DRACULA – L’AMORE PERDUTO di Luc Besson in 4K ULTRA-HD

Dracula, assieme a Frankenstein, ribadisce di essere di essere il personaggio più iconico del cinema Horror viste le innumerevoli trasposizioni cinematografiche: solamente nel 2025 sono state ben tre. La firma è quella di Luc Besson e “Dracula – L’amore perduto”, marcato Lucky Red, arriva sul mercato dell’Home Video in una pregevole (come sempre) edizione ‘da collezione’ Limited Edition 4K UHD + Blu-ray pubblicata nella collana Midnight Factory e distribuita da Plaion Pictures.
Quello del vampiro è uno dei miti più imperituri di Hollywood. Il personaggio, si sa, è tratto dal romanzo di Bram Stoker che, riprendendo una leggenda popolare transilvana, parlava di un crudele principe di Valacchia
del 15° secolo di nome Vlad Dracul, detto l’Impalatore, baluardo insormontabile della Cristianità per i turchi invasori sulle cui armi campeggiava un drago, in romeno ‘dracul’ che divenne il suo soprannome mentre della sua sete di sangue sappiamo quasi tutto dalle numerose versioni cinematografiche (la più acclamata quella di Francis Ford Coppola). Al cinema il vampiro ha beneficiato di due diverse identità: il Nosferatu di Murnau, calvo, con gli occhi cerchiati di nero e le unghie lunghe e aguzze, dalla sottile e malinconica seduttività, nel quale si riflettevano le inquietudini della cultura tedesca del primo Novecento ed il Dracula celebre ed unico di Bela Lugosi (interprete anche della versione teatrale a New York prima di essere ingaggiato per il film e al quale il solo Christopher Lee ha conteso il primato in epoca successiva), entrato nell’immaginario collettivo. La caratterizzazione grottesca e perfetta dell’attore ungherese (l’accento, gli occhi scintillanti ed il volto da lupo, l’atteggiamento impassibile, una qual certa sfumatura di depravazione sessuale) diede a lui l’immortalità ma è stata anche la sua dannazione perché non riuscì più a liberarsi dalla figura del vampiro che fu costretto ad interpretare in innumerevoli film di serie B dal basso budget, nei quali contava la formula e poco importava che la vicenda fosse ben costruita. Molte delle scene gotiche ambientate nel tetro castello (con arazzi ammuffiti e ragnatele dappertutto) e nei dintorni sono pagine affascinanti di cinema come anche quelle nelle quali il Conte in compagnia delle sue ‘vampirizzate’ emerge spettrale dalla bara. Il successo stratosferico del film, pervaso da un senso di generale claustrofobia, impose alla Universal di dare inizio alla inevitabile serialità del
personaggio. Lugosi prese tanto seriamente il ruolo che rifiuto nello stesso anno di calarsi nei panni di un altro degli archetipi dell’horror, Frankenstein, per il quale aveva già girato dei provini, e fu uno sbaglio clamoroso. Il carattere superbo e la certezza di dover affrontare una parte senza dialoghi, e che peraltro lo rendeva irriconoscibile, lo spinsero a rifiutare mentre un attore inglese di scarso successo e già ultra quarantenne, Boris Karloff, accettò con entusiasmo quale ultima chance di affermazione: grazie alla grande espressività e all’originalissimo ma faticoso trucco ideato da Jack Pierce per caratterizzare la creatura, diede vita al più famoso e riconosciuto Frankenstein della storia del cinema. Ma in questo caso siamo davvero agli albori delle fortune cinematografiche di Dracula. Peraltro “Nosferatu il vampiro” che Friedrich Wilhelm Murnau diresse nel 1922 contravvenendo il divieto imposto dagli eredi di Bram Stoker ad utilizzare il nome Dracula e raccontando la stessa storia del romanzo ma servendosi di nomi diversi (‘Nosferatu‘ in rumeno significa ‘non morto‘). L‘immagine di quel Dracula depositata nel nostro immaginario collettivo – con il corpo ricurvo su se stesso, le unghia lunghe e simili ad artigli, lo sguardo incavato – è indelebile. Dalla straordinaria efficacia descrittiva (un viaggio simbolico nel regno dei morti a spezzarne gli equilibri e quale contrappasso subire l‘invasione della morte-vampiro con la sua orda di topi) il film ancora oggi costituisce uno dei capisaldi del genere horror ed un capolavoro del cinema in assoluto, ruotando intorno al personaggio/simbolo di Dracula ed all’eterno conflitto tra amore e morte. Una significativa
