L'angolo del Kult!

NON APRITE QUELLA PORTA di Tobe Hooper in 4K ULTRA HD

 

 

 

Non aprite quella porta”, uno dei film che alla metà degli anni Settanta ha rivoluzionato il genere Horror, introducendo elementi assai disturbanti per l’epoca in cui venne girato, fatti di violenza esplicita e splatter, arriva sul mercato dell’Home Entertainment in una ghiotta edizione 4K Ultra HD, assemblata da Koch Media per la collana Midnight Classics, assieme con la versione Blu-Ray del film ed un booklet da collezione.

 

 

 


Non solo cinema indipendente sugli scudi, offerto con uno stile documentaristico, ma pure un grande incasso al botteghino per il film firmato da Tobe Hooper ===Consulta la Filmografia=== trasformatosi in breve tempo in un autentico ‘cult’. Opera controversa, frutto di un mutamento culturale (molto probabilmente influenzato da quella realtà cruda e sanguinolenta che aveva cominciato a fare capolino dagli schermi televisivi) che di fatto ha inaugurato un filone horror (tra genere slasher adolescenziale e ‘splatter’) i cui effetti si sono profondamente ramificati su un certo cinema degli ultimi 40 anni e più. Non a caso all’inizio del film si precisa che “Non aprite quella porta” è basato su una storia vera, ispirata alla vicenda del serial-killer Ed Gein. Per gli Stati Uniti il 1974 era l’anno dello scandalo Watergate, era prossima l’inopinata e dolorosissima sconfitta militare americana in Vietnam con la caduta di Saigon e ritiro delle truppe, dopo circa vent'anni di scontri tanto sanguinosi quanto inefficaci, era in atto una crisi petrolifera di vaste dimensioni, dovuto all’embargo causato all'appoggio americano a Israele nel conflitto arabo-israeliano, che apriva nuovi preoccupanti scenari internazionali mettendo a dura prova il ‘consumismo’ a ‘stelle e strisce’ ed il ‘Sogno Americano’, e gli Usa si scoprivano nazione fragile e con molti scheletri negli armadi. Di fondo, seppur marcando i toni in forma esagerata, Tobe Hooper parla della famiglia americana e, di riflesso, di quella più ampia che è la nazione; con il suo film – che può essere visto come ‘politico’ - il regista si occupa dei disagi che gli Stati Uniti vivevano all’epoca, nella prima metà degli anni Settanta, dalla disoccupazione al fallimento dell'epopea della frontiera. Dalla televisione emergeva un florilegio di fatti di cronaca nera, di vicende drammatiche e di efferati delitti che portarono a coniare il termine di ‘serial killer’ per quelle persone che compivano crimini spinti da pulsioni psicopatologiche e che uccidevano senza moventi razionali, spinti da istinti repressi e difficili da individuare. Le immagini di crudezza esplicita che i telegiornali mostravano sul piccolo schermo televisivo lasciavano ben poco all’immaginazione. Era questo il contesto nel quale il cinema, mezzo privilegiato per metabolizzare l’inconscio collettivo e le paure della nuova società, andava a sviluppare le nuove frontiere dell’Horror. Ed il 1974, grazie a “Non aprite quella porta” di Tobe Hooper, è l’anno che segna l'alba dello ‘slasher’, così come viene generalmente inteso ancora oggi. Il film aprirà la strada al new-horror hollywoodiano, a pellicole divenute di culto, come “Nightmare”, “Venerdì 13” e molte altre. “Non aprite quella porta” ha pure il pregio di creare una delle figure più amate dagli appassionati di horror: Leatherface (‘Faccia di Cuoio’), sorta di psicopatico ritardato e pervertito, che brandisce e rotea minacciosamente nell'aria una motosega. E – aggiungiamo – nell’ambito del New-Horror hollywoodiano si affermeranno nuove icone del terrore capaci di sostituire i vecchi ‘cari’ mostri della Universal (Frankenstein, Dracula, la Mummia, il Lupo Mannaro) che di fatto avevano dominato il genere fino alla fine degli anni Cinquanta.
Sinossi: Nella cittadina di Newt, Texas, qualcuno ha profanato alcune tombe, amputando gli arti e la testa ai cadaveri. Le autorità sono in allarme ma dimostrano d’essere incapaci di risolvere il caso. Nel frattempo, un gruppo di ragazzi e ragazze decide di trascorrere il week-end in quella regione a bordo di un furgoncino. Rimasti a corto di benzina, i cinque giovani raggiungono separatamente una casa abitata da una famiglia di macellai dediti al cannibalismo che intendono alimentare il proprio mattatoio con i loro corpi…
In realtà sono numerosi gli horror che iniziano con un viaggio (iniziatico) e che hanno come protagonisti dei ragazzi: oltre al già citato “Venerdì 13” ci sono “La Casa”, “Le colline hanno gli occhi”, pure titoli più recenti quali “Hostel” o “The Descent” e altri ancora. A sopravvivere al ‘massacro’ che sempre si preannuncia in questi ‘slasher movie’ – “Non aprite quella porta” incluso - è di solito una ragazza, quasi sempre la più timida e innocente del gruppo. Scene prima impensabili ma non si tratta di vero e proprio splatter, che in realtà viene più suggerito che mostrato, grazie ad una serie di effetti speciali ad ‘hoc’ ed alla bontà d’un montaggio serrato e ‘asfissiante’ calibrato sulla struttura allucinata dell’incubo. La violenza irrazionale e priva di movente serve ad evidenziare elementi inconsci rimossi e perturbanti facendo (ri)affiorare le nostre paure, e in tal senso scriveva Freud: “Il perturbante è qualcosa di spaventoso che si riferisce a qualcosa di noto da tempo, familiare da molto” costringendoci a guardare noi stessi fino in fondo. Il film contiene anche una satira sui tradizionali valori della famiglia e ‘declina’ con acume la disillusione del periodo successivo alla guerra nel Vietnam e al Watergate, nel bel mezzo della crisi petrolifera. “Non aprite quella porta”, nel corso del tempo, ha dato vita ad una lunga serie di sequel, prequel, remake e spin-off, a testimoniare il fenomeno cinematografico di cui si è fatto portavoce. Leatherface, con il suo grembiule da macellaio lordo di sangue e la maschera fatta di pelle umana, è diventato figura iconica del Cinema Horror ‘tout-court’, ancor di più quando imbraccia la sega emettendo grugniti animaleschi. Sally. La ragazza che alla fine riesce a scappare dalla magione dei macellai, diventava la capostipite di tutte le ragazze ‘final girl’ del cinema horror a seguire. Prodotto con circa 83.000 dollari, “Non aprite quella porta” incassò, solo negli Stati Uniti, 3.0859.000 dollari al botteghino e 14.221.000 dollari grazie al noleggio, venendo così ad essere uno dei film indipendenti di maggior successo della storia del cinema. Il film di Hooper, tra sequel, prequel e ‘restart’ ne ha visto nascere altri sette: “Non aprite quella porta parte 2” (1986), ancora diretto da Tobe Hooper, “Non aprite quella porta parte 3” (1990) di Jeff Burr, “Non aprite quella porta 4” (1994) di Kim Henkel, “Non aprite quella porta” (2003) di Marcus Nispel,Non aprite quella porta – L’inizio” (2006) di Jonathan Liebesman, “Non aprite quella porta 3D” (2013) di John Lussenhop, “Leatherface” (2017), prequel del capostipite hooperiano e di “Non aprite quella porta 3D”, diretto dalla coppia francese formata da Julien Maury e Alexandre Bustillo.

