I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA TV (6^ Parte)

 

 

I vecchi cari sceneggiati di culto di una volta e qualcosa di più recente che Rai Eri (un tempo Rai Trade) ha pubblicato per la gioia degli appassionati. Un recupero filologico ed un prezioso tesoro di una TV che non c’è più.

 

GIANNI E IL MAGICO ALVERMAN” (B&N, 1965, 472’, 4 DVD Rai Trade) di Senne Rouffaer. Si tratta di un formidabile recupero e di un vero e proprio asso nella manica per Eai Trade. Coloro che hanno qualche anno in più ricorderanno quando nella “TV dei ragazzi” fece il suo esordio nel gennaio 1970 questo sceneggiato ‘fantasy’ del 1965 di produzione belga che da allora non è stato più replicato e si era persa la speranza di poterlo mai rivedere, anche per le cattive condizioni di conservazione in cui versava. Di recente è stato possibile fare una rimasterizzazione del video ed è stata pure recuperata l’originaria colonna sonora. I 16 episodi (di 25’ l’uno) sono stati assemblati in un cofanetto di 4 DVD (più fascicolo monografico) per raccontare la storia (ambientata tra il 600 e il 700) di Gianni, un ragazzo come tanti, intrigato dall’avventura, e di Alverman, una sorta di folletto in grado di svelare alcuni inarrivabili segreti che aiuta Gianni a scacciare i malintenzionati che minacciano il suo villaggio.

 

 

 

 

ORLANDO FURIOSO” (Colore, 1975, 310’, 2 DVD RaiEri/RaiTeche) di Luca Ronconi. Sceneggiato TV in 5 puntate (andato in onda ogni domenica in prima serata a partire dal 16 febbraio 1975 in bianconero) tratto dal celebre poema, e approdato nelle sale cinematografiche l’anno prima in una versione di 113 minuti per il cinque centenario della nascita di Ludovico Ariosto, è uno dei fiori all’occhiello della nostra televisione dei ’70. Ebbe la sua genesi artistica al Festival dei Due Mondi di Spoleto del 1969 con un celebratissimo spettacolo-happening, ed è servito dal contributo artistico di Vittorio Storaro (per la fotografia) e di Giancarlo Chiaramello (per le musiche). Opera che, per la natura anticonvenzionale e sperimentale, ebbe un basso indice di ascolto e di gradimento e va assolutamente recuperata perché lo spettatore odierno dispone degli strumenti necessari per apprezzarlo.

 

 

 

PAGANINI” (Colore, 1976, 251’, 2 DVD RaiTrade/RaiTeche) di Dante Guardamagna. Un altro importante successo della Rai lo sceneggiato che ripercorre la vita avventurosa e singolare del geniale violinista vissuto nell’Ottocento, girovago per corti e teatri d’Europa, dal momento in scopre la frenetica vocazione per la musica (a quindici anni suona già alla corte della principessa Elisa Bonaparte Baciocchi) fino al giorno della sua morte, avvenuta a Nizza il 27 maggio del 1840. Tino Schirinzi veste i panni di Niccolò Paganini mentre le esecuzioni musicali sono di Salvatore Accardo. Dietro quella sublime attitudine per la musica si cela un animo inquieto e torbido, seduttore capriccioso dalla vita sregolata ma anche uomo insicuro ed instabile, spesso vittima di crisi depressive.

 

 

IL TRIO: I PROMESSI SPOSI” (Colore, 1990, 236’, 2 DVD RaiEri) di Massimo Lopez, Anna Marchesini e Tullio Solenghi. Il romanzo manzoniano nell’interpretazione parodistica ed assolutamente libera del Trio Lopez-Marchesini-Solenghi rimane ancor oggi uno dei programmi ‘cult’ della televisione italiana. Venne realizzato nel 1990 sfruttando gli stereotipi del celebre sceneggiato diretto da Sandro Bolchi (ed interpretato da Nino Castelnuovo e Paola Pitagora nel ‘67) saldatisi nell’immaginario televisivo. Si va dalla parodia alla soap opera, dalla situation comedy ai monologhi di stampo teatrale, dal musical al varietà, con il brio e l’effervescenza dei tre affiati mattatori. Tra le guest star presenti ricordiamo Pippo Baudo nei panni di Azzeccagarbugli e Wanna Marchi in quelli di una venditrice di unguenti contro la peste.

 

 

 

WALTER CHIARI – FINO ALL’ULTIMA RISATA” (Colore, 2012, 203’, 2 DVD RaiEri/RaiFiction) di Enzo Monteleone. Sul versante fiction è apprezzabile l’impegno della Rai nella realizzazione di biopic. Come questo dedicato a Walter Chiari, un autentico mattatore dello spettacolo italiano, tra i più amati al cinema e in televisione, ma anche un uomo che ha subito torti dalla giustizia (quando è stato arrestato con l’accusa di possesso di cocaina e di fatto distrutto la sua carriera) ed è stato dimenticato ed accantonato troppo frettolosamente. Felice quindi la scelta di ripercorrere la sua travagliata vicenda (è Alessio Boni ad interpretarlo), la sua intensa vita sentimentale, le relazioni con alcune delle più belle donne del mondo (una giovane Lucia Bosè, la ‘Diva’ Ava Gardner, Alida Chelli, la donna dalla quale ha avuto un figlio).

 

 

IL SOGNO DEL MARATONETA” (Colore, 2012, 190’, 2 DVD RaiEri/RaiFiction) di Leone Pompucci. Altro biopic con cui si racconta la vicenda epica di Dorando Petri, il maratoneta protagonista di un episodio passato alla storia quando venne squalificato dopo aver vinto la Maratona alle Olimpiadi di Londra del 1908. Petri sfinito, a pochi metri dall’arrivo, si piegò sulle gambe finendo per terra, e con l’aiuto di due giudici che lo soccorsero tagliò comunque primo il traguardo. La sua vittoria venne annullata e Dorando divenne per tutti l’emblema dell’atleta sfortunato. La regina d’Inghilterra, impressionata dal fatto, assegnò al maratoneta una speciale coppa in onore della sua sventurata corsa. Nei panni di Petri troviamo Luigi Lo Cascio.

 

 

IL GENERALE DELLA ROVERE” (Colore, 2011, 216’, 2 DVD RaiEri/RaiFiction) di Carlo Carlei. Tratto dal best-seller firmato da Indro Montanelli e precedentemente portato sul grande schermo da Roberto Rossellini (con Vittorio De Sica protagonista) nel ’59, è stato di recente trasposto per il piccolo schermo da Carlo Carlei (e con Pierfrancesco Favino nel ruolo che fu del grande Vittorio). Per chi ne fosse all’oscuro la fiction riporta alla memoria uno dei casi più noti della storia della Resistenza Italiana, quello di Giovanni Bertoni, capitano dei bersaglieri meglio conosciuto come Generale della Rovere, ritenuto (presunto) doppiogiochista al soldo dei Nazisti finì tra i cosiddetti “martiri di Fossoli”, fucilati per rappresaglia nel luglio ’44.

 

 

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA