera a Mia Farrow. Poiché il film parla di satanismo e di riti legati al culto del demonio, diventò quanto mia inquietante quello che accadde l’anno dopo, il 9 agosto del ’69 quando la moglie Sharon Tate (per giunta all’ottavo mese di gravidanza) venne massacrata nella villa hollywoodiana del regista dalla setta di Charles Manson.
Sorprendentemente efficace il trasferimento in Alta Definizione operato su una pellicola tanto datata, con un video compatto e pulito, buono il dettaglio, palette cromatica solida colori brillanti e privi di sbavature (nonostante una fotografia volutamente morbida nei contorni), ed un comparto sonoro di soddisfacente efficacia complessiva; merito della buona conservazione del master originale. Il look della pellicola (ovviamente) tradisce gli anni che si porta dietro le spalle, non soffre di palesi problematiche legate ad una cattiva compressione (salvo qualche scena ripresa in precarie condizioni di luminosità), ha della grana in evidenza in alcuni frangenti, ma ‘a buon intenditor poche parole’. La traccia italiana appena in Mono deve cedere il passo a quella originale in True HD 2.0 che almeno è più robusta, pulita e stentorea al confronto. Distintivi i dialoghi privi di distorsioni anche se parzialmente ‘distanti’. Più che naturale prendere in considerazione questa edizione per un eventuale upgrade vista l’indiscusso miglioramento tecnico cui si va incontro. Ancora una volta lamentiamo la più assoluta assenza di Extra ma la cosa non ci sorprende visto la politica (salvo alcune mirate eccezioni) adottata dalla Universal Pictures nel pubblicare i suoi film di catalogo a costo basso ma senza Contenuti Speciali.

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

NOTE TECNICHE
Il Film

ROSEMARY’S BABY

(Rosemary’s Baby)

Usa, 1968, 137’
Regia: Roman Polanski
Cast: Mia Farrow, John Cassavetes, Ruth Gordon, Sidney Blackmer, Maurice Evans, Ralph Bellamy, Victoria Vetri, Patsy Kelly, Elisha Cook Jr., Emmaline Henry, Hanna Landy, Phil Leeds, D'Urville Martin, Hope Summers, Charles Grodin.
Informazioni tecniche del Blu-Ray

Aspect Ratio: 1.85:1 1920x1080p/AVC
Audio: Inglese Dolby TrueHD Mono
             Italiano, Francese, Tedesco, Spagnolo Mono
Distributore: Paramount/Universal Pictures
Prezzo: Euro 14,90

 

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