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DIVORZIO ALL'ITALIANA di Pietro Germi in Blu-Ray

 

Divorzio all'italiana” arriva nel formato in High-Definition grazie a Cristaldi Film e CG Home Video e ci offre l’occasione per ricordare l’importanza di un film assolutamente epocale. Il film diretto da Pietro Germi rappresenta una delle pagine più significative della Commedia all’Italiana che tanto consenso ha ottenuto in tutto il mondo negli anni Sessanta ed ha dato direttamente il nome al fortunato fenomeno cinematografico.

Inizialmente venne accolto con una certa freddezza ma poi sia la critica che il pubblico (al botteghino) ne decretarono l’indiscusso successo. All’epoca venne celebrato all’estero e si aggiudicò un Oscar per la Migliore Sceneggiatura assieme a due importanti ‘Nomination’ per la Migliore Regia e per il Miglior Attore Protagonista (per Marcello Mastroianni). L’aspetto farsesco e la satira incisiva e corrosiva contro il famigerato articolo 587 del Codice Penale (sarà abolito soltanto nel 1981) che consentiva il delitto d’onore – una questione tutta nostrana -, frutto di una magnifica sceneggiatura, sono gli elementi di spicco assieme alla regia di Pietro Germi e all’interpretazione non solo di Mastroianni ma di un cast in assoluto stato di grazia. La popolarità del film venne costruita su un’ambientazione siciliana, sul costume e sui retaggi culturali del tempo e sui riferimenti ai numerosi fatti di cronaca (legati a parole chiave come ‘onore’ e ‘corna’) che all’epoca si venivano ad apprendere dalla lettura dei giornali. Germi nel 1955 aveva diretto e interpretato una delle sue opere più importanti, “Il ferroviere”, un film drammatico preso ad esempio tra i più importanti del Neorealismo; a questo seguivano altri lavori assai apprezzati (“L'uomo di paglia” del ’58 e “Un maledetto imbroglio” del ‘59), ma nel 1961, quando realizzava “Divorzio all’italiana”, scritto con Ennio De Concini e Alfredo Giannetti, cambiava repentinamente il registro espressivo votandosi alla commedia grottesca. La storia raccontata, ambientata nell’immaginario paese di Agromonte, nella provincia catanese, è quella nota ai più del non più giovanissimo barone Ferdinando Cefalù (Marcello Mastroianni) che si invaghisce di una splendida ragazza sedicenne, sua cugina Angela (Stefania Sandrelli), e pur di raggiungere lo scopo di far sua (e di sposare) la giovinetta architetta un piano per sbarazzarsi della moglie Rosalia (Daniela Rocca) – il divorzio non era ancora consentito - spingendola al tradimento con un antico pretendente, il pittore Carmelo Patanè, in modo da coglierla in flagrante e ucciderla beneficiando delle attenuanti di legge (un minimo di pena da scontare) garantitegli dal “delitto d’onore”. Il regista genovese, pure con il magnifico supporto di interpreti di contorno di grande incisività (da Leopoldo Trieste a Lando Buzzanca a Odoardo Spadaro) e toni accentuati, racconta di una Sicilia schiava di antichi retaggi sociali e culturali, spesso frutto di semplice ignoranza; è il ritratto impietoso di una società retrograda ed arcaica. Prova superlativa di Marcello Mastroianni che disegna abilmente il suo indimenticabile personaggio sempre tirato a lucido in pubblico, con capelli e baffetti impomatati. Si racconta che Mastroianni non fosse stato la prima scelta per Germi nel ruolo del barone Cefalù ma poi fu convinto dallo stesso attore oltremodo determinato ad ottenere la parte.
Più che confortevole la visione del film in Alta Definizione; visione favorita anche dalle immagini in Bianco & Nero che consentono di attenuare eventuali imperfezioni del trasferimento. Gli Extra prevedono: lo speciale “Germi e il suo cinema”, Ciak provini, uno speciale Sandra Milo, interviste a Stefania Sandrelli, Lando Buzzanca ed Ennio De Concini, galleria fotografica, locandina originale, Premi Cristaldi Film.


