CACCIA AL LADRO di Alfred Hitchcock in 4K ULTRA-HD

“Caccia al ladro”, con Cary Grant e Grace Kelly, è uno dei film più amati della filmografia del ‘Re della Suspense’, Alfred Hitchcock. Nel 70° Anniversario dall’uscita ecco disponibile una accattivante e pregevole edizione da Collezione in Blu-Ray Steelbook, realizzata da Plaion Pictures per conto di Paramount.
Elegante sia nella forma della narrazione filmica che per la presenza di due attori così cari al regista inglese, come la Kelly e Cary Grant, il film venne realizzato 70 anni fa all’insegna del movimento per sfruttare al meglio il nuovo sistema messo a punto dalla Paramount, il VistaVision, in grado di dilatare l’inquadratura e migliorarne la definizione, producendo immagini di grande effetto spettacolare, e che Hitch era ansioso di sperimentare. Spesso criticato, in effetti Hitchcock era stato sempre assai suscettibile
verso ogni tipo di appunto che gli veniva mosso, e che in qualche maniera lo costringeva ad un confronto non desiderato, ma è anche vero che forse nessun altro grande regista è stato così spesso bersagliato, sottovalutato, stroncato dai critici, per tutta la durata della sua carriera. Nel primi Anni 50 si deve alla Nouvelle Vague francese la rivalutazione della sua grandezza, ma solo dopo la pubblicazione, sotto forma di un libro (“Il cinema secondo Hitchcock”) nel 1967, di un’intervista-fiume concessa a Francois Truffaut le opinioni comuni cominciarono a mutare nei suoi confronti ed i suoi film guardati sotto una luce diversa. Ma Alfred Hitchcock ===Consulta la Filmografia=== era ormai giunto quasi alla fine della sua carriera. Per lungo tempo Alfred Hitchcock era stato etichettato semplicemente come il ‘Maestro del Brivido’! Un riconoscimento per certi versi lusinghiero, se messo in relazione alla connaturata carica di suspense presente nei suoi lavori, ma fortemente riduttivo se si è concordi nel riconoscere, come ha fatto la critica (con colpevole ritardo) a partire dagli anni Sessanta, al regista inglese lo status autorevole di ‘Maestro’ del Cinema. Uno dei più grandi dell’intera sua storia. I suoi film, non hanno solo concorso a rendere il Cinema un’Arte, ma hanno lasciato tracce indelebili nella nostra memoria collettiva. Alcune immagini prodotte dal suo talento sono patrimonio acquisito della nostra cultura moderna ed imprescindibile punto di riferimento per le nuove generazioni di cineasti che lo hanno seguito e che devono fare i conti con il passato. Hitchcock non ha mai vinto l’Oscar come miglior regista perché all’epoca il suo cinema veniva sostanzialmente discriminato e relegato in un genere, quello giallo – che restava comunque l’elemento dominante, il suo marchio di fabbrica – che non aveva (o che non si credeva avesse) i necessari requisiti di qualità per concorrere. Non si tratta però di film comuni anche se risultano ben comprensibile agli occhi degli spettatori. Ma, in effetti, sono i vari livelli di lettura che si possono adottare a fare la differenza.
