CRIMES OF THE FUTURE di David Cronenberg in Blu-Ray

 
 
 
 
 
 
 
Con “Crimes of the FutureDavid Cronenberg, a distanza di otto anni dal suo ultimo lavoro, “Maps to the Stars”, torna ad un ‘body-horror’, di nuovo a parlare di corpi, tecnologia e sessualità, quelle tematiche viscerali che hanno sempre caratterizzato il suo cinema e fatto la gioia della nutrita schiera dei suoi fan. Realizzato da Lucky Red distribuisce in Blu-Ray Plaion nella prestigiosa collana horror Midnight Factory.

David Cronenberg ===Consulta la Filmografia===, fin dagli anni Ottanta, è assurto al rango di uno dei più grandi maestri del cinema fantastico contemporaneo; il suo cinema è fortemente connotato da tematiche legate all’ossessione per la ‘mutazione del corpo’. Una materia difficile da affrontare ma certamente affascinante, nella quale vengono alla luce orrori ed incubi che certamente procurano disturbo nello spettatore, se non repulsione, tra atmosfere morbose ed uno stile visuale del tutto originale e personale. Cronenberg esplora la ‘bellezza interiore’ ed è portatore di un messaggio cinematografico assolutamente visionario. I suoi film più celebrati occupano lo spazio temporale di quasi mezzo secolo: da “Il demone sotto la pelle” del 1975 al già citato “Maps to the Stars” passando per opere quali “Scanners”, “Videodrome”, “La zona morta”, “La mosca”, “Inseparabili”, “Crash”, “eXistenZ”, “A History of Violence”, “A Dangerous Method” o “Cosmopolis”, per citare solo i più significativi. La trasformazione sembra in effetti il denominatore comune di tutto il cinema cronenberghiano, e Cronenberg è stato il primo regista contemporaneo che abbia trattato il complesso rapporto tra l’esteriorità del corpo e l’interiorità dell’individuo. Il ‘body-horror’, almeno nella sua forma moderna, è un genere praticamente creato da Cronenberg, riprendendo ed estremizzando molti elementi e tematiche presenti nei suoi lavori più classici. Ogni film del regista canadese è diventato un ‘cult’ per coloro che ne hanno seguito il percorso artistico fin dai primi lavori e per chi ha imparato ad apprezzarlo ‘strada facendo’. Tutto questo però impone allo spettatore di fare i conti con un linguaggio cinematografico complesso, non sempre facile o di immediata assimilazione; superato un primo livello di elevato e raffinato intrattenimento filmico, si richiede di immergersi (una lettura metalinguistica) fino in fondo nelle ossessioni che i suoi lavori mettono in scena. I temi della malattia, dell’infezione che contamina, della sessualità e della scienza si intrecciano nelle sue opere, Cronenberg scruta e indaga nelle mutazioni genetiche che abitano all’interno dell’essere umano, si interessa all’ossessione per i risvolti oscuri della psiche umana, guarda alla medicina messa a servizio della follia di un singolo individuo, le malformazioni fisiche diventano un fattore estraniante dalla società. Attraverso le scelte estetiche dell’autore, e la sua affascinante poetica, si approda ad una diversa percezione della realtà e differenti piani di realtà si fondono senza soluzione di continuità. Le visioni cronenberghiane richiedono apertura e disponibilità mentali, bisogna avere la capacità di ‘leggere’ tra le pieghe delle immagini i ‘luoghi’ della mente in bilico tra il comprensibile e l’incomprensibile, e bisogna anche essere duttili e disposti a mettere in discussione tutti gli archetipi del cinema, altrimenti l’approccio con il suo cinema può trasformarsi in pratica imbarazzante. Così accade pure che, quel progressivo sconfinamento della realtà nell’incubo, molto spesso venga utilizzata la definizione ‘Horror’ in relazione alla maggior parte dei suoi film, ma l’etichetta in sé è davvero riduttiva del peso specifico del corpo filmico del regista. I personaggi affrontano difficoltà e dolori e, in funzione di questi, modificano progressivamente il loro comportamento e la loro morale. “Crimes of the Future” è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2022 per poi approdare, per il tramite di Lucky Red, nelle sale cinematografiche nel giugno dello stesso anno in edizione limitata (107’ invece che i 147’ originari) e adesso nell’Home Entertainment grazie a Plaion che ha voluto inserirlo nella collana ‘cult’ di Midnight Factory. Il film, visto lo spessore del suo autore, è passato quasi sotto silenzio, per cui il recuperarlo alla visione domestica è una ghiotta occasione da non lasciarsi sfuggire. Ancora una volta siamo di fronte ad un’opera geniale e visionaria, viscerale e contorta, che ha molto da dire e altrettanto far discutere, soprattutto per il suo porsi (idealmente) quale la summa del ‘body-horror’ tanto caro al suo autore. Non è un film per tutti, e di certo non metterà d’accordo tutti gli spettatori. La nuova opera del regista canadese (autore anche del soggetto e della sceneggiatura) è ambientata in un meglio definito futuro distopico, in cui il corpo umano ha subito una mutazione drastica, arrivando a perdere quasi del tutto la sensibilità corporea ed il senso del dolore, e gli uomini si sono