(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Il racconto di Pietro Germi: «Inizialmente per “Divorzio all’italiana” avevamo pensato a un film drammatico: ma gli aspetti paradossali di queste vicende non riuscivano a fondersi con gli elementi tragici. D’altronde come si può costruire un dramma nella cornice siciliana, in un mondo dove, per fare un esempio banale, ho visto con i miei occhi un ballo di soli uomini nella sede di un circolo comunista? (N.B. l’episodio è riportato nel film in una delle scene più gustose) (..) Così, mano mano che la sceneggiatura progrediva e il film prendeva forma, ci accorgemmo che non era possibile evitare agli elementi francamente comici di sopraffare quelli drammatici, sicché ci venne naturale scegliere il tono grottesco, che veramente è l’unico adatto a queste storie incredibili di delitti d’onore: è triste che vi siano lutti e sangue, ma tutto il resto, pensieri, atti, fatti che circondano e fanno da sfondo al delitto son cose non sai se più ridicole o sciocche. (..) Io non giudico, sia chiaro. Racconto, e mi piace raccontare cose nostre e vere. Non solo difetti, ma situazioni legate alle nostre particolari condizioni economiche, familiari, culturali e religiose. La vena comica l’ho tirata fuori, affrontando un tema non di costume, ma di mentalità. Il grottesco è tutto qui, aver confuso il sesso con l’onore e avere avallato questa confusione con un articolo di legge, l’articolo 587, per essere precisi. Il delitto d’onore era una vergogna di cui arrossire. Bisognerebbe leggersi i resoconti di certi processi celebri, c’è da piangere, ma anche da ridere: l’assassino è un martire e un eroe. La folla, i giorni con lui. E non parliamo delle tirate degli avvocati difensori. A leggere c’è da allibire, semplicemente. E magari l’assassino ha ucciso per un sospettoo anche per niente, come nel caso di quella ragazza che tirò una fucilata al giovane col qualre era stata fidanzata. Ma un fidanzamento rotto, in certi ambienti, è una condanna al disonore perpetuo per la donna. (..) Forse di tutte le regioni italiane, la Sicilia è quella che sento più vicina al mio temperamento e da cui sono particolarmente attratto. Purtroppo tanto mi attira la natura altrettanto mi respinge un certo aspetto del costume, ancora rigidamente legato alla vecchia tradizione musulmana, eguale oggi come quando andai per la prima volta in Sicilia ai tempi di “In nome della legge”».

Questo invece il ricordo di Marcello Mastroianni: «Sul lavoro (Germi) non era affatto difficile, però non parlava mai. Lo dicevano un nevrotico, un introverso, forse lo sarà anche stato e magari celava questi suoi problemi dietro una maschera da omaccio rude e di poche parole che mastica il sigaro. Insomma, se alla fine io arrivai a fare questo film fu perché, su suggerimento di Notarianni, mi feci fare delle fotografie con i capelli tutti lisci e li pettinai così, sulla convenzione siciliana: cioè anche io, come un americano, pensai che un barone siciliano dovesse avere i capelli lisci anche se magari li ha ricci, come quelli di tutti gli italiani inclusi i miei. Germi vide queste foto e solo allora si convinse che potevo fare il ruolo».
E ancora ecco come Alberto Sordi commentò il fatto di non essere stato scelto per il ruolo del barone quando sembrava essere proprio l’interprete ideale di Germi: «Essere sotto contratto, per un attore, è un disastro. Io ho fatto questo errore per molti anni, con De Laurentiis, e mi è costato: non ho potuto fare “Divorzio all’Italiana”, che Germi mi aveva proposto Ma De Laurentiis non voleva. Nella mia carriera ho solo il rimpianto di non aver potuto fare quel film e “Il sorpasso”».

 

I premi vinti da “Divorzio all’italiana”:
-Oscar Miglior Sceneggiatura Originale 1962 a Ennio De Concini, Pietro Germi e Alfredo Giannetti
-Nastro d'Argento 1962 al Miglior Attore Protagonista a Marcello Mastroianni
-Nastro d'Argento 1962 al Miglior Soggetto a Ennio De Concini, Pietro Germi e Alfredo Giannetti

 

Galleria immagini


(immagini per cortese concessione della Cristaldi Film/CG Home Video)


NOTE TECNICHE
Il Film

DIVORZIO ALL‘ITALIANA
(Divorzio all‘italiana)
Italia, 1961, 105’
Regia: Pietro Germi
Cast: Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli, Daniela Rocca, Leopoldo Trieste, Lando Buzzanca, Odoardo Spadaro, Antonio Acqua, Pietro Tordi, Renzo Marignano, Renato Pinciroli, Margherita Girelli, Angela Cardile, Ugo Torrente, Bianca Castagnetta, Giovanni Fassiolo, Ignazio Roberto Daidone, Francesco Nicastro, Edy Nogara, Daniela Igliozzi, Laura Tomiselli, Saro Arcidiacono, Bruno Bertocci.

Informazioni tecniche del Blu-Ray

Aspect ratio: 1.85:1 / HD 1920x1080p/AVC
Audio: Italiano DTS-HD Master Audio 5.1
            Italiano DTS-HD Master Audio 2.0
            Italiano Dolby Digital 5.1
            Italiano Dolby Digital 2.0
Distributore: Cristaldi Film/CG Home Video

 

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