rivisitazione di questo primo grande capolavoro si avrà nel 1979 (“Nosferatu, principe della notte“) ad opera di Werner Herzog con Klaus Kinski nei panni dello spettrale personaggio. Il genere horror americano, che a lungo ha tenuto banco, si sviluppò (non casualmente, assecondando la teoria del parallelismo con momenti di grande tensione sociale) al tempo della Grande Depressione economica; si può affermare che la Grande Depressione sta all’horror come il maccarthismo sta alla fantascienza dei ’50. Dal punto di vista tecnico il suo successo si spiega con l’introduzione del sonoro per cui i film, che necessitavano di effetti roboanti e di una robusta colonna sonora per affermare la propria incisività, trovavano nell’horror il miglior ‘luogo’ cinematografico per esprimersi. Ad Hollywood, il primo Frankenstein ed il primo Dracula furono realizzati all’inizio dei Trenta; ed i due personaggi furono al centro di numerosi trattamenti cinematografici. Fu la Universal ad abbracciare con maggior dedizione la causa del genere horror ed a creare i miti imperituri che tutti noi conosciamo. Se i tedeschi avevano dato il là all’affermazione del genere furono gli americani poi a detenerne il completo controllo per tutto il tempo fino alla fine degli anni Cinquanta, quando all’orizzonte si profilò il sorgere della scuola inglese, con la casa cinematografica Hammer a darne un sostanzioso rilancio. Nel ’58 fu proprio la casa di produzione inglese ad impegnarsi in una originale rivisitazione della figura del vampiro assetato di sangue uscito dalle pagine del romanzo di Bram Stoker, con la realizzazione di “Dracula il Vampiro”, diretto da Terence Fisher e interpretato da Christopher Lee. Una produzione a basso costo che però ha trasformato il film di Fisher in un cult. L’attore, con il suo portamento aristocratico e lo sguardo ipnotico, avrebbe successivamente impersonato Dracula in numerose pellicole, accentuando l’elemento erotico e donato al personaggio un’inquietante profilo di malvagità. Da allora sono state innumerevoli le trasposizioni cinematografiche, o i film ispirati al mito del Vampiro assetato di sangue umano condannato all’immortalità, spesso adattando queste opere all’attualità della contemporaneità. Il romanzo di Bram Stoker è stato capace di sedurre, tra gli altri, registi quali Browning, Dreyer, Murnau, Herzog, Badham, Morrissey,
Argento e Coppola. Solo un anno fa è uscito il “Nosferatu” di Robert Eggers, torvo ed enigmatico, ed ecco ora il “Dracula – L’Amore Perduto” di Luc Besson ===Consulta la Filmografia===, pervaso di romanticismo sin dal sottotitolo. Siamo nella Transilvania del XV secolo; il principe Vladimir (si ispira storicamente a Vlad III di Valacchia), follemente innamorato della giovane moglie Elisabetta, dopo la morte dell’amata in un’imboscata, uccisa dagli infedeli, rinnega Dio uccidendo un prete sull’altare, si guadagna così la maledizione eterna e si trasforma in vampiro. Condannato a vagare nei secoli, sfida il destino e la morte stessa, guidato da un’unica speranza: ritrovare l’amore perduto. La ritrova nella Parigi dell’Ottocento grazie a una sua adepta, Maria (prova notevolissima di Matilda De Angelis). Il film di Luc Besson, nello sfarzo delle scenografie e nella manipolazione dei corpi, è assai spettacolare e d’altra parte come poteva mai il regista francese trattare questa materia in modo originale se non facendovi emergere il suo talento creativo? Proprio per quella disperata vitalità del personaggio del conte Dracula, capace di attendere 400 anni per rivedere la donna amata, Besson sembra guardare apertamente al “Dracula di Bram Stoker” firmato nel 1992 da Francis Ford Coppola. Besson ha diretto un fantasy senza fare necessariamente ricorso agli elementi fantastici del romanzo d’origine che fanno trasformare il personaggio a volte in un pipistrello o in un licantropo o in nebbia. È l’utilizzo del profumo invece
che diventa l’elemento distintivo del suo percorso. “Ho attraversato gli oceani del tempo, per trovarti”, diceva il Dracula di Gary Oldman alla ‘sua’ Mina Harker, e Besson, per il suo sembra recuperare il personaggio nella stessa misura, alla fine del tempo e, soprattutto, in questi nostri tempi, confusi, liquidi. Rispetto alla tradizionale raffigurazione del Vampiro Besson depotenzia consapevolmente l’aspetto orrori fico affidandosi al suo collaudato vorticoso senso dello spettacolo.
