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L'ORA PIU' BUIA di Joe Wright in Blu-Ray

 

 

 

Nei due Oscar conquistati, Miglior Attore e Miglior Trucco, sono racchiusi i due elementi principali che hanno fatto la fortuna di “L’ora più buia”: l’interpretazione straordinaria di Gary Oldman, alla sua prima meritatissima statuetta, e il trucco sapiente che lo ha reso così somigliante a Winston Churchill, l’iconico statista inglese, eroe nazionale, che guidò la Gran Bretagna a superare le insidie improvvisamente emerse nella 2^ Guerra Mondiale, portandola alla vittoria.

 

Ci sono poi le altre qualità del film, l’ottima di Joe Wright (il regista londinese autore di film quali “Orgoglio e pregiudizio”, “Espiazione” e “Anna Karenina”), la magnifica ricostruzione storica, la fotografia di Bruno Delbonnel, la colonna sonora di Dario Marianelli, che hanno consentito al film di ottenere il grande successo che ha avuto; e agli Oscar vinti (su sei candidature) si sono aggiunti un Golden Globe (sempre per l’interpretazione di Oldman) e 2 Bafta inglesi (anche qui Attore e Trucco; su nove candidature complessive). Per essere più precisi il film diretto da Joe Wright ===Consulta la Filmografia=== racconta i fatti storici del maggio 1940 legati alle tre/quattro decisive settimane che videro il primo ministro britannico Winston Churchill impegnato nell'operazione Dynamo con la disfatta, e conseguente ritirata di Dunkerque (di recente narrata nel film “Dunkirk” di Christopher Nolan), in un momento decisivo in cui sembrava che la più saggia delle decisioni per gli inglesi fosse quella di negoziare la pace; e a condizioni di sicuro svantaggiose. Nel momento più convulso - mentre le armate di Hitler dilagavano per l'Europa e dopo la caduta di Francia e Belgio stavano per invadere la Gran Bretagna - Churchill era diventato Primo Ministro nel giro di una convulsa giornata, chiamato dal re Giorgio VI in sostituzione del dimissionario Chamberlain, incapace di gestire l'emergenza, a formare un nuovo governo, tra le perplessità generali, sia dei laburisti che dei conservatori (lo schieramento cui apparteneva). Al troppo attendista Chamberlain, per far fronte all’imminente catastrofe, si sostituisce un Churchill meno morbido e pronto all’intervento armato contro la Germania nazista… In un celebre discorso alla Camera Winston, alzando l'indice e il medio, ebbe a dichiarare: “Ci vorranno sangue, fatica, lacrime e sudore, ma alla fine vinceremo”. Il film ruota intorno ai delicati equilibri politici e morali che portarono a decisioni importanti per la sopravvivenza della Terra d’Albione, e se per gli inglesi il film è appassionante perché rievoca una delle pagine più importanti della loro storia, a calamitare più in generale le attenzioni degli spettatori è l’eccezionale performance interpretativa di Gary Oldman, mimetizzato dietro il trucco del volto di Winston Churchill che lo ha reso quasi del tutto irriconoscibile. C’è pure da dire che Oldman non è nuovo a trasformazioni del genere, basterà ricordare il “Dracula di Bram Stoker” di Francis Ford Coppola del 1992, anche in quel caso appariva poco riconoscibile nei panni del conte di Transilvania. Ma non è solamente la perfetta mimesi somatica all’iconico personaggio che ha permesso a Oldman di vincere l’Oscar perché l’attore si è calato alla perfezione nei panni di Churchill, dandone una potente interpretazione pure ‘fisica’ ma preservando le sue distintive qualità d’attore, e, con i suoi sguardi, le sue goffe movenze, il tono di voce affrettato e spesso appena sibilato, è riuscito a dare profondità allo statista e ci ha regalato il ritratto appassionante di un uomo pure controverso ed osteggiato dai suoi antagonisti politici, pure irascibile e talvolta sgradevole, altero nelle sue convinzioni, caustico col il suo sferzante eloquio, cappello di feltro, whiskey, tabacco da masticare e sigari sempre a portata di mano, ma che riuscì a conquistare la fiducia incondizionata del popolo inglese, e il cui nome è rimasto scolpito nella Storia. E Gary Oldman, con la statuetta vinta, ha finalmente raccolto i frutti di una carriera straordinaria costellata da tantissimi film importanti; basta scorrere la sua filmografia per rendersene conto. Un altro degli elementi vincenti del film – che è british, nel contenuto e nello spirito, dal primo all’ultimo fotogramma - è l’importanza (e la solennità) della parola, la sua incisività morale, Churchill esibisce infatti le sue celebrate virtù oratorie e 