Sia quando raccontano le ossessioni della psiche (“Io ti salverò”, “Marnie”, “La donna che visse due volte”, “Psyco”) o gli incubi ad occhi aperti (“Gli uccelli”), sia quando percorrono i sentieri del thriller più sofisticato (“La finestra sul cortile”, “Notorius”, “L’uomo che sapeva troppo”), i suoi lavori ci proiettano in una dimensione sconosciuta, inquietante ed affascinante allo stesso tempo, sempre pervasa da una dose di ironia che ci aiuta a stemperare la tensione, ma capaci anche di indicarci ‘meraviglie’ che scavalcano la pura e semplice fruizione emotiva della narrazione. «Non giro mai un quadro di vita vissuta – affermava – perché quello la gente può benissimo trovarlo a casa sua o in strada e persino davanti l’ingresso del cinema. Non c’é bisogno di pagare il biglietto per vedere una ‘fetta’ di vita vissuta». Un incredibile filmografia che si estende dal 1925 al 1975, comprendente nove film muti, quattordici film ‘inglesi’, trenta film ‘americani’, due cortometraggi bellici, due serie televisive (“Sospetto” e “Hitchcock presenta”) realizzate alla metà degli anni cinquanta, trentasette apparizioni in persona, sparpagliate qua e là per la gioia dei cinemaniaci, ci offrono un’indicazione numerica della straordinaria carriera del regista inglese. “La Donna che Visse due Volte”, “Gli Uccelli”, “Marnie”, “Psyco”, “La Finestra sul Cortile”, “L’Uomo che Sapeva Troppo”, “Intrigo internazionale” sono oggi considerati film di fondamentale importanza per tutti gli appassionati di cinema. Tutto (ma proprio tutto, tutto, tutto) nel suo cinema ha una precisa ragione d’essere, ogni scelta stilistica, ogni singolo movimento di macchina, ogni dettaglio vive in funzione di un’idea superiore di maniacale ricerca della perfezione. Quando si parla di Alfred Hitchcock, non si può non menzionare l’importanza che il regista attribuiva ai personaggi femminili. Hitchcock era solito scegliere la propria protagonista con una cura quasi maniacale, favorendo così la carriera di molte attrici di Hollywood. Celebri sono le sue collaborazioni con star come Ingrid Bergman, Joan Fontaine, Doris Day e Kim Novak, Tippi Hedren. Probabilmente però, nessuna di loro riuscì a conquistare la stima del regista quanto Grace Kelly. Oggi
nota come la principessa di Monaco scomparsa prematuramente, Grace Kelly vide l’apice della sua breve carriera di attrice proprio nella collaborazione con il maestro del brivido. Bellissima ed elegante, la donna colpì immediatamente Hitchcock, perché incarnava alla perfezione il suo ideale femminile al cinema. Secondo il regista infatti, la bellezza e il portamento di Grace Kelly trasmettevano un senso di mistero che era assente in molte altre star di Hollywood. Come dichiarò durante la sua famosa conversazione con François Truffaut, Hitchcock vedeva in Grace una sensualità sfuggente e imprevedibile, una donna che non ostentava erotismo, ma lo nascondeva dietro una maschera di freddezza e distacco. Per descrivere questa dicotomia, il regista coniò l’efficace ossimoro “ghiaccio bollente”. Hitchcock amava lavorare con Grace Kelly, proprio perché il suo volto, così bello e indecifrabile, impediva al pubblico di capire i sentimenti e le intenzioni dei personaggi che interpretava. Secondo Hitchcock infatti, anche la sensualità aveva un ruolo importante nel gioco della suspence: voleva che le personalità dei suoi personaggi femminili fossero ricche di misteri e sorprese, esattamente come le storie che portava sullo schermo. Il sodalizio tra Alfred Hitchcock e Grace Kelly costituisce il perfetto esempio di come un rapporto tra regista e interprete dovrebbe essere. Da una parte, un genio della settima arte che trovò finalmente la sua Musa. Dall’altra, un’attrice alle prime armi che riuscì a farsi conoscere dal grande pubblico, grazie a una persona capace di valorizzarne il talento. La prima collaborazione tra Hitchcock e Grace Kelly avvenne ne “Il delitto perfetto” del 1954, mystery da manuale tratto dall’omonima pièce di Frederick Knott, in cui Grace Kelly si impone fin da subito come perfetta incarnazione dell’ideale femminile hitchockiano: una donna bionda bellissima all’apparenza algida, ma mossa da una insospettabile passionalità e da uno spiccato spirito d’iniziativa. A seguire nello stesso anno