FATHER MOTHER SISTER BROTHER di Jim Jarmusch in Blu-Ray

Presentato in concorso all’82° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, dove si è aggiudicato il premio più prestigioso, il Leone d’oro, “Father Mother Sister Brother” è stato diretto da Jim Jarmusch, uno dei beniamini del pubblico dei festival del Cinema ovviamente ottenendo il consenso sia degli spettatori che della critica. Il film ora arriva sul mercato dell’Home Video, in una rassicurante edizione Blu-Ray, grazie a Lucky Red che lo ha proposto nelle sale e a Plaion Pictures che l’ha distribuito.
Si tratta di un lungometraggio in tre parti che racconta i legami familiari fragili di tre nuclei in altrettanti paesi (Usa, Irlanda, Francia) mentre si trovano ad affrontare momenti completamente diversi tra loro, partendo dal presupposto di una presunta e armoniosa solidità. “un viaggio alla scoperta del più grande paradosso nel cuore del vuoto – ha scritto qualcuno -, dove si nasconde probabilmente il segreto del sentimento.

Una magnifica partitura”. Una sorella e un fratello quarantenni si ritrovano a mantenere un padre squattrinato che li invita a visitarlo solo quando ha bisogno di un aiuto economico; due sorelle, anche loro over 40, vanno a prendere il the dalla madre, famosa scrittrice, e fanno a gara per sembrarle più riuscite di quello che sono; due gemelli, maschio e femmina, intorno alla ventina devono confrontarsi con la morte dei genitori, scomparsi in un incidente con l’aeroplanino che guidavano. Nel cinema di Jim Jarmusch hanno convissuto nel tempo più stili ma egli ha quasi sempre tratteggiato personaggi marginali e bizzarri, disegnati di sorridente malinconia. Con questo suo film minimalista, il regista, poeta stralunato e sarcastico, considerato uno dei più importanti cineasti del cinema indipendente statunitense, ci indica l’universalità di tutte le famiglie nonostante le loro differenze formali (e a differenti latitudine) ed estetiche, incentrando il racconto su un lessico famigliare e con la massima eleganza formale, ma con dinamiche leggermente disfunzionali. In tutti e tre gli episodi ci sono o un padre o una madre o un fratello o una sorella, mai tutti e quattro
insieme, assecondando pur sempre l’idea che anche coloro che sono assenti sulla scena della narrazione facciano comunque parte del quadro d’insieme, ovvero di famiglie spaccate, assenti e soffocanti. Una sorta – potremmo dire giocando sulle parole – di straniante aggregata disgregazione della famiglia consapevole del proprio fallimento. Il disegno (in un trittico) di rapporti familiari emotivamente inerti, un film sul silenzio e sull’intervallo, sospeso nello spazio di uno breve incontro. In ciascuno dei tre racconti ci si attendono accadimenti che invece non accadono, si intuisce ci sia qualcosa di sotterranee, di non detto che invece non affiora mai in superficie. Siamo dinanzi a tre appartamenti, a tre coppie di fratelli/sorelle, a tre visite fatte ai genitori. Nessuno dei personaggi di questo universo dice la verità fino in fondo – i silenzi fanno parte del copione tanto quanto i dialoghi – e tutti sono impegnati a ricoprire il ruolo loro assegnato in famiglia, probabilmente
da sempre, come capita ad ognuno di noi. Si beve tè e caffè, e tanta acqua, e (in verità) si cerca di sfuggire alla domanda più delicata («Come stai?») che richiederebbe un imbarazzante approfondimento (forse) doloroso e inaccettabile, perché diventa evidente la percezione di non poter mai davvero conoscere i propri genitori: il regista (nativo di Akron, in Ohio) indaga le relazioni familiari a modo suo. Se una qual maniera di dare identità (inconscia) comune ai nuclei c’è questa potrebbe essere rappresentata dalle scelte del costumista Anthony Vaccarello che, ad esempio, nella prima parte di questo trittico minimalista, amalgama