TECNICA
“Non aprite quella porta” viene riproposto in ‘limited edition’ UHD (4K + Blu-ray) da Koch Media, in collaborazione con Cult Media, nell’ambito della pregevole collana Midnight Classics. Nel porsi alla visione del film bisogna ricordare sempre che il film venne realizzato con un bassissimo budget che ne faceva già in origine un prodotto volutamente ‘sporco’ dal vago sapore documentaristico. Edizione da collezione quindi, per di più arricchita dal riversamento in 4K, che non potrà non mandare in estasi gli appassionati storici del film di Hooper, che sono ben consapevoli della natura dell’opera e plaudono al ritorno sugli schermi domestici della motosega più inquietante e spaventosa del Cinema, soddisferà un po’ meno quelli che acquistano i film solamente in funzione dell’elevato quadro video-tecnico annunciato. Tre sono i dischi in High-Definition inclusi nella consueta magnifica, e riconoscibile, confezione dei prodotti targati Midnight Classics; nello specifico due Blu-Ray (uno dei quali esclusivamente dedicato agli Extra) e per la prima volta anche il 4K Ultra HD. Il formato video è 1.78:1 (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) per il Blu-ray e 1.78:1 (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) per il 4K Ultra HD. L’audio Dolby ATMOS (per la traccia inglese) è il fiore all’occhiello dell’edizione HD, che presenta poi, per l’italiano, il nuovo doppiaggio in 7.1 DTSHD HR e in 2.0 DTS, oltre allo storico in ATMOS e in 1.0 DTSHD Master Audio. Quindi, oltre a film in formato Blu-ray 4K Ultra HD (sul disco 1) e film in formato Blu-ray tradizionale (sul disco 2), per quel che riguarda i ricchi Contenuti Speciali l'edizione della Midnight Factory contiene sul disco 3 (5 ore di Extra in totale): “The Texas Chainsaw Massacre: The Shocking Truth” (73 min.), del 2000, il più celebre tra i documentari sul film, realizzato da Mark Gregory, “The Shocking Truth: Scene tagliate” (8 min.), “Off the Hook” (17 min.), intervista con l'attrice Teri McMinn, interprete di Pam, “Flesh Wounds: Seven Stories of the Saw” (72 min.), documentario di Michael R. Felsher del 2006, “Cutting Chain Saw” (11 min.), intervista al montatore J. Larry Carroll, “The Business of Chain Saw” (16 min.), intervista con il production manager Ron Bozman, “Gunnar Hansen's Chain Saw House Tour” (8 min.), l'indimenticato attore islandese (naturalizzato statunitense) interprete di Leatherface – purtroppo scomparso nel novembre 2015 – ‘apre la porta’ della casa in cui è stato girato il film, “Horror's Hallowed Grounds” (20 min.), un ritorno sulle location del film, “Grandpa's Tales” (16 min.), intervista all'attore John Dugan, il mitico ‘nonno’ del film. Inotre a completare un comparto davvero ben nutrito troviamo pure svariati Trailer e spot (Trailer 40° anniversario, Trailer originale 1, Trailer originale 2, Tv Spot 1, Tv Spot 2, Tv Spot 3, Radio spot, Bloopers – Errori sul set (2 min.), una Galleria fotografica, alcune Scene tagliate (25 min.), Nuove scene tagliate (15 min.), Finale alternativo della versione italiana. Insomma le 5 ore di contenuti speciali rendono davvero speciale e ancor più preziosa questa lussuosa edizione da collezione del ‘cult’ hooperiano. I film contemplano pure i commenti audio sottotitolati del regista, del direttore della fotografia Daniel Pearl, dello scenografo Robert A. Burns, del montatore Larry Carroll, del tecnico del suono Ted Nicolaou e degli attori Marilyn Burns, Allen Danziger, Paul A. Partain e Gunnar Hansen. A integrare poi il magnifico cofanetto protetto da un box di cartone solido c’è un booklet d’approfondimento (per metà in italiano e per metà in inglese), distintivo di tutte le edizioni Midnight Classics.

 

(Luigi Lozzi)                           © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 

 

Galleria immagini


(immagini per cortese concessione della Koch Media)

 

 

 

 

 

 

NOTE TECNICHE
Il Film

NON APRITE QUELLA PORTA 

(The Texas Chainsaw Massacre)
Usa, 1974, 92’
Regia: Tobe Hooper
Cast: Allen Danzinger, Marilyn Burns, William Vail, Paul A. Partain, Teri McMinn, Edwin Neal, Jim Siedow, Gunnar Hansen, John Dugan, John Henry Falk.

 

Informazioni tecniche del Blu-Ray 4K Ultra HD e del Blu-Ray

Aspect ratio: Per il 4K Ultra HD: 1.78:1 2160x1080p / Per il Blu-Ray: 1.78:1 1920x1080p/AVC MPEG-4

Audio: Italiano 7.1 DTSHD HR, 1.0 DTSHD Master Audio, storico ATMOS, nuovo doppiaggio 2.0 DTS / Inglese Dolby ATMOS
Distributore: Cult Media/Midnight Factory/Koch Media
Limited Edition (4k Ultra HD + Blu-Ray Disc + Booklet da collezione)

 

 

 

 

 

 

 

 

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