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ISTINTO BRASS di Massimiliano Zanin in Blu-Ray

 

 

 

 

 

 

 

Istinto Brass”, il film documentario sulla vita e sulle provocazioni del regista Tinto Brass presentato alla 70a edizione della Mostra del Cinema di Venezia, nel 2013, arriva finalmente in Blu-Ray in una eccellente edizione a doppio disco curata da Koch Media.
 
 
 
 

A realizzarlo è stato Massimiliano Zanin, da oltre un decennio assistente alla regia e sceneggiatore per il regista milanese (ma veneziano d’adozione), ma a ‘benedirlo’ e a volerlo fortemente è stato proprio Tinto, conosciuto in tutto il mondo come il Maestro del Cinema Erotico d’Autore, il quale, oltre a collaborare alla scrittura, si è occupato in prima persona di fornire materiali di archivio, in alcuni casi inediti. Zanin è stato autore di uno dei ‘Corti Circuiti Erotici’ di Tinto e sceneggiatore di “Monamour” del 2006. Tinto Brass ===Consulta la Filmografia===, in quasi 40 anni di attività nel campo cinematografico e dopo gli inizi all’insegna di un cinema anti-clericale e anti-piccolo-borghese, ha progressivamente spostato il confine della sua grammatica espressiva dal genere erotico verso codici decisamente pornografici dominati da un voyeurismo che il regista finisce per ammettere, esplicitamente, come una propria virtù e trovando ragione d’essere nel mutato rapporto (assai più edonistico) con la sessualità del mondo occidentale nell’ultimo scorcio del secolo scorso. Con Tinto Brass la pornografia ha definitivamente guadagnato il suo spazio di consumo a cielo aperto: il suo è un porno soft in bilico sull'hardcore ma fedele ad una visione solare e gioiosa del sesso. Sebbene i critici lo detestino, il più esplicito ed il più monomaniaco tra i registi italiani si è ritagliato il suo personalissimo spazio cinematografico del quale è indiscusso maestro ed i suoi film fanno sempre cassetta. A partire dagli anni ’80 si è prodigato in una insistita rappresentazione voyeuristica di atti sessuali, di falli finti, di sederi a tutto schermo che annunciano (se non addirittura anticipano) lo sdoganamento della pornografia nelle abitudini cinematografiche di largo consumo del pubblico, con lo stesso regista ad assumere il ruolo privilegiato di 'guardone' in prima fila che non rinuncia mai all’autocompiacimento quando, in un continuo gioco di rimandi, ripropone nelle sue opere alcuni tratti distintivi (l'ossessione/brama verso il didietro femminile spesso ingigantito da lenti grandangolari, sessi femminili scrutati sotto le gonne con sapienza ginecologica, primi piani di genitali in erezione, specchi ovali a capo dei letti d’ottone, uomini che guardano rapiti donne che urinano, perversioni ed esibizionismi di varia natura, etc.) sanciti a mò di firma d'autore (o presunta tale). Il regista veneziano ha contribuito al debutto cinematografico di alcune attrici diventate poi celebri come Claudia Koll (“Così fan tutte”), Francesca Dellera (“Capriccio”), Deborah Caprioglio (“Paprika”), oppure come Serena Grandi, florida e libertina locandiera della bassa Padania, liberamente ispirata a quella del Goldoni, in “Miranda”. In un paio di casi le protagoniste dei suoi film hanno compiuto il percorso inverso: attrici già note, alle soglie della maturità, che hanno accettato di spogliarsi senza pudori per il regista. Come Stefania Sandrelli ne “La Chiave”, e Anna Galiena in tempi più recenti per “Senso ‘45”. Il successo de “La Chiave”, ispirato al romanzo del giapponese Tanizaki ma ambientato nella Venezia