ALIVE IN PARIS di Elliott Murphy

 

 

ARTISTA: ELLIOTT MURPHY
TITOLO: Alive in Paris [CD + DVD]ETICHETTA: Blue Rose/I.R.D.
ANNO: 2009

Americano, newyorkese, ma da tantissimi anni residente a Parigi, Elliott Murphy proponeva nel 2009  un album ‘Live’ registrato proprio nella capitale francese. Da subito, da quando si è affacciato sulla scena del rock agli inizi degli anni ’70 (“Aquashow” nel ’73 il suo album d’esordio, ma prima di allora si esibiva per strada o nelle metropolitane e addirittura aveva partecipato come comparsa a “Roma” di Federico Fellini), è stato additato dalla critica come uno dei papabili eredi di Bob Dylan, al crocevia là dove si intersecavano le istanze del rock, del songwriting d’autore e del folk; e senza disdegnare – almeno nei primi album – solidi riferimenti alla scena underground newyorkese allora rappresentata dai Velvet Underground (nell’85 Jerry Harrison dei Talking Heads avrebbe prodotto il suo “Milwaukee”). Non ha mai raggiunto realmente la fama che in molti gli profetizzavano però Elliott ha potuto sempre contare sul consenso e la stima dei suoi colleghi – Bruce Springsteen in primis – e sul sostegno incondizionato ed appassionato dei suoi fan, che lo hanno collocato nella schiera nutrita e romantica dei ‘beautiful loser’ del rock accanto a gente come Willy De Ville, Bob Seger, Southside Johnny, Tom Waits, Graham Parker, Garland Jeffreys, John Mellencamp & Co.Lost Generation” (’75), “Night Lights” (’76) e “Just A Story From America” (’77) gettavano le basi della sua credibilità artistica, ma mentre negli Usa, a causa delle scarse vendite dei suoi album, gli venivano concesse poche chance dall’industria discografica, egli trovava nella decadente Europa maggiori attenzioni e considerazione nei confronti del suo genuino, onesto talento, e lui – per ringraziare – non si è mai risparmiato, concedendosi con generosità al pubblico che non ha mai smesso di amarlo. E tra esibizioni live (che spesso lo hanno condotto anche nel nostro paese), dischi pubblicati per etichette indipendenti (se ne contano in tutto quasi trentacinque), qualche romanzo niente male (“Café Notes“ e “Poetic Justice”), influenzato da scrittori quali Francis Scott Fitzgerald, Jack Kerouac e Henry Miller, Murphy ha portato avanti il suo credo (puntando anche su solidi riferimenti letterari) con immutati slancio, convinzione, integrità e carica espressiva, e continua a farlo anche ora che ha superato la sessantina. Da tempo ha instaurato un sodalizio artistico con il chitarrista francese Olivier Durand, ed è proprio questi che lo asseconda a dovere sul palcoscenico (Alan Fatras al cajon e Laurent Pardo al basso completano l’organico: insieme amano farsi chiamare ‘The Normandy All Stars‘) in lunghe, simbiotiche ballate elettro-acustiche (accanto a ballate più morbide, parentesi blues e momenti intimistici nei quali inforca l’armonica) che ammaliano un pubblico devoto e partecipe. Traspare una grande energia, frutto della collaborazione simbiotica tra Murphy e Durand, e la piacevolezza di un sound perfettamente adagiato su stilemi musicali d’inconfondibile caratura. 12 brani coinvolgenti ed entusiasmanti con il bonus di un DVD (registrato nella stessa occasione) che di pezzi ne propone sei in più. A seguire questo disco sarebbe uscito nel 2010 un album intitolato semplicemente “Elliott Murphy”, poi ad inizio 2012 l’ennesimo live, “Just a story from New York”, e nel gennaio 2013 “It Takes a Worried Man” (con Patti Scialfa ospite vocalist in “I’am Empty”).

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA