Cinema

LE BELVE: CONFERENZA STAMPA

 
Si è tenuta il 25 settembre a Roma, nella più che consona cornice della Casa del Cinema di Villa Borghese, la conferenza stampa di presentazione del nuovo film di Oliver Stone, "Le Belve" ("Savages"). Presenti, oltre al regista di “Platoon”, “Nato il 4 luglio” e “J.F.K.”, due degli interpreti: John Travolta e Salma Hayek.
 

 

Casa del Cinema 25 settembre 2012
In giro per l’Europa a promuovere l’ultimo film del regista di “Platoon”, “J.F.K.”, “Nato il 4 luglio”, “The Doors” e “Alexander”, il tre volte premio Oscar Oliver Stone, John Travolta e Salma Hayek (su alcune piazze avvicendata da Benicio Del Toro) sono approdati a Roma per la rituale conferenza stampa di presentazione de “Le belve”, in uscita sui nostri schermi il 25 ottobre (invece già nelle sale negli Usa dal 6 luglio a racimolare la cifra non proprio incoraggiante di 47mln di $ a fronte di un budget di 45). Nel cast un mix di attori di primissimo piano accanto ad altri in forte crescita: oltre ai già citati Travolta, Del Toro e Hayek, ci sono Uma Thurman, Emile Hirsch e Blake Lively al fianco dei protagonisti Taylor Kitsch e Aaron Johnson.
Oliver Stone, che con Tarantino sceneggiatore aveva realizzato “Assassini Nati”, è stato ammaliato dal romanzo ‘pulp’ – il regista l’ha definito «il thriller più originale che abbia mai letto», affascinato dall'originalità e dall'imprevedibilità della storia - di Don Winslow che è diventato anche sceneggiatore del film: un ‘noir di giorno’ qualcuno l’ha etichettato. Il romanzo best seller di Don Winslow è stato indicato dal New York’s Time come uno tra i migliori dieci libri del 2010. Prova, Oliver, a tracciare un percorso per il suo cinema quando dice: «Sono nato in un’epoca nuova per gli Stati Uniti e sono stato educato in maniera conformista, mio padre mi diceva sempre che per andare avanti non bisogna mai dire la verità, nella mia vita poi ho sempre cercato di spiegarmi – e di trasmetterlo al pubblico dei miei film - quello che accadeva intorno a me». “Le belve” (“Savages” il titolo originale) ruota intorno ad una lotta per il controllo di un traffico di stupefacenti che scatena gli istinti più bassi ed incontrollabili. Spiega Stone: «Una vicenda di sopravvivenza; tutti sono belve selvagge, è la droga a renderli tutti tali, e chi non lo è all'inizio lo diventa in seguito. Alla fine del film molti dei personaggi saranno venuti meno a quello in cui credevano. Ho dovuto apportare modifiche al romanzo originale, riducendo a 20 le circa 350 scene narrate nel libro». Continua poi: «Il film può essere suddiviso in tre parti; una prima con questi giovani belli che sembrano avere il mondo ai loro piedi, un secondo atto che si trasforma in un violento noir messicano, ed una terza parte che è vero e proprio western. È al contempo un film nuovo e vecchio. Ho notato che ultimamente i film sono tutti cupi, bui, non si riesce più a distinguere bene le facce degli attori. Questo invece è un film luminoso, come i film di Sergio Leone, nel quale si crea il giusto equilibrio tra la violenza da una parte e la bellezza del paesaggio dall'altra». Ed ha un finale originale in perfetto stile western. Sulla lotta condotta dalle autorità americane per debellare il cancro del traffico internazionale di droga Stone è esplicito: «Da quarant'anni gli Usa combattono una guerra interminabile contro il narcotraffico proveniente dalle frontiere con il Messico; inutilmente. Troppe cose non funzionano, ci sono troppi interessi e troppi profitti in ballo, non finirà mai. Anche perché l’equivoco maggiore deriva dal fatto che non sempre appare chiaro che il problema principale non è chi fa uso di droghe ma chi le mette in commercio traendone benefici». E sulla possibile rielezione di Obama Oliver chiosa: « Spero che venga rieletto Obama: se vincesse Romney torneremmo indietro ai tempi di Bush, se vince Obama ci resterebbe un po’ di speranza».

La presenza di John Travolta nel film ha fatto immediatamente scattare in molti la fascinazione per trovarvi una possibile continuità con “Pulp Fiction” ma l’attore così ha raccontato dell’esperienza con Stone: «Era da tanto tempo che volevo lavorare con Oliver ed ho accettato subito senza pensarci; poi mi sono accorto che il personaggio affidatomi era addirittura migliore che nel romanzo. Mi sono messo a studiarlo, ho pure incontrato un vero agente antidroga, ho lavorato sull'aspetto fisico e ho costruito un personaggio camaleontico e sgradevole, pronto ad adattarsi a qualsiasi delle situazioni in cui si trova coinvolto». Immancabile - come il prezzemolo messo su ogni pietanza - una domanda rivolta a Travolta (che oggi ha 58 anni!) circa l’eventualità di riportare in vita il personaggio di quel Tony Manero che l’ha reso celebre con “La febbre del sabato sera” (nel lontano 1977: sono passati 35 anni!), domanda cui l’attore ha risposto con la consueta cortesia non priva di una certa ironia: «Non sono un grande appassionato di sequel - anche se a Manero avevo dato una continuità con “Stayin’ Alive” (diretto da Sylvester Stallone, N.d.R.) - perché preferisco avventurarmi in progetti sempre nuovi. Difficile per me immaginare dove sarebbe o cosa farebbe quel personaggio che allora era un sognatore, oggi francamente non saprei». Quindi si lascia andare ad una considerazione personale: «In fondo io sono un attore che dipende dalla cortesia degli sceneggiatori, il mio compito è quello di dare vita ai personaggi e preferisco certamente scoprirne di nuovi».

