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I SOLITI IGNOTI di Mario Monicelli in Blu-Ray

 

 

 
 
 
Tra i tanti film della storia del Cinema italiano radicatisi nell’immaginario collettivo “I soliti ignoti”, del 1958, occupa una posizione di rilievo; è un vero e proprio'Cult'.

Storicamente questo film appartiene alla Commedia all’Italiana, quel genere cosiddetto che, come tale, è stato universalmente riconosciuto ed apprezzato anche fuori dai confini nazionali e che affonda le sue radici nel Neorealismo, in quella fase di ricostruzione dalle macerie lasciate dal secondo conflitto mondiale e negli anni che hanno preceduto il grande boom economico degli anni Sessanta, quando il cinema leggero caratteristico degli anni Trenta riprese vigore ma in condizioni socio-economiche assai mutate. In effetti il cinema italiano ha vissuto un periodo, tra il '58 ed il '65, in cui – possiamo affermarlo senza tema di smentita - è stato il massimo prodotto commerciale esportabile nel mondo. “I soliti ignoti” racconta le vicende di un ridicolo sestetto di derelitti, un’improvvisata ‘banda del buco’ composta da piccoli lestofanti della periferia romana (assistiti da un vero professionista, Totò ?!!?) che prova a mettere a segno il 'colpo del secolo' al Monte di Pietà, nel tentativo di impossessarsi della cassaforte, e che invece deve accontentarsi di un piatto di pasta e fagioli che gli sventurati trovano nella cucina dell’abitazione in cui erroneamente si introducono... Il film diretto da Mario Monicelli ===Consulta la Filmografia=== ha rappresentato il debutto da attore comico per Vittorio Gassman ===Consulta la Filmografia=== che all’epoca non godeva di una buona reputazione agli occhi dei produttori, essendo considerato interprete un po’ tetro ed opprimente. Così, per attenuare i rischi di un flop, veniva imposta al regista la presenza di attori (Totò ===Consulta la Filmografia===, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori ed altri caratteristi di valore; gli indimenticabili 'Capannelle'/Carlo Pisacane e 'Ferribotte'/Tiberio Murgia) che in qualche modo potevano dare garanzia di equilibrio. Eppure alla prova dei fatti il film otteneva un clamoroso successo ed è ancora oggi considerato uno dei fiori all'occhiello del cinema italiano. Un film epocale frutto del lavoro corale dei grandi attori già citati cui va aggiunta pure una giovanissima e splendida Claudia Cardinale. I personaggi tutti, entrati di diritto nell'immaginario cinematografico collettivo, sono tratteggiati con arguzia e ricchezza di particolari da una sceneggiatura scritta a più mani dallo stesso Monicelli, da Age, Scarpelli e Suso Cecchi D'Amico. I dialoghi sono irresistibili ed il finale buffo ed amaro come si conviene ad un cinema che ha trovato la sua linfa vitale nella realtà degli stenti e delle sfortune delle classi meno abbienti. Ascoltate con quanta lucidità Age, sceneggiatore tra i più in vista all'epoca, delinea questa svolta: “Molti hanno indicato una specie di svolta del cinema comico italiano con "I soliti ignoti". Non sta proprio a me confermarlo. Certo, dopo quello, ne sono venuti altri che contenevano i due elementi che costituiscono il nucleo e l'originalità di questo tipo di cinema: l'incontro, la commistione tra il comico ed il drammatico, il grottesco ed il tragico. E una certa adesione ai fatti, ai problemi della nostra vita, della nostra storia. Da questo e dall'apporto di grandi attori, è nato il successo della 'cosiddetta commedia all'italiana'. L'operazione era dovuta ad un certo gruppo di autori di cui io ho fatto parte ed è stata graduale. Abbiamo cercato di lavorare un po’ più sui personaggi, sulla storia, sulle situazioni. Il processo è durato alcuni anni e sempre con riscontri crescenti. Dopo "I soliti ignoti" ci fu il balzo de "La grande guerra" e del primo sciopero italiano ne "I compagni", una conquista che facemmo passo passo perché questi film il pubblico italiano li accettò gradualmente. E poi "Tutti a casa", che parlava del'43, "La marcia su Roma", "Una vita difficile" che seguiva la biografia di un italiano dalla Resistenza al boom, col quale il personaggio di Sordi cresceva ancora, e "Il sorpasso", che parlava del boom dal cuore del boom. Intendiamoci bene, se qualcuna di occasioni ci fosse andata storta avremmo avuto dei momenti difficili, ci sarebbe stato impossibile continuare il discorso (che non voglio dire che avevamo programmato, perché sarebbe falso affermarlo, ma che avevamo voglia di fare perché è naturale che chi lavora in campo artistico cerchi sempre di migliorare quello che fa e cerchi sempre qualcosa di diverso per la volta successiva). Ne "La grande guerra" pur trattando di una tragedia, si finiva spesso in momenti farseschi: fu proprio in quell'occasione che ci eravamo domandati con una certa angoscia se potevamo tentare la difficile operazione del connubio tra tragedia e farsa. Insomma la Commedia all'Italiana vera era quella che aveva certe determinate qualità e contenuti, e che come novità rispetto al resto aveva questa cosa importante: che non c'era soltanto l'ambizione di far ridere o sorridere ma anche quella di far pensare e di inserire nelle coscienze di chi vi assisteva anche qualche dubbio sui loro convincimenti politici, o perlomeno qualche ripensamento su un certo modo di vivere”. Ma torniamo a “I soliti ignoti”; nel film, dal ritmo perfetto sul versante comico, Vittorio Gassman - difeso a spada tratta dal regista che ne aveva intuito le straordinarie potenzialità comiche - si è rivelato la ciliegina sulla torta, dando avvio con questo lavoro ad una indimenticabile galleria di personaggi. Nel tocco di Monicelli troviamo tutto il cinismo e l'ironia che gli appartenevano, il gusto beffardo della battuta dissacrante, ma anche l'affetto per i suoi personaggi, tutti elementi che abbiamo imparato ad amare negli anni. Parlando dell’attore che interpretava il piccolo malavitoso siciliano Ferribotte, Tiberio Murgia, che in realtà era sardo e che Mario aveva scoperto casualmente, diceva: «era un ex cameriere e mi aveva insegnato che i camerieri non si trattano male, perché poi ti pisciano nella minestra». E alla domanda come si giudicasse quale autore, Monicelli rispondeva: «Sono cattivo. Chi fa commedia non può rinunciare al cinismo. Veniamo tutti dalle radici della commedia dell'arte e, ancora prima, da Plauto: il vero umorista è quello che non ha paura di affondare il bisturi, deve essere spietato con le cose che ha vissuto. La commedia italiana è sempre stata anche una tragedia», è la storia dei poveracci condannati a restare poveracci, la virtuosa Italia dell'arte dell'arrangiarsi, e aggiungeva: «È per molti versi esemplare la figura di Alberto Sordi, uno di noi ‘cattivi’: egli ha inventato un personaggio che nella storia del cinema comico non si era mai visto. L'opposto del perdente che fa pena, sempre sfortunato, alla Chaplin. Albertone ha inventato un personaggio comico abietto. Prendiamo un altro modello di ieri: Tognazzi. Come tutti gli attori che venivano dall'avanspettacolo poi approdati alla commedia all'italiana aveva dentro di sé una carica di rabbia verso la vita che i buoni figli borghesi bravi intelligenti e magari con delle qualità mimetiche adatte a fare le imitazioni, non possono avere. I Fabrizi, i Totò potevano fare tutto perché erano cattivi». Fu tale il successo, anche internazionale del film, che “I soliti ignoti” venne candidato all’Oscar come Miglior Film Straniero ed ora esce in Alta Definizione nell’ambito di un processo progressivo che sta consentendo la pubblicazione del grande Cinema italiano del passato, degli anni Sessanta e Settanta soprattutto, in Blu-Ray. Va detto, ad onor del vero, che – seppur tardiva – l’operazione di restauro dei maggiori capolavori italiani era già stata avviata più di dieci anni fa attraverso sinergie e accordi messi in campo da vari soggetti; ricordiamo ‘Cinema Forever’ di Mediaset, la collaborazione messa in vita dalla 20th Century Fox Home Entertainment e la Cristaldi Film, il lavoro prezioso della Cineteca di Bologna, ed altri. Il lavoro di restauro e recupero dei film del nostro patrimonio cinematografico è l’espressione di un impegno anzitutto filologico legato alla grande tradizione del nostro cinema riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo ed al tempo stesso un’esperienza di crescita culturale e professionale per tutti coloro che sono stati coinvolti in questi progetti. Opere consumate dal tempo, per imperizia o mutilate da vicende distributive, vengono di nuovo presentate nell'originale integrità. Un lavoro che richiede figure professionalmente valide ed innamorate del mezzo cinematografico, capaci di ricomporre storicamente le varie fasi della realizzazione di determinati film per renderli accessibili ai giorni nostri. L’iter operativo si sviluppa attraverso il difficile lavoro iniziale di ricerca dei materiali originali, della valutazione tecnica sul loro stato di deperimento più o meno accentuato e di una verifica sullo stato di conservazione dei negativi. Poi segue una fase di pulizia degli stessi che è alla base della riuscita dell’operazione di restauro. Oggi esistono tecniche digitali raffinate che permettono di ricostruire i fotogrammi rovinati da una cattiva conservazione delle pellicole. Per quanto riguarda “I soliti ignoti” ovviamente, tenendo nella giusta considerazione che il film ha quasi sessant’anni e che per qualità delle immagini non può essere messo sullo stesso piano a prodotti di ultima generazione, il risultato alla resa dei conti è superlativo. Il formato è in 1.37:1 (originale adattato per la visione in High-Def), le immagini sono in B&N, pulite e luminose, ed hanno una più che soddisfacente definizione. Il comparto audio è stato gonfiato ad una codifica 5.1 utile a fornire pulizia nei dialoghi e negli effetti d’ambienza più che a dare profondità e spazialità. Ricca la dotazione di extra che prevede un’intervista a Mario Monicelli e alla sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico, un’accurata presentazione del film da parte del critico Maurizio Porro, uno speciale (già apprezzato nella precedente edizione del film in DVD) dedicato ai provini di Carlo Pisacane, Tiberio Murgia e Vittorio Gassman, recensioni d’epoca del film, alcune scene doppiate in francese (7’), una Galleria fotografica e la riproduzione della locandina originale.

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Galleria immagini


(immagini per cortese concessione della Cristaldi Film)

NOTE TECNICHE
Il Film

I SOLITI IGNOTI
(I soliti ignoti)
Italia, 1958, 106’
Regia: Mario Monicelli
Cast: Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Totò, Renato Salvatori, Claudia Cardinale, Carla Gravina, Rossana Rory, Memmo Carotenuto, Carlo Pisacane, Tiberio Murgia, Rosanna Rory, Gina Rovere, Mario De Simone.
Informazioni tecniche del Blu-Ray

Aspect Ratio: 1.37:1 / HD 1920x1080p/AVC
Audio: Italiano DTS-HD Master Audio 5.1
             Italiano DTS-HD Master Audio 2.0
             Italiano Dolby Digital 5.1
             Italiano Dolby Digital 2.0
Distributore: Cristaldi Film/CG Entertainment

 

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