degli anni del fascismo, rilanciò la Sandrelli come icona sexy e diede avvio alla fase di grande successo commerciale del regista. Un caso a sé è rappresentato da “Caligola” - la storia della vita forsennata e crudele, le follie e la morte violenta di Caio Cesare Augusto Germanico detto Caligola (12-41 d.C.) - il film 'maledetto' che Brass ha diretto nel 1979 e che poi ha rinnegato; passato per le mani del produttore americano (e titolare della rivista Penthouse) Bob Guccione, che lo ha rimaneggiato, il film al suo comparire nelle sale italiane era un film crudo e dai toni decisamente hard nonostante la presenza di un cast di primo piano composto da Malcolm McDowell, Peter O'Toole, John Gielgud, Teresa Ann Savoy, Helen Mirren, Adriana Asti, John Steiner, Leopoldo Trieste, la sceneggiatura di Gore Vidal e le scenografie di Danilo Donati. Pochi giorni sugli schermi e venne sequestrato; poi, rimontato nel 1984 (purgato delle scene più esplicite), riapprodava sugli schermi con il titolo di “Io, Caligola”. In “Monella” (1998), ambientato nei Sessanta, si racconta di Lola, una vivace ragazza diciottenne, fidanzata con Masetto e prossima alle nozze, che però è attratta dall’affascinante cinquantenne, amante della madre... “Fallo!” (2003) si compone di sei episodi d’ispirazione boccaccesca che ruotano intorno all’immaginario erotico femminile, fatto di desideri e di tradimenti. In “Tra(sgre)dire” (2000) si raccontano le avventure della giovane veneziana Carla, giunta a Londra per cercare un appartamento in affitto per il suo fidanzato studente… In “Monamour” (2005) assistiamo alle scappatelle di Marta, annoiata dalla vita coniugale. Il titolo del doppio Blu-Ray, “Istinto Brass” è felicemente giocato sia sulle parole 'Is Tinto Brass' che sulle sillabe iniziale e finale ‘IS Tintobr ASS’, ad accentuare l’iconografia del piacere voyeuristico e l’ossessione per il lato B femminile sbandierati dal controverso ma originale regista. Oltre a mostrare scene tratte dai suoi film il documentario nei suoi 94 minuti di durata ci narra del periodo di formazione di Tinto in quel di Parigi, presso la Cinématèque Francaise (un biennio come archivista sul finire degli anni Cinquanta), avendo come maestri autori del calibro di Roberto Rossellini, Joris Ivens, Robert Bresson e Henri Langlois e avvicinandosi ad altri giovani cineasti (allora) ancora sconosciuti quali Francois Truffaut e Jen-Luc Godard, destinati a dar vita alla Nouvelle Vague. Si passa poi ai primi film diretti in Italia (“Chi lavora è perduto” e “La vacanza”) ed al rapporto intrattenuto con attori già affermati quali Alberto Sordi e Silvana Mangano (“Il disco volante” nel 1964) e con altri prossimi a diventarlo (Franco Nero, Vanessa Redgrave, Gigi Proietti). Il successo (anche internazionale) arriva quando il suo cinema anarchico e (sempre) controcorrente si arricchisce di quella componente scandalosa di ‘provocazione’ erotica e voyeurstica, invisa ai benpensanti ma nutrita da possibili e niente affatto peregrine ‘letture’ trasversali sul Potere e sul Denaro (si pensi a “Salon Kitty” e “Caligola”) e sul Comune Senso del Pudore (la Sandrelli protagonista de “La Chiave” ed altre ancora). Il Cinema di Giovanni Tinto Brass (trenta film all’attivo e un premio della Critica a Venezia) ha sicuramente aiutato a ‘crescere’ una generazione di spettatori, permettendo loro di superare le vischiose pastoie di un’educazione ‘timorata’ e sdoganato un erotismo che si è saldamente sedimentato nell'immaginario collettivo. Nel documentario firmato da