Le atmosfere ‘cool’ del cinema pulp anni ’90 hanno sovente visto Salma Hayek protagonista, soprattutto sotto la regia di Robert Rodriguez, e l’attrice di “Frida” non si è sottratta dal fare un paragone tra questo film e quelli di allora: «Robert (Rodriguez) si muove sulla stessa lunghezza d’onda di Tarantino, ed entrambi hanno elaborato sullo schermo realtà appartenenti ad altri film, mentre invece Oliver fa del suo cinema una sorta di indagine giornalistica assai più aderente alla quotidianità. Così anche la violenza insita in questi film appartiene a contesti diversi». E sul modo di lavorare con gli attori di Stone ha aggiunto: «Oliver è un regista straordinario, molto attento nel chiedere ad ogni attore di aggiungere qualcosa ai loro personaggi tanto che molti dei dialoghi che abbiamo improvvisato sul set sono stati poi aggiunti alla sceneggiatura. Mi dispiace molto invece per una scena con Benicio Del Toro, secondo me molto riuscita, che è stata esclusa dal ‘final cut’». Poi «A chi dice che il film è troppo violento – ha aggiunto Salma – rispondo ‘non è forse la realtà addirittura peggiore?’. Sarebbe importante per chi vede questo film comprendere quanto pericolosa sia la droga: ogni volta che qualcuno ne vende una certa quantità c’è anche qualcuno che muore. Il mio personaggio? Ci sono molti esempi di donne che hanno preso in mano le attività criminali dei loro uomini, le donne hanno più fiuto. Per interpretare il mio personaggio ho avuto modo di conoscere una ‘signora della droga’, la quale ha preso in mano le redini dell’attività condotta da suo marito quando questi è stato arrestato, ed una volta che l’uomo è uscito di prigione ed è stato ucciso lei si è impossessata del denaro ed è fuggita via per rifarsi una vita». Le fa eco Travolta che aggiunge: «La guerra è alimentata dal denaro e dalla ricerca del denaro. In tempi di crisi si pensa sempre a guerreggiare come se la guerra fosse l’unica via d'uscita, ma non è così». Sul suo nuovo progetto, che ha per oggetto la storia americana Stone spiega: «Sto portando a termine una serie in 10 capitoli sulla storia americana; è un progetto complesso, che mi ha portato via 4 anni di lavoro, che uscirà il 12 novembre e parlerà anche di Obama».

(Luigi Lozzi)                                           © RIPRODUZIONE RISERVATA

Galleria Fotografica   

 

(immagini per cortese concessione di Universal Pictures Italia)

 

LE BELVE: IL FILM

Note tecniche
LE BELVE (Savages)
Usa, 2012, 131’
Regia: Oliver Stone
Cast: Blake Lively, John Travolta, Aaron Johnson, Uma Thurman, Salma Hayek, Emile Hirsch, Benicio Del Toro, Taylor Kitsch, Joel David Moore, Mia Maestro, Demiàn Bichir
Tratto dal: romanzo di Don Winslow
Prodotto da: Moritz Borman & Eric Kopeloff
Musiche: Adam Peters
Sceneggiatura: Shane Salerno, Don Winslow e Oliver Stone
Fotografia: Dan Mindel
Montaggio: Joe Hutshing, Stuart Levy, Alex Marquez
Distribuzione: Universal Pictures Italia

 

Sinossi

Due amici d’infanzia, Ben (Aaron Taylor-Johnson), doppia laurea in economia e botanica, buddista e dall’indole del benefattore, e l’ex Navy Seal ed ex mercenario in Afghanistan e Iraq, Chon (Taylor Kitsch), mettono in piedi un redditizio business a Orange County in California, producendo marijuana della migliore qualità. E con la bella Ophelia (Blake Lively) hanno costruito un triangolo (anche amoroso) ben funzionante. Tutto scorre nel migliore dei modi fino a quando un cartello di trafficanti messicani non mette gli occhi sulla loro attività e decide di appropriarsene. I narcotrafficanti per convincere i due a lavorare per loro rapiscono la loro amante. Da una parte la spietata ‘La Reina’ Elena (Salma Hayek) ed il suo fido e brutale ‘esecutore’ Lado (Benicio Del Toro), dall’altra il trio sostenuto dal corrotto e doppiogiochista agente della DEA Dennis (John Travolta), si scatena una guerra selvaggia e senza esclusione di colpi… 

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