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COSA DIRA' LA GENTE di Iram Haq in Blu-Ray

 

 

 

 
 
Il cinema come strumento per approfondire e conoscere meglio la realtà; una realtà complessa, multiforme, multiculturale e globalizzata, oggetto di accesi dibattiti politici e sociali, di scontri ideologici che cozzano con il sentire comune.

 

 


Il cinema quindi non solo elemento di intrattenimento disincantato ma pure cartina tornasole della società in cui viviamo. Questo è quello che ci viene servito con “Cosa dirà la gente”, il film diretto dalla regista pakistano-norvegese Iram Haq, classe 1976 (al suo secondo film, dopo “I am yours” del 2013), da tempo residente nel paese nordico e che fa confluire nel racconto numerosi elementi autobiografici e riflessioni personali. Va misurato l’impatto decisivo sul cinema, e su quello europeo in particolare, così come va analizzato il cinema d'autore nel suo rapporto con i contenuti civili. È evidente come una grossa fetta del cinema odierno affianchi i temi dell'attualità, e al cospetto di un film come “Cosa dirà la gente” non si può non andare con la memoria ad un tragico fatto di cronaca tempo fa sulle prime pagine di tutti i giornali, ovvero quello che ha visto la venticinquenne ragazza pakistana di Brescia, Sana Cheema, che, per aver abbracciato i comportamenti occidentali ed essersi fidanzata con un suo coetaneo italiano, è stata brutalmente sgozzata dai familiari dopo essere stata costretta a fare rientro in patria. E questa vicenda fa il paio con quella che nel 2006 vide coinvolta un'altra ragazza pakistana, Hina Saleem. E anche la regista Iram Haq, quando aveva quattordici anni, era stata costretta dai genitori a vivere per un anno e mezzo in Pakistan per ritrovare le regole di comportamento più ‘convenienti’. Il rischio, spesso, dal punto di vista artistico, è che portare sullo schermo vicende che sono assai prossime alla cronaca quotidiana, dopo essersi distinto quale film-denuncia, possa diluirsi tra i mille rivoli della percezione individuale dei fatti, e perdersi nel ‘mare magnum’ delle informazioni che quotidianamente bombardano il nostro cervello. In alcuni casi, invece, l’effetto è di illuminare in profondità e con coraggio problematiche che devono farci riflettere tutti, laddove si mescolano inestricabilmente i temi del divario profondo tra la cultura occidentale e quella musulmana, per quello che possiamo definire il cinema della diaspora. Come nel caso di questo film, presentato al Toronto International Film Festival del 2017, accolto da grandi consensi di pubblico e di critica, e successivamente al Bif&st (Bari International Film Festival) 2018, che si innesta sulle inarrestabili migrazioni che stanno segnando la storia contemporanea. «Volevo raccontare una storia d'amore impossibile tra due genitori e la loro figlia - ha detto la regista -; una storia che non potrà mai avere un 'happy ending' fino a quando permarrà un'enorme distanza tra due culture». Protagonista del film – in cui non si arriva ad un gesto così estremo ed efferato – è una studentessa di Oslo, la sedicenne Nisha Hussein (interpretata dalla bravissima Maria Mozhdah, premiata a Bari quale Miglior Attrice Protagonista), che quando sta in famiglia è una figlia obbediente e devota, nei comportamenti conforme alle regole della cultura islamica, mentre quando sta fuori casa, a contatto con la scuola e il mondo circostante, si diverte, va in discoteca e flirta con i suoi coetanei; mantenendosi così in equilibrio intelligente tra due universi così distanti. Accade che Nisha subisca una autentica forma di violenza da parte del padre, fedele ai dettami della religione islamica, quando questi la scopre in casa con un ragazzo e la costringe a fare rientro in Pakistan, esiliata per oltre un anno nella patria di origine affidata ad una zia (con il padre convinto di agire 'per il suo bene'), perché possa essere rieducata moralmente alla cultura della sua gente, considerando il senso dell'onore della famiglia, nell’ambito della comunità pakistana, prioritario su qualsiasi altra forma di civiltà per le prime generazioni di migranti. Ricordiamo, per inserire meglio la vicenda narrata nel contesto sociale di appartenenza, che in Norvegia la maggioranza degli immigrati presenti proviene da Pakistan, Marocco, Somalia e Iraq e che su una popolazione di 5 milioni di abitanti 50mila sono di origine pakistana; l'immigrazione pakistana in Norvegia risale ai primi anni Sessanta e la prima moschea di Oslo venne edificata nel 1974. L’adolescente ribelle, umiliata e mortificata dalla famiglia, paga un prezzo altissimo per la sola colpa di desiderare di comportarsi come i coetanei norvegesi. Si tratta di una delle tante storie dolorose e drammatiche che si registrano in occidente tra residenti di origini musulmane, di ragazze, cresciute in contesti di diversa concezione culturale, obbligate dalle loro famiglie a sottomettersi a mortificanti regole morali. Perpetuando (ed ampliando) lo status di donne indifese, dall’identità debole, su cui pesano ancora pregiudizi, regole