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SCORE: LA MUSICA NEI FILM di Matt Schrader in DVD

 

 

 

 

Sanno bene coloro che riservano attenzione particolare alle Colonne Sonore che nella complessa architettura di un film la musica non costituisca un semplice elemento ornamentale, e che la sua forza espressiva nel contesto filmico dipenda molto dall’efficacia della collocazione in quell’architettura più che dalla qualità intrinseca della musica; sia essa originale che ‘assunta’ da altri scenari, per suscitare nel pubblico emozioni intense e profonde, visto che la musica continua ad essere un linguaggio universale.

 

Dell’importanza che la musica assume (la musica traduce le emozioni, la musica marca la narrazione) compresero bene il significato addirittura i fratelli Lumière quando inventarono il cinema oltre 120 anni fa, nel 1895, e il sonoro su una pellicola rappresentava allora poco meno di una utopia, che a dare senso e ritmo ai brevi film di 50 secondi, che iniziarono a creare, occorresse il supporto prezioso – seppure rudimentale - di un musicista, di un pianista ai piedi dello schermo per la precisione, che accompagnasse le immagini con un adeguato e calzante commento musicale. E che la musica possa avere una forza straordinaria nell’accompagnare le immagini è dimostrato anche dalla riluttanza che ebbe Charlie Chaplin, con l’avvento del sonoro, per le ‘parole’ pronunciate nei film mentre invece esaltò sempre la musica dei suoi film (“Luci della città”, 1931, “Tempi moderni”, 1936). Nella meravigliosa relazione che corre tra musica e immagini, poesia pura, c’è il cuore delle emozioni che lo spettatore vive nel buio delle sale, e la storia della Settima Arte ci ha raccontato come si sia passati dal ‘sinfonismo hollywoodiano’, introdotto nella Mecca del Cinema dai tanti musicisti fuggiti negli anni Venti e Trenta dall’Europa sotto scacco del nazismo ed ‘educati’ dalla drammaturgia musicale di matrice wagneriana (Max Steiner, Dimitri Tiomkin, Erich Wolfgang Korngold, Miklòs Ròzsa), alla genialità di compositori quanto mai innovativi (Bernard Herrmann, Elmer Bernstein, Alex North, Alfred Newman) nella Golden Age del Cinema, agli adattamenti di opere classiche di Mozart, Beethoven, Mahler o Debussy, ai Musical e alle Silly Symphonies, alle reinvenzioni dei Sessanta tra musica colta e musica popolare, all’ingresso deciso della musica pop & rock (prima Elvis Presley che promuoveva i suoi dischi, poi il contributo originale di Simon & Garfunkel per “Il Laureato” e i vari brani che hanno segnato la colonna sonora di “Easy Rider”) e jazz (fondamentale in opere come “Ascensore per il patibolo”, 1957, di Louis Malle, con le musiche di Miles Davis, “Anatomia di un omicidio”, 1959, di Otto Preminger con quelle di Duke Ellington) a contaminare gli equilibri sinfonici, all’avvento del Dolby Stereo alla metà degli anni Settanta, ai grandi contemporanei come Ennio Morricone, John Williams, Nino Rota, Jerry Goldsmith, agli sperimentalismi dei Novanta fino alla rivoluzione elettronica del nuovo millennio e ai nuovi protagonisti quali Hans Zimmer, Danny Elfman, Howard Shore, Thomas Newman. Dello stato dell’arte odierno ci informa esaurientemente il magnifico documentario “Score – La Musica nei Film”, firmato da Matt Schrader, che, nella sua ora e mezza di durata e attraverso gli interventi autorevoli di grandi compositori (John Williams, Hans Zimmer, Howard Shore, Danny Elfman, Patrick Doyle, Marco Beltrami, Trent Reznor, Atticus Ross, Quincy Jones, Randy Newman e altri ancora) e di registi (James Cameron), conduce lo spettatore a comprendere come prenda forma la creazione artistica nel Cinema in fatto di colonne sonore, quali siano le dinamiche sottese al mestiere del compositore. Per il tramite di tre capitoli (Storia, Tecnica, Motivazioni), se ne ripercorrono le influenze principali, l’evoluzione nel corso degli ultimi decenni, senza trascurare il ruolo seminale dei compositori della Golden Age (a partire dal lavoro compiuto da Max Steiner per il “King Kong” del 1933), si sottolinea la forza che la musica sprigiona nell’economia di un film e si spiegano le tecniche principali adottate ai giorni nostri (l’accurato lavoro di programmazione digitale) e la loro evoluzione, vengono mostrate alcune session di registrazione. Uno sguardo ravvicinato al mondo della composizione della musica da film che farà felici quelli che già da tempo sono appassionati di Colonne Sonore, e nello stesso tempo stimolerà in maniera originale ed efficace la curiosità di coloro che (magari) fino ad oggi hanno trascurato questa fondamentale componente della Settima Arte. Ognuno degli intervistati esprime con passione ed intima partecipazione le proprie idee, e rende omaggio al lavoro prezioso di altri compositori, cercando di cogliere e divulgare l’essenza più profonda della Musica per il Cinema. L’intervento di James Cameron ricorda a tutti l’importanza di James Horner, scomparso prematuramente, afferma “il compositore è come un terapeuta”, che deve entrare in simbiosi con il regista e diventare elemento narrativo addizionale, e racconta un breve aneddoto riguardante “Titanic”. In chiusura troviamo un montaggio di immagini che prova a esaltare l’importanza della musica da film e del lavoro del compositore.

 

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

Galleria immagini


(immagini per cortese concessione della Wanted/CG Entertainment)

 

NOTE TECNICHE
Il Film 

SCORE – LA MUSICA NEI FILM
(Score: A Film Music Documentary)
Usa, 2017, 94’
Regia: Matt Schrader
Cast: Hans Zimmer, Danny Elfman, John Williams, Trent Reznor, James Cameron, Rachel Portman.
Informazioni tecniche del DVD

Video: 1.77:1 anamorfico
Audio: Italiano Dolby Digital 2.0
Distributore: Wanted/VG Entertainment

 

 

 

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