Zanin, inoltre, vengono assemblate le testimonianze affettuose e ‘fuori dal coro’ di attori (tanti, tra cui Serena Grandi e Adriana Asti) che hanno lavorato con Brass e di critici ed esperti cinematografici che lo hanno alternativamente (e a piacere) osannato o vituperato. Come Helen Mirren che tra altri ricordi del set del travagliato “Caligola” racconta che la moglie di Brass, Carla Cipriani (scomparsa nel 2006) era per il regista l’equivalente di Alma Reville per Alfred Hitchcock, oppure Marco Giusti che approfondisce alcuni aspetti insoliti dei primi lavori di Tinto, o ancora Gigi Proietti intento a ricordare la sua esperienza ne “L’urlo” del 1968 e Franco Nero a parlare di “Dropout” del 1970 e “La vacanza” dell’anno successivo. Racconta il regista Massimiliano Zanin: «Chi guarderà questo film scoprirà un Brass inedito. I suoi film degli anni 60 e 70, film anarchici, indipendenti, geniali sotto molto aspetti ci raccontano un Tinto che la maggior parte delle persone non conosce. Il suo primo film “Chi lavora è perduto” è considerato uno dei manifesti della nouvelle vague e viene spesso programmato nelle retrospettive alla Cinématèque Française. Credo che gran parte del valore di questo mio lavoro sia proprio quello di riscoprire il Brass autore sperimentale, anarchico e sovversivo», e ancora «Tinto Brass è un regista dell’immensa generazione nata negli anni ’30 del ‘900. ha uno stile unico, immediatamente riconoscibile come tutti i grandi autori, ha una profonda conoscenza del mezzo cinematografico, una cultura quasi enciclopedica e una grande ironia che gli ha sempre permesso di stare a galla nella vita. Io qualcosa ho imparato credo, ma soprattutto spero di aver appreso la sua lezione più importante: affrontare la vita con ironia, gioia e fame di emozioni ed esperienze». Nel primo disco, assieme al documentario troviamo l’inedito “La Vacanza” che Tinto Brass diresse nel 1971, interpretato da Vanessa Redgrave, Franco Nero e Leopoldo Trieste, l’ultimo film del primo periodo brassiano, quello in cui l'erotismo non è ancora (e definitivamente) la stella polare del regista. In un secondo disco, per una durata di 4 ore di materiali sono presenti i Contenuti Extra: “Distinto Zanin” che è un’intervista al realizzatore del documentario, In Esclusiva i Fuori Scena dei più famosi film di Tinto Brass, “Mon Amour Backstage”, “Tra(sgre)dire Backstage”, Teaser Istinto Brass, una Galleria di Trailer dei film di Brass, “Elogio a Tinto Brass”, una Galleria Fotografica, Le scene mai viste tagliate in censura del film “Paprika”, per la prima volta le sequenze di “DNA” il film mai terminato di Tinto Brass.

 

(Luigi Lozzi)                                                              © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 

Galleria immagini


(immagini per cortese concessione della Koch Media)

 

 

 

 

 

NOTE TECNICHE
Il Film

ISTINTO BRASS 

(Istinto Brass)
Italia, 2013, 94’ + 99‘ [film “La Vacanza”] + 240‘ [Extra]
Regia: Massimiliano Zanin
Cast: Tinto Brass, Helen Mirren, Ken Adam, Gigi Proietti, Franco Nero, Adriana Asti, Serena Grandi, Franco Branciaroli, Manlio Gomarasca, Bonifacio Brass, Gianni Canova, Marco Giusti, Marco Müller, Yuliya Mayarchuk.

Informazioni tecniche del Blu-Ray

Aspect ratio: 1.66:1 1920x1080p/ MPEG-2

Audio: Disco 1: Italiano DTS-HD Master Audio 5.1 / film “La Vacanza” Italiano Dolby Digital 2.0 
Disco 2 – Italiano Dolby Digital 2.0 
Distributore: Koch Media [2 Blu-Ray]

 

 

 

 

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