e forme di subordinazione, donne soggiogate dall’atavico potere patriarcale e maschile. Si può universalizzare la materia guardando al tema (altrettanto insopportabile) del peso delle convenzioni culturali e morali cui in tanti sono soggetti, al conformismo sociale con cui la ‘gente’, non solo le culture fondamentaliste, controlla la vita individuale. “Cosa dirà la gente” ci racconta la tenace lotta che Nisha deve condurre con passione e forza per non farsi sopraffare dalle convenzioni, e giungere alla sua ‘liberazione’. Il film è delicato e oltremodo coinvolgente sotto il profilo emotivo ed è stato sviluppato e ben scritto da Iram Haq con mano sicura e grande senso di maturità, con argomentazioni che assumono toni interrogativi e provocatori. Ma il finale che ci attende è a sorpresa inaspettato, spiazzante, in cui prevale l’amore sulle convenzioni, la vita sulle regole, nuovo ideale corso per le seconde generazioni, e che non mi ritengo autorizzato a svelare. «Ho capito che per essere davvero libera – ha dichiarato la regista Iram Haq - devo smettere di preoccuparmi di cosa pensa di me la gente, per essere libere noi donne dobbiamo cominciare a credere in noi stesse e lottare per la vita che vogliamo condurre. Ne abbiamo il diritto». “Cosa dirà la gente” ci spiega proprio questa consapevolezza.
TECNICA
Cosa dirà la gente”, distribuito nelle sale da Lucky Red, è arrivato in Home Video l’11 ottobre distribuito da Koch Media in una edizione che offre una visione domestica quanto mai confortevole, soprattutto sotto il profilo visivo. Il film, girato con videocamera digitale, si presenta in alta definizione in una edizione sostanzialmente priva di difetti fastidiosi. Il quadro video è solido e profondo, e beneficia di una definizione soddisfacente per l’intera durata del film. La palette cromatica è vivida, accesa, i colori sono naturali con una preferenza per le sfumature calde tendenti all’ocra, mentre nelle scene notturne (o meno illuminate) si accentua il contrasto della colorazione ed in queste circostanze il dettaglio degli elementi in background perde di incisività mentre viene esaltata la resa del nero. Le riprese giocano indagare tra le pieghe psicologiche dei personaggi mentre la regia si sofferma spesso sugli sguardi dei personaggi. Nelle riprese in primo piano gli incarnati sono percepiti in modo naturale; rumore video e artefatti dovuti a cattiva compressione sono pressoché inesistenti. Sotto il profilo sonoro “Cosa dirà la gente”, trattandosi di un dramma esistenziale, ha ben poco per esaltare gli entusiasti dell’audio multicanale, se non per brevissimi ed isolati momenti. Il mixaggio 5.1 non ha grandi momenti con cui mettersi in mostra, mancano (‘of course!’) gli effetti surround e anche il canale LFE è praticamente inutilizzato, mentre al contrario si ritaglia un proprio spessore espressivo la musica della colonna sonora. La resa dei dialoghi è convincente, con voci sempre ben definite e tali da rendere ottimale la visione nella versione italiana lossless codificata DTS-HD Master Audio 5.1, aperta nelle frequenze e priva di compressione. La promozione del Blu-Ray (e del DVD) avviene con la sinergia collaborativa messa in campo da Lucky Red, Koch Media e Amnesty International e nasce dalla volontà di far conoscere la storia narrata nel film quale modello simbolico di coraggio per ogni donna che sceglie la strada dell’indipendenza e della libertà, nonostante la paura e le difficoltà. Tra i contenuti speciali, infatti, sono presenti alcune featurette di grande interesse nati dalla collaborazione con Amnesty International: “Come difendersi dai matrimoni precoci in Pakistan” (6’), in cui Amnesty International ci illustra, attraverso la vicenda di Paras, la condizione di molte donne pakistane costrette a sposarsi giovanissime contro la loro volontà; una testimonianza che getta uno sguardo su una realtà che ancora oggi viola i diritti umani di molte donne; “Libere di scegliere” (7’) in cui si parla delle spose bambine, delle cause e delle conseguenze di quel fenomeno globale, della ribellione delle ragazze e delle campagne di Amnesty International nel mondo. C’è poi un Trailer mentre l’interno del cofanetto contiene un report cartaceo sui matrimoni forzati e precoci con dati interessanti sui risultati concreti ottenuti grazie all’impegno e all’intervento prezioso di Amnesty International.

 

 

(Luigi Lozzi) © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

Galleria immagini


(immagini per cortese concessione della Lucky Red/Koch Media)

 

 

 

NOTE TECNICHE
Il Film 

COSA DIRA’ LA GENTE
(Hva vil folk si/What people will say)
Norvegia/Germania/Svezia, 2017, 107’
Regia: Iram Haq
Cast: Maria Mozhdah, Adil Hussain, Ekavali Khanna, Rohit Saraf, Ali Arfan, Sheeba Chaddha, Lalit Parimoo, Nokokure Dahl, Isak Lie Harr, Maria Bock.

Informazioni tecniche del Blu-Ray

Video: 2.35:1 1920x1080p/ AVC-4

Audio: Italiano, Norvegese-UrdoDTS-HD Master Audio 5.1
Distributore: Lucky Red/Koch Media

 

 

 

 

 

 

 

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