LA MIGLIORE OFFERTA di Ennio Morricone

 
 
ARTISTA: Ennio Morricone
TITOLO: La migliore offerta - The Best Offer
ETICHETTA: Warner Chappell
ANNO: 2013

 

 

Forse troppo spesso si è trascurata la sostanza della collaborazione simbiotica musical-cinematografica che ha riguardato Ennio Morricone e Giuseppe Tornatore, che va assimilata ai massimi livelli; gli stessi raggiunti – per continuità ed esclusività - da altre accoppiate di grido come Hitchcock-Herrmann, Burton-Elfman, Spielberg-Williams e ancora Morricone con Sergio Leone. Probabilmente, quanto detto, è dovuto al fatto che non sempre i film del regista siciliano hanno ottenuto l’incondizionato consenso della critica, ma che una unità d’intenti pari ad alta qualità tra Ennio e Giuseppe sia rintracciabile nel loro sodalizio umano e artistico è fuori di dubbio.
Forse un discorso più ampio andrebbe fatto sul panorama compositivo per il cinema di casa nostra, che negli ultimi dieci anni e più sembra aver smarrito qualsiasi appeal. Fatto è che a fronte di un riconoscibilissima ed apprezza (soprattutto all’estero) scuola italiana di composizioni per il cinema (si pensi ai vari Marianelli, Giacchino, Beltrami, al grido di ‘nemo propheta in patria’) Morricone, alla sua veneranda età, continua a calamitare su di sé le attenzioni dei cultori di musiche da film, continua ad essere la stella polare di un movimento di base in cui si crede poco proprio a partire dal nostro paese che – spiace dirlo – non ha la stessa passione e la stessa cultura nei confronti del ruolo fondamentale occupato dalle colonne sonore che mostrano di avere in altre nazioni del globo. I soli Piovani, Guerra e  Piersanti - diciamo – continuano a ‘tirar la carretta’ assieme al grande Morricone.
Tornando all’argomento della nostra recensione ricordiamo che il maestro romano ha musicato tutti i film di Tornatore ad eccezione di quello d’esordio dell’86 (“Il camorrista”, di cui si è occupato Piovani); da “Nuovo Cinema Paradiso”, la prima indimenticabile collaborazione, a “Stanno tutti bene”, da “Una pura formalità” a “L'uomo delle stelle”, da “La leggenda del pianista sull'oceano” a “Malèna”, da “La sconosciuta” a “Baarìa” e perfino all’episodio del film collettivo “La domenica specialmente”. E sempre è riuscito a dare spessore ai film del regista come solo lui sa fare (il caso di Sergio Leone docet!). Con quest’ultimo “La migliore offerta”, Morricone non solo aggiunge un tassello alla collaborazione con Tornatore ma dimostra a 84 anni di essere ancora in grado di tirar fuori dal cilindro la meraviglia di un tocco compositivo fresco, innovativo (come sempre) ma soprattutto ‘sperimentale’. Che il Maestro, alla domanda postagli al Festival di Berlino – laddove ha accompagnato il film, evento speciale della manifestazione, assieme al regista e agli interpreti – su cosa lo spingesse a continuare a produrre musica per il cinema dopo una carriera lunghissima e ricca di soddisfazioni, ha spiegato: “La passione di scriverla, ascoltarla e la curiosità di sperimentare sempre cose nuove”. Le partiture che Morricone continua a comporre, seppur centellinate rispetto ad epoche in cui la sua prolificità (senza abbassare mai la qualità del suo effort) era stupefacente, sono affascinanti e sempre più raffinate, summa sublime di un percorso compositivo partito oltre mezzo secolo fa, nel 1961, con “Il federale” di Luciano Salce.
Il fatto che il Maestro, nonostante negli ultimi anni abbia privilegiato un’attività concertistica celebrativa di una luminosa carriera, non si sottragga ad ogni nuovo ‘richiamo’ di Tornatore indica chiaramente il piacere stesso che egli prova ogni volta nel misurarsi in questo singolare sodalizio, in una dimensione espressiva a lui congeniale ma anche il senso della sfida, della possibilità di mettere mano a materiali che gli permettano di mettersi in gioco e di dispensare nuove, suggestive pagine di musica. Come era già accaduto per “La sconosciuta” Morricone pure in questo thriller ci regala una partitura ‘misteriosa’ ed inquieta, di stampo classicheggiante e mitteleuropeo, ma pure dissonante e contemporanea, proiettata al futuro, secondo i più recenti dettami tecnico-espressivi del Maestro, assecondato nel suo esprit dalla Roma Sinfonietta e dalla Czech National Symphony Orchestra. L’ascolto dello score del film di Tornatore costituisce una ‘experience’ immersiva tout-court, anche disgiunto dalla visione della pellicola (e noto ai fan più assidui come Morricone rifugga dal descrittivismo spicciolo più rassicurante), che regala tutta la sua intrinseca qualità reiterando più volte l’ascolto.

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA