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I DIECI COMANDAMENTI di Roberto Benigni in DVD

 

 

 

 
In principio c’era stato il successo straordinario ottenuto coi canti della “Divina Commedia”, recitati ed interpretati in televisione e in teatro, poi, lo scorso anno, l’appuntamento con i princìpi fondamentali della Costituzione, definita la ‘più bella del mondo’ ed ecco, finalmente, concretizzarsi il sogno a lungo accarezzato di mettere in scena (e poi in video), le Tavole della Legge, i Dieci Comandamenti.

Un trittico di magnificenze che con l’ampio ed incondizionato consenso popolare non solo ha ribadito che si può fare Cultura (anche in televisione) senza annoiare ma che Roberto Benigni in questa veste di narratore/declamatore è un ‘Mattatore’ irresistibile, unico ed impareggiabile. Ed è stato record di ascolti per quello che si è trasformato in un autentico evento televisivo e culturale; “I Dieci Comandamenti“ è andato in onda in due serate su Rai1 (in diretta dal Palastudio di Cinecittà, con scenografie realizzate Chiara e Gaetano Castelli e musiche di Nicola Piovani), lunedì 15 dicembre 2014 e martedì 16, con la seconda che è stata seguita da 10 milioni 266mila spettatori, con il 38,32% di share (e picchi del 45%), con Roberto Benigni che ha suscitato grande emozione ed ha scritto una nuova importante pagina della storia delle televisione. Ricordiamo anche che nel 2007 Roberto è stato addirittura candidato al Premio Nobel per la letteratura 2007 per l'impegno profuso in favore della diffusione proprio della “Divina Commedia” di Dante Alighieri. Il programma è stato prodotto dalla Melampo, società fondata da Benigni con la moglie Nicoletta Braschi, e organizzato da Lucio Presta, manager di Benigni che si è preso l’onere della produzione esecutiva. In una intervista Benigni aveva spiegato i motivi della scelta: "sono stati i Dieci Comandamenti a scegliere me, perché sono dieci incredibili sorprese. Questi comandamenti fanno bene alla salute e allo spirito, ne avevamo bisogno. È la legge dei sentimenti". Nella prima parte ampio spazio è stato concesso all'analisi approfondita dei primi tre Comandamenti che costituiscono il corpo più 'spirituale' delle Tavole della Legge; "L’unica grande bestemmia è quella di far diventare Dio un idolo in nome del quale istigare la gente a uccidere i propri simili. 'Non nominare il nome di Dio invano' vuol significare ‘non rendere vano Dio’, non rendere vana la tua vita", ha detto Roberto. Nella seconda parte invece gli altri sette Comandamenti possono riallacciarsi – su più ampia scala - a norme (di 'comportamento') sociali, politiche e culturali che si prestano ad interpretazioni diverse come ce ne può venire dalla Bibbia ‘in primis’ e quindi da secoli di Storia, di dibattito, di letture e di scritti, e che Benigni ha il pregio di calare qualche volta (ma meno di altre volte) nelle questioni primarie che ci riguardano da vicino ai giorni nostri. Ha esordito dicendo che "la politica in questo momento non esiste: meglio buttarsi su Dio" e proseguito con un "solo un miracolo ci può salvare: infatti Renzi è andato in Vaticano", quindi, ancora rivolto al Presidente del Consiglio Renzi, se n’è uscito con una delle sue battute ‘velenose’: "Renzi al posto dell'Italicum vorrebbe il Vaticanum, chi viene eletto governa a vita", ed un ulteriore, divertente e scherzoso riferimento alla cronaca dei giorni della performance televisiva è scaturita da "sono contento di vedervi qua a piede libero, con l'aria che tira a Roma, siamo riusciti a trovare gli incensurati; abbiamo avuto il permesso della Rai, della questura, della banda della Magliana... possiamo cominciare", così messa da parte la stretta attualità è partito vento in poppa e vele spiegate nel suo ‘viaggio’ attraverso la magnificenza dei Comandamenti. Il comico e regista toscano, con la grande capacità persuasiva che è in suo potere, e così com’è successo precedentemente per gli altri monologhi, non ha faticato molto a convincere lo spettatore di quanto egli sia innamorato della vita; guardando a Dio da anticlericale ma affascinato dal mistero e dalla spiritualità che lo circondano e trasmettendo questa fascinazione, da persona entusiasta, a chi lo ascolta. E, dopo un preambolo storico introduttivo, riesce a comunicare bene l'importanza dei Comandamenti, senza virtuosismi, senza colpi di genio, senza strafare e con pochi riferimenti all'attualità (solo un paio; uno sul fanatismo religioso dei terroristi dell'Isis, un altro al diritto del lavoro, qualche frecciata all’indirizzo del malaffare: "Politici, consiglieri, imprenditori hanno violato tutti e Dieci i Comandamenti, forse perché sapevano che stavo per arrivare; ora stanno arrestando tutti. Il tema era la Bibbia, ma adesso bisogna parlare di… Rebibbia"), ma solo con il supporto di un eloquio appropriato e coinvolgente. Poi, oltre le parole, sono gli occhi, la gestualità concitata del corpo e delle mani, a testimoniare della genuinità del suo credo. Sottolinea con i toni irridenti che riconosciamo in lui l’attualità del comandamento 'Non Rubare'. Magnifico poi l’invito a ‘coltivare’ il silenzio: "Il senso d’ogni cosa è nel silenzio; pensate quanto ce ne sarebbe bisogno ai giorni nostri: siamo sempre ‘connessi’ con tutto il mondo ma ‘disconnessi’ con noi stessi. Manca il coraggio di restare da soli con se stessi. Ma i Comandamenti ci suggeriscono di fermarci per un momento di riflessione: siamo andati talmente veloci con il corpo, che la nostra anima è rimasta indietro. Se non ci fermiamo rischiamo di perdere per sempre la nostra anima".

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA


NOTE TECNICHE
Il Film

I DIECI COMANDAMENTI
(I Dieci Comandamenti)
Italia, 2014, 206’
Regia: Stefano Vicario
Cast: Roberto Benigni.
Informazioni tecniche del DVD

Video: 1,78:1 Anamorfico
Audio: Italiano Dolby Digital 2.0 (384 kbps)
Distributore: Melampo/General Video/CG Entertainment [2 DVD]

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