TECNICA
“Dracula – L’amore perduto”, diretto da Luc Besson, arriva sul mercato dell’Home Video in una eccellente edizione ‘da collezione’ (slipcase e booklet di 4 pagine) non numerata in Limited Edition 4K UHD + Blu-Ray nella collana Midnight Factory della Plaion Pictures. Slipcase in cartone con artwork alternativo e amaray con copertina diversa. Conoscendo bene le qualità registiche e creative del regista francese possiamo affermare che il 4K UHD è il fiore all’occhiello di questa imperdibile ed ennesima trasposizione del ’Mito’ del vampiro destinato alla solitudine dell’immortalità e che può contare su una solida definizione, su neri profondi, un magnifico lavoro fotografico quando la fotografia ruota intorno a candele, ombre e nebbie. La grana appare
assolutamente naturale. La resa visiva sul 2,35:1 offre un ottimo contrasto ed un encode quanto mai pulito. Ed anche il Blu-ray si dimostra all’altezza delle migliori aspettative salvo quando le scene sono calate nel buoi oppure quando diventa necessario scorgere i dettagli degli abiti e degli incarnati in cui il 4K si rivela inarrivabile. Il comparto Audio non è da meno, regge alla grande la colonna sonora musicale e gli effetti ambientali (e i riverberi) per una scena sonora credibile e senza aggressività che sfrutta tutti i canali: il Dolby TrueHD Atmos è davvero confortevole sia per la traccia in Italiano che per quella in Inglese. I dialoghi sono sempre ben centrati. Peccato però per l’inadeguata presenza di Contenuti Extra ridotti al lumicino che che contemplano featurette ‘anemiche’ (è il caso di dirlo in presenza della sete di sangue del vampiro) per meno di sei minuti totali: “Diventare Dracula” (01:51), “La musica di Dracula” (01:28) e “Dirigere Dracula” (02:05).
(Luigi Lozzi) © RIPRODUZIONE RISERVATA
NOTE TECNICHE
Il Film
DRACULA – L’AMORE PERDUTO
(Dracula: A Love Tale)
Francia, 2025, 129’
Regia: Luc Besson
Cast: Caleb Landry Jones, Christoph Waltz, Zoë Bleu Sidel, Guillaume De Tonquedec, Matilda De Angelis, Ewens Abid, Salomon Passariello, Romain Levi, Bertrand-Xavier Corbi, Ivan Franek, Haymon Maria Buttinger, Jassem Mougari, Liviu Bora, Jari Viljamaa, Egor Morozov.
Informazioni tecniche del 4K ULTRA-HD / Blu-Ray
Numero Dischi: 2 (4K Ultra-HD + Blu-Ray)
Aspect ratio: Blu-ray UHD: BD66 2160p 24 fps 2.35:1; Blu-ray: 1080p 24 fps 2.35.1
Audio Blu-ray UHD: Italiano, Inglese Dolby Atmos
Audio Blu-ray: Inglese 2.0 DTS-HD Master Audio / Francese, Italiano, Tedesco, Spagnolo, Giapponese 2.0 Mono DTS
Distributore: Lucky Red / Plaion Pictures