Tom Waits (il padre), Adam Driver e Mayim Bialik (i figli) attraverso il color vinaccia di pullover o degli interni dei cappucci che i tre indossano. Ad avere la meglio, su tutto l’insieme, c’è una forma di intima e sospesa poesia, costruita su silenzi emozionanti e su una naturale goffaggine con l’ironia a farla da padrone. In “Father Mother Sister Brother” si respira un’aria esistenziale che non è mai pessimismo a tutti i costi ma forse è semplicemente struggimento poetico. Jim ha talento nel saper trasformare e rendere vibrante un qualcosa che non possiede apparente senso logico. Che il regista 73-enne, avesse una certa dimestichezza con i film a episodi lo avevamo già appurato in passato con film come “Mystery Train – Martedì notte a Memphis” (1989), “Taxisti di notte” (1991) e “Coffe and Cigarettes” (venne presentato fuori concorso proprio a Venezia nel 2003), e qui non fa che ribadire questa sua peculiarità. «Volevo girare un film diviso in capitoli ma senza che apparissero separati – ha raccontato il regista in un’intervista -, non mi piace mai quel tipo di struttura. Li
immaginavo come un movimento unico nel quale ognuno di essi rimandava all’altro. Per questo li ho scritti come se fossero un pezzo musicale in cui i passaggi sono sempre collegati fra di loro». Il cast è superbo; oltre ai già citati Waits e Driver, troviamo (tra gli altri) Kate Blanchett, Charlotte Rampling, Vicky Krieps. Il film di Jarmusch ricorda in qualche misura, sul fronte della malinconia, “I Tenenbaum” (2001) di Wes Anderson. E, per nulla banalmente, il film ha vinto il Leone d’oro alla 82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel settembre 2025.
TECNICA
Il film di Jim Jarmusch che ha trionfato al Festival di Venezia, portandosi dietro critiche e polemiche per le scelte della Giuria non condivise da molti, è approdato in Home Video con un Blu-Ray tecnicamente impeccabile, targato Lucky Red e distribuito da Plaion Pictures. Tenendo in considerazione che si tratta di un film intimista che non esalta le componenti spettacolari si Audio e Video va detto che alla prova dei fatti la visione domestica è più che soddisfacente. Ricordiamo che “Father Mother Sister Brother” è un film a episodi suddiviso in tre
capitoli ambientati in altrettanti Paesi (Stati Uniti, Dublino e Parigi), in cui l’argomento centrale è costituito da legami familiari visti in differenti sfaccettature; siano esse la loro forza ma anche la distanza che si creano fra i protagonisti, tra bugie, silenzi imbarazzati ed affettività trattenuta. Il comparto video, per mezzo di un equilibrato utilizzo dei cromatismi, mette in evidenza la cura per i dettagli della narrazione (persino le espressioni dei volti o gli impercettibili movimenti e i cambi di espressione dei protagonisti) che producono empatia con lo stile e la poetica cinematografica messi in gioco da Jim Jarmusch. Il comparto Audio poggia su un DTS HD 5.1 (sia in italiano che nell’originale inglese) che è obbligato a riprodurre quasi esclusivamente dialoghi pacati e tranquilli, senza picchi sonori o ambientali per la scarsa dinamicità della storia. In più sottolineiamo la scarsissima presenza di commento sonoro che in qualche modo avrebbe potuto determinare una scintilla. Praticamente assenti i Contenuti Extra vista la presenza del solo Trailer originale.
(Luigi Lozzi) © RIPRODUZIONE RISERVATA
NOTE TECNICHE
Il Film
FATHER MOTHER SISTER BROTHER
(Father Mother Sister Brother)
Usa/Irlanda/Francia, 2025, 111’
Regia: Jim Jarmusch
Cast: Cate Blanchett, Adam Driver, Charlotte Rampling, Mayim Bialik, Sarah Greene, Vicky Krieps, Tom Waits, Indya Moore, Luka Sabbat.
Informazioni tecniche del Blu-Ray
Video: 1080p Alta Definizione 24 fps 1.85:1
Audio: Italiano , Inglese DTS HD Master Audio 5.1
Distributore: Lucky Red/Plaion Pictures

