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LA LEGGE DELLA NOTTE di Ben Affleck in Blu-Ray

 

 

 

 

Al netto di tutto il gossip che lo riguarda in relazione alla sua vita privata (tra mogli e amanti, matrimoni e tradimenti), sempre più Ben Affleck si va ritagliando una fetta di visibilità importante sotto la luce dei riflettori in quel di Hollywood, sia come attore (si pensi, su più ampia popolarità, al ruolo di Batman di cui si è saldamente impossessato nell’universo Justice League dei DC Comics) e sia come regista; quest’ultima impreziosita dal Premio Oscar ottenuto nel 2013 da “Argo” come Miglior Film.

 


Accanto a questi impegni Ben è iperattivo come sceneggiatore (suo un Oscar per la Miglior Sceneggiatura nel 1997 per “Will Hunting - Genio ribelle” scritto assieme a Matt Damon) e produttore; forse in modo eccessivo per riuscire a fare tutto e bene. Perché se si vuol emergere qualitativamente nel mondo del Cinema è necessario curare nei particolari le attività che si vanno ad affrontare e non cullarsi sull’idea che la riconoscibilità arrivi in modo quasi automatico una volta che il consenso è stato raggiunto. Hollywood su questo fronte è cinica e non perdona. L’ultimo film di Ben Affleck ===Consulta la Filmografia=== come regista (e interprete), coprodotto con Leonardo DiCaprio, è una saga criminale anni Venti, un Gangster Movie e Noir ambientato nell’America del proibizionismo e della corruzione, quando i divieti (a bere) diventavano sinonimo di trasgressione (a bere, e delinquere per permettere ad altri di trasgredire le regole). Di famiglia irlandese, Joe Coughlin è un reduce della Prima Guerra Mondiale, combattuta sul suolo del Vecchio Continente, e figlio del capo della polizia di Boston, con il quale è in conflitto, che, odorata l’aria del tempo (e nella testa qualche imprinting morale assimilato in guerra), decide di diventare un gangster, e pensa di potersi gestire in maniera del tutto autonoma, prima a casa, nel bel mezzo di una lotta senza quartiere tra famiglie irlandesi e italiane – entra nel giro del boss Albert White ma commette l’errore di innamorarsi della donna del capo, poi collabora con un altro boss mafioso, l’italiano Maso Pescatore -, poi in Florida, a trafficare rum in combutta con trafficanti ispanico-cubani ben introdotti sul territorio... Il genere ‘Gangster Movie’ è tra i più classici del cinema americano, ha un’epica particolare mixdi leggenda e di realtà, di una mitologia costruita sul confine tra il Bene e il Male (ed in questo la figura del gangster funge sempre da eroe negativo) per far convivere morale e capitalismo, ed ha la capacità sempre di rigenerarsi e di creare i presupposti per nuove, attuali letture. Boston è la città in cui l'attore-regista è cresciuto e per il suo film si serve del testo di uno scrittore del luogo, Dennis Lehane, autore pure di “La casa buia” da cui è Affleck ha tratto il film “Gone Baby Gone” diretto nel 2007, e al quale, prima e dopo, si sono pure riferiti Clint Eastwood (“Mystic River” nel 2003) e Martin Scorsese (“Shutter Island” nel 2010). Progetto ambizioso, il film è andato incontro a critiche pesanti e poche assoluzioni, è stato un flop clamoroso al Box-Office, un vero disastro che il pubblico non ha gradito, ma in buona sostanza, a parte alcune critiche che condividiamo, non è proprio da buttare via e merita comunque d’essere visto da coloro sempre ‘affamati’ di atmosfere dark, di novità e visioni cinematografiche: è come se questo genere, che nei decenni, e fin dagli anni Trenta, ha sempre avuto successo, si fosse improvvisamente scoperto fuori tempo, superato, demodé, troppo rétro, nell’era in cui a tenere banco sono effetti digitali e supereroi. Forse l’errore più evidente di Affleck, che il film comunque l’ha voluto fortemente, è stato quello di dirigerlo ed interpretarlo in maniere fin troppo classica, senza introdurre alcun aggiornamento e/o ruffianeria, mantenendosi nel solco di canoni convenzionali riconoscibilissimi ed eseguendo il proprio compitino senza colpo ferire. Per ‘classico’ intendendo pure, con le dovute proporzioni, le storie criminali portate sullo schermo negli anni Ottanta, Novanta e Duemila dai vari Oliver Stone (“Scarface”, anche per l’ambientazione), Martin Scorsese (“Casino”, “Quei bravi ragazzi”, “The Departed – Il bene e il male”), Brian De Palma (“Carlito’s Way”), Sam Mendes (“Era mio padre”), Mike Newell (“Donnie Brasco”). E nelle scene violente, con le spietate esecuzioni ed ammazzamenti che sono numerosi, il film non lesina spettacolarità; e senza necessariamente essere ‘splatter’. Altri errori sicuramente i dialoghi, troppo spesso artificiosi e impacchettati, e quella fastidiosa voce narrante fuori campo. Di positivo invece ci sono gli svariati piani di lettura interconnessi sullo sfondo della storia narrata quali lo spaccato oscuro d’una certa America confusa degli anni Trenta, la difficile coesistenza di etnie diverse, il razzismo strisciante e l’antisemitismo, l’ambiguità dei comportamenti, l’avidità, la punizione sempre dietro l’angolo, la scheggia delirante del fanatismo religioso (Ku Klux Klan, predicatori e redentori a fronte della robusta morale di stampo familiare), la deriva psichica, elementi tutti che nel film si colgono, seppur in modo blando e non approfondito né provocatorio, così come nel romanzo di Lehane. Apprezzabile l'impeccabile ricostruzione d'epoca e da sottolineare l’interpretazione di una splendida e bravissima Sienna Miller, nel ruolo di Emma Gould, la pupa del boss di cui si innamora Joe, quella del nostro Remo Girone nei panni del mafioso Maso Pescatore, Elle Fanning, sempre più brava e qui nei panni della predicatrice, Zoe Saldana, la cubana che sposa il protagonista, Chris Cooper, il capo della polizia di Tampa, e Brendan Gleeson, il capo della polizia e padre di Joe; è proprio Affleck il meno bravo di tutti gli interpreti, inespressivo e palestrato (Batman incombente) al punto da apparire perfino goffo.
La resa qualitativa del trasferimento del film in Alta Definizione è superlativa; sotto il profilo video soprattutto con immagini perfettamente dettagliate e palette cromatica che si adatta alle due principali ambientazioni: la fredda Boston e la calda Florida. Particolari di volti e tessuto degli abiti in grande evidenza, e l’intera panoramica in background non soffre di perdita di nitidezza; nessun artefatto dovuto ad una cattiva compressione interviene a infastidire la visione. Il comparto audio propone Dolby Atmos / DTS-HD Master Audio 5.1 per la traccia originale in inglese mentre per il resto, italiano compreso, il semplice Dolby Digital 5.1, decisamente al di sotto come resa. I momenti più ‘action’ esaltano effetti panning e l’utilizzo dell’intero fronte sonoro, con efficaci e puntuali incursioni del subwoofer. I Contenuti Extra prevedono anzitutto il commento audio di Ben Affleck, del direttore della fotografia Robert Richardson e dello scenografo Jess Gonchor,  quindi le featurette “Angels with dirty faces: The Women of Live by Night” (9’), che propone i tre personaggi femminili del film, “The man of Live by Night” (8’30”), che analizza i personaggi maschili, “Live by Night's prolific author” (7’) tratta il passaggio dal libro al film attraverso il racconto dell'autore del romanzo, “In close up: creating a classic car chase” (7’30”) sul come è stato preparata la scena del lungo inseguimento in macchina, poi cinque scene eliminate con il commento del regista (16’).

 

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

Galleria immagini


(immagini per cortese concessione della Warner Bros. Home Entertainment)

 

 

 

NOTE TECNICHE
Il Film

LA LEGGE DELLA NOTTE
(Live By Night)
Usa, 2016, 128’
Regia: Ben Affleck
Cast: Ben Affleck, Elle Fanning, Brendan Gleeson, Sienna Miller, Zoe Saldana, Remo Girone, Chris Messina, Chris Cooper, Scott Eastwood, Chris Sullivan, Anthony Michael Hall, Titus Welliver, Max Casella, Derek Mears.
Informazioni tecniche del Blu-Ray

Video: 2.40:1 1920x1080p/ MVC MPEG-4
Aspect ratio: Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo Dolby Digital 5.1,
          Inglese DTS-HD Master Audio 5.1,
          Inglese Dolby Atmos
Distributore: Warner Bros. Home Entertainment Italia

 

 

 

 

 

 

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