arriva il capolavoro “La finestra sul cortile”, una delle opere più importanti di tutta la carriera di Hitchcock a segnare il secondo capitolo del loro breve sodalizio, chiuso l’anno seguente da “Caccia al ladro” (1955). Soprannominato “lo champagne di Hitchcock” per il suo stile inconsueto, leggero e frizzante, il film vede John Robie (Cary Grant), un ex ladro di gioielli soprannominato ‘il gatto’, ingiustamente accusato di alcuni furti in Costa Azzurra solo perché ricordano il suo metodo. Deciso a provare la sua innocenza l’uomo, sotto mentite spoglie, avvicina alcuni proprietari di gioielli, in modo da sorprendere il vero ladro sul fatto. Conosce così la bellissima Frances Stevens (Grace Kelly), che rimane inesorabilmente affascinata da Robie, di cui non tarderà a scoprire l’identità. Tratta da un romanzo di David Dodge è una pellicola brillante, un
divertissement sofisticato caratterizzato da un ottimo ritmo e da una grande eleganza formale. La forza espressiva di un personaggio come quello interpretato dalla Kelly è descritta alla perfezione da Hitchcock in persona, durante la celebre intervista resa a François Truffaut: «Ho fotografato Grace Kelly impassibile, fredda, e la faccio vedere il più delle volte di profilo, con un’aria classica, molto bella e molto gelida. Ma quando gira nei corridoi dell’Hotel e Cary Grant l’accompagna fino alla porta della sua camera, cosa fa? Appoggia improvvisamente le labbra su quelle dell’uomo». Una commedia dai risvolti gialli e ricca di ironia, in cui prima ancora dell’intreccio è centrale la costruzione di una tensione narrativa sempre impeccabile corredata da una regia attenta a ogni dettaglio, capace di creare con pochi elementi a disposizione sequenze a dir poco memorabili come la celebre scena del bacio in auto tra i due protagonisti. Ogni dettaglio, estetico e registico, è funzionale al racconto a sottolineare che il vero tema del film non è il giallo da risolvere, ma il fascino inteso come gioco di seduzione. Le riprese di “Caccia al ladro”, Premio Oscar per la miglior fotografia a Robert Burks, si svolsero nel sud della Francia, nella primavera del 1954. Proprio in quei giorni, l’attrice conobbe il principe Ranieri III di Monaco. I due si innamorarono e, dopo due anni, si sposarono. Il loro matrimonio fu un evento di grande risonanza mediatica, tanto che ancora oggi viene ricordato come una delle unioni più celebri della storia contemporanea. Grace abbandonò quindi la carriera di attrice per dedicarsi completamente al suo ruolo di principessa di Monaco. Un’attrice luminosa e affascinante come poche altre che si ritirava dalle scene all’apice della popolarità per diventare principessa. E, come da copione, non si lasciò mancare nemmeno il tragico epilogo, consumatosi sulle colline del Principato di Monaco il 14 settembre 1982, quando a causa di un incidente stradale, su cui non è mai stata fatta piena chiarezza, la Kelly perdeva la vita a soli 52 anni. Da una parte diversi elementi rendono “Caccia al ladro” un capitolo singolare nella filmografia di Hitchcock, dall’altra però va detto che l’estetica e la cura dell’immagine recano riconoscibilissima la
firma dal maestro inglese. La novità qui consiste nel fatto che diverse scene vennero girate in esterni, mentre Hitchcock era solito lavorare in studio. Tutto ciò fu reso possibile per all’utilizzo della tecnologia VistaVision, che permetteva di girare su pellicola leggermente più ampia, in modo da consentire inquadrature dettagliate, perfette per le scene in movimento e per i paesaggi della Costa Azzurra.
TECNICA
Il capolavoro di Alfred Hitchcock per la prima volta in Steelbook 4K Ultra HD™ + Blu-ray. Un classico del cinema con una splendida Grace Kelly e un intrigante Cary Grant. L’edizione celebrativa del 70° anniversario a cura di Paramount e di Plaion Pictures che l’ha distribuita, arriva in una pregevole confezione Steelbook da Collezione. A seguito di diverse edizioni in High Definition che si sono succedute nel tempo un nuovo master 4K è stato ricavato ricavato dalla scansione 6K, con HDR10 e correzione Dolby Vision (aspect ratio 1.85:1), che ripristina la grana fine della pellicola, al punto che l’eccezionale nitidezza VistaVision è a dir poco spettacolare. Il primo processo VistaVision, il grande formato e widescreen della Paramount, fu all’epoca rivoluzionario, poiché utilizzava la pellicola standard da 35 mm e la faceva scorrere orizzontalmente nella cinepresa (normalmente, la pellicola scorreva verticalmente). Questa tecnica forniva un negativo esposto di dimensioni doppie rispetto a un 35 mm tradizionale. Ciò significava che l’immagine avrebbe avuto una nitidezza e un dettaglio eccezionali, simili all’esperienza IMAX. Martin Scorsese ha definito il VistaVision “cinema ad alta fedeltà anni ’50”. La risoluzione aggiuntiva rende la star Grace Kelly ancora più affascinante. “La cinepresa si è innamorata di Grace Kelly”, afferma il produttore A.C. Lyles in un featurette riportato. Tutto è stato codificato su un disco da 100 GB per garantire la migliore qualità possibile di immagine e grana. Il bitrate video varia dai soli 50 Megabit al secondo fino a circa 80, e la luminosità massima HDR10 raggiunge i 1560 nit, con una media di 116. Per il comparto audio invece le cose vanno meno bene: la colonna sonora originale stereo è stata sostituita con il Dolby TrueHD a sei canali convertito utilizzato sulla precedente edizione del 2020. Mentre la traccia in italiano resta in un poco significativo Mono. Non si rende giustizia al lavoro del compositore Bernard Herrmann che avrebbe continuato a occuparsi delle musiche dei film di Hitchcock per il decennio successivo, da “La congiura degli innocenti” (1955) e “Marnie” (1964) ai capolavori “La donna che visse due volte” (1958) e “Psycho” (1960). Assai ricchi i
Contenuti Extra (per oltre quattro ore) che includono tutti i materiali assemblati nell’arco di due decenni e contemplano: Commento audio del regista Drew Casper, storico del cinema esperto di Hitchcock, Focus cinematografico: Leonard Maltin parla di Caccia al ladro, Una notte con gli Hitchcock (23 minuti) che risale al 2008, Un codice inaccettabile: La censura a Hollywood, Sceneggiatura e casting di Caccia al Ladro, Il Making Of di Caccia al Ladro, Oltre i cancelli: Cary Grant e Grace Kelly, Un tributo: Alfred Hitchcock e Caccia al Ladro, Edith Head: Gli anni in Paramount, Trailer Cinematografico. Nel suo intervento il critico e storico Leonard Maltin afferma che Cary Grant e Kelly erano “probabilmente la coppia più bella mai esistita sul grande schermo”, e sottolinea poi che le bionde algide e Hitchcock costituivano un abbinamento cinematografico perfetto. Per oltre trent’anni, ha scelto attrici bionde nei suoi film, non come sex symbol stereotipati, ma come personaggi audaci e passionali. La bionda per eccellenza di Hitch era la fredda ed elegante Kelly, ex modella di Filadelfia e futura principessa di Monaco. Nel suo primo film di Hitchcock, “Il delitto perfetto” (1952), interpretava una moglie ricca e infedele che finisce per pugnalare il suo aspirante assassino con le forbici. Nel successivo, “La finestra sul cortile” (1954), era un’esponente dell’alta società e la fidanzata del fotoreporter James Stewart. I due cercano di risolvere un omicidio dall’interno del suo appartamento nel Greenwich Village. Poi Hitchcock e la sua bionda preferita si diressero verso la pittoresca Costa Azzurra per girare “Caccia al ladro”. Hitch convinse Grant, che aveva 50 anni, a uscire dal pensionamento cui era destinato per interpretare John Robie, un ladro di gioielli pentito soprannominato “Il Gatto”. Kelly, allora venticinquenne, interpreta Frances Stevens, un’ereditiera disposta a tutto per l’uomo che ama. Il loro bacio è uno dei più bollenti mai filmati, rivaleggiando con quello con Ingrid Bergman in “Notorious” di Hitchcock.
(Luigi Lozzi) © RIPRODUZIONE RISERVATA
NOTE TECNICHE
Il Film
CACCIA AL LADRO – 70° Anniversario
(To Catch A Thief)
Usa, 1955, 106’
Regia: Alfred Hitchcock
Cast: Cary Grant, Grace Kelly, Jessie Royce Landis, John Williams.
Informazioni tecniche del 4K ULTRA-HD / Blu-Ray
Aspect ratio: Blu-ray UHD: UHD-HDR Dolby Vision 1.85:1 / 16×9 Full Frame; Blu-ray: 1080p 1.78:1 16×9 Full Frame
Audio 4K Ultra-HD: Inglese 5.1 Surround Dolby True HD / Italiano, Francese, Tedesco, Giapponese, Spagnolo 2.0 Mono Dolby Digital;
Audio Blu-Ray: Inglese 5.1 Surround Dolby True HD / Italiano, Francese, Tedesco, Giapponese, Spagnolo 2.0 Mono Dolby Digital
Distributore: Paramount / Plaion Pictures