ragiona sempre in termini di Europa (che non vi si celi maliziosamente una frecciatina critica alla Brexit!?); la retorica come strumento per scrivere la Storia: «Ha mobilitato la lingua inglese e l'ha spedita in battaglia», è una delle battute che si intercettano nel film. Raggiungendo il culmine del pathos quel 28 maggio del ’40 con lo storico discorso sulla necessità di continuare la guerra contro Hitler fino alle sue estreme conseguenze (“We'll never surrender”) salutato con entusiasmo dall'intera Camera, seguendo con pervicacia il credo di ‘sangue, fatica, lacrime e sudore’. Anche gli attori che circondano il superlativo Oldman sono bravissimi, e tutti insieme donano all’opera di Wright – che è grande intrattenimento cinematografico, anche ridondante se volete per retorica nazionalista - un indubbio valore aggiunto. Non è un vero e proprio biopic su Winston Churchill, poiché i fatti narrati sono circoscritti a poche decisive settimane ed in questo somiglia molto a “Lincoln” di Steven Spielberg; anche lì si trattava di una ‘lettura’ di una figura carismatica, anch’essa dotata di grandi capacità verbali e oratorie, in un preciso momento storico. La regia di Joe Wright è navigata ed elegante, e si mantiene su uno standard che, nell’assecondare la materia narrata, non è difficile definire alla ‘vecchia maniera’; adopera alcuni artifici singolari come quando, all’epilogo di numerose scene, fa sollevare la macchina da presa per riprendere i personaggio in una soggettiva di ‘sguardo’ dall’alto, quasi fossero pedine di un gioco più grande di loro. La sceneggiatura, scritta con impeccabile mestiere porta la firma del neozelandese Anthony McCarten, autore del biopic dedicato a Stephen Hawking recentemente scomparso, “La teoria del tutto”, e il montaggio quella dell’italiano Valerio Bonelli. La colonna sonora è opera del nostro Dario Marianelli, fidato collaboratore di Wright per cinque dei suoi sette film, che permea il film di uno score dal sapore classico con il supporto dell’orchestra, e su cui si eleva un raffinato pezzo melodico al pianoforte.


Il trasferimento in High-Definition (aspect-ratio in 1.85:1) è convincente e pressoché perfetto, per solidità delle immagini, referenziale per contrasto e ricchezza del dettaglio (pure negli oggetti in background), assenza totale di grana e di qualsiasi problematica dovuta ad una errata compressione. La palette cromatica tende volutamente a ricomporre una colorazione vintage che proietti lo spettatore nell’immaginario tipico dell’epoca in cui il film è ambientato. Sono magnifici e carichi di suggestioni certi passaggi in cui filtra la luce in alcuni interni (siano essi il Parlamento inglese o abitazioni private). Il comparto audio fa leva su un pregevole Dolby Atmos per l’edizione originale inglese e su un quanto mai efficace Dolby Digital Plus 7.1 per l’italiano ed altre lingue contemplate. Trattandosi di un’opera soprattutto dialogata l’audio è prevalentemente concentrato sul centrale con una resa distintiva ed efficace (ed una preferenza per la maggiore dinamicità dell’inglese), sono pochissimi i momenti in cui possono esaltarsi i diffusori ‘rear’ e la spazialità del supporto tecnico degli impianti a vostra disposizione, se non in corrispondenza a minimali effetti d’ambienza. Sul fronte dei Contenuti Speciali si poteva certamente fare di meglio, vista l’importanza del film e il suo spessore storico. Troviamo anzitutto il Commento del regista Joe Wright per tutta la durata del film, poi una breve featurette, “Dentro L’ora più buia” (8 minuti) sul ‘Making of’ del film, un’altra (“Gary Oldman: come diventare Churchill”) che contiene un’intervista all’interprete principale che racconta le difficoltà incontrate per calarsi nei panni del personaggio. Davvero poco, direi.

 

(Luigi Lozzi) © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

Galleria immagini


(immagini per cortese concessione della Universal Pictures)

 

 

NOTE TECNICHE
Il Film 

L'ora più buia

(Darkest Hour)
Gran Bretagna, 2017, 125’
Regia: Joe Wright
Cast: Gary Oldman, Kristin Scott Thomas, Lily James, Stephen Dillane, Ronald Pickup, Ben Mendelsohn, Richard Lumsden, Philip Martin Brown, Brian Pettifer, Jordan Waller, Charley Palmer Rothwell, Nicholas Jones, Hannah Steele, Jeremy Child.

Informazioni tecniche del Blu-Ray

Aspect ratio: 1.85:1 1920x1080p/AVC MPEG-4

Audio: Inglese Dolby Atmos
Italiano, Francese, Spagnolo Dolby Digital Plus 7.1
Distributore: Universal Pictures Home Entertainment Italia

 

 

 

 

 

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