trasformati in fabbriche di organi. i nuovi valori hanno scalzato quelli vecchi, e l’incapacità di provare dolore ha modificato le abitudini e i vizi del genere umano. Protagonista è Saul Tenser (Viggo Mortensen), affetto da una rarissima mutazione che gli permette di produrre nuovi organi privi di una funzione specifica all’interno del proprio corpo; una sorta di tumori che vengono asportati chirurgicamente dell’assistente Caprice (Léa Seydoux) in un’avveniristica sala operatorio. Così accade che la chirurgia diventa una sorta di nuova frontiera dell’intrattenimento (e della ricerca del piacere) e i due sodali si esibiscono in pubblico in vere e proprie performance che diventano collettive: modificarsi, tagliarsi e asportare o deturpare parti del proprio corpo diventa una maniera (per gli artisti e non solo per la gente comune), di riscoprire un rapporto ormai del tutto ‘dimenticato’ con il proprio corpo; l’atto chirurgico diventa un amplesso collettivo. Parallelamente, alcuni individui hanno messo a punto un sistema digestivo che consente loro di nutrirsi di plastica, e questa minoranza vorrebbe servirsi di Saul per mostrarsi al mondo: ma non sanno che l’uomo lavora sotto copertura proprio per una oscura corporazione denominata New Vice… E qui si sviluppa si snoda una storia intricata di multinazionali, spie, doppiogiochisti e testimoni uccisi a colpi di trapano in testa. Viggo Mortensen, dal corpo spettrale ed inquietante, spesso avvolto in un manto nero, domina la scena. È ovvio che dietro il racconto filmico, attraverso le mutazioni orrorifiche del corpo umano e le tecnologie fantascientifiche, Cronenberg dissemini la sua opera di metafore e parossismi, e cerchi di parlarci di altro: siamo entrati davvero nell’epoca della ‘nuova carne’ che “The Brood”, “Videodrome” e “Crash” avevano profetizzata tanti anni fa, un’epoca in cui ‘la chirurgia è il nuovo sesso’, il primo passo verso l’evoluzione di una nuova specie, non più strettamente umana, e laddove la tanto osannata chirurgia estetica va vista come deturpazione dei corpi. Anche se non tutto è perfettamente riuscito e ‘leggibile’, e non tutti gli ingranaggi della sceneggiatura risultino perfettamente oliati, va detto che i temi trattati in “Crimes of the Future” sono tanti e le riflessioni di Cronenberg sul suo cinema rapportato all’uomo, alla tecnologia e all’ambiente sono preziose. Tra queste pure quella di una società che ha spinto all’eccesso l’esibizionismo ed approda ora alla manifestazione dell’unica parte del corpo umano rimasta nascosta e proibita, gli organi interni. E poi c’è spazio per un messaggio ecologista quando Cronenberg dissemina la scenografia di plastica ed elementi scenici e visivi artigianali repellenti e disturbanti. Bisogna sottolineare che fra i primi film sperimentali di David Cronenberg ce n’è uno del 1970 che ha lo stesso titolo ma del quale però questo non è assolutamente un remake, sebbene entrambi abbiano la stessa ambientazione in un futuro distopico e l’identico tema della produzione di organi.
TECNICA
Il Blu-Ray è caratterizzato da una qualità d’immagine assai elevata, perfettamente allineata ai prodotti di maggior appeal Audio/Video di ultima generazione; codificata AVC (con aspect ratio di 1,85:1). Le superfici carnose appaiono in primo piano con l’adeguata porosità, i costumi mantengono la fibrosità e gli interni sono decorati in modo distintivo. Nonostante il film si svolga per la maggior parte del tempo in interni, le immagini, anche nei momenti più critici sul fronte dell’illuminazione sono solide, profonde e ben bilanciate. La palette cromatica si mantiene fredda e misteriosa, insieme alle tonalità fantascientifiche, tranne quando il sangue si fa largo visivamente con assoluta e precipua vividezza. È presente qualche problema di compressione, con un banding rilevato periodicamente. Il comparto Audio è all’altezza della situazione, per quel che concerne i dialoghi e la colonna sonora musicale di Howard Shore. Il mix 5.1 DTS-HD MA offre infatti passaggi di dialogo nitidi, assicurando per intero le sfumature nei diversi momenti del film. Così come lo score di Shore garantisce un coinvolgente abbrivio orchestrale, con strumentazione ben distinta. Anche le selezioni di musica elettronica sono nitide. I diffusori laterali forniscono un appagante senso circolare. I Contenuti Extra prevedono interviste approfondite a David Cronenberg e Viggo Mortensen, e una breve featurette del ‘Dietro le Quinte’.

(Luigi Lozzi)                                                 © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

NOTE TECNICHE
Il Film

CRIMES OF THE FUTURE
(Crimes Of The Future)
Usa, 2022, 107’
Regia: David Cronenberg
Cast: Viggo Mortensen, Léa Seydoux, Kristen Stewart, Scott Speedman, Welket Bungué, Don McKellar, Tanaya Beatty, Nadia Litz, Lihi Kornowski, Denise Capezza, Yorgos Karamihos.

Informazioni tecniche del Blu-Ray

Aspect ratio: 1.85:1 1920x1080p/AVC MPEG-4 24 fps
Audio: Italiano, Inglese DTS-HD Master Audio 5.1
Distributore: Lucky Red/Midnight Factory/Plaion