Cinema

MICHAEL CIMINO, ADDIO!

 

 

 

 
 
Regista di culto
 
È morto ieri Michael Cimino (New York, 3 febbraio 1939 – 2 luglio 2016), il regista americano celebre soprattutto per aver diretto nel 1978 “Il cacciatore” e per essere stato una delle figure di spicco della New Hollywood degli anni Settanta. Aveva 77 anni.


Il cacciatore”, che si aggiudicò 5 Oscar (sulle 9 ‘Nomination’ complessive ricevute), tra cui quelli per il Miglior Film e la Miglior Regia, è il capolavoro indiscusso di Michael Cimino ===Consulta la Filmografia=== che, sebbene fosse nato a New York, aveva nelle vene sangue italiano: i suoi nonni erano partiti emigranti per gli Stati Uniti da un piccolo centro del viterbese, Soriano nel Cimino, luogo di cui porta traccia nel suo cognome. Era approdato al Cinema in modo fortuito, addirittura era un architetto, tant’è che in qualche intervista aveva sottolineato il fatto di non frequentato nessuna scuola per arrivare là dov’è arrivato. Dopo un tirocinio come sceneggiatore (“2002: la seconda Odissea” di Trumbull, 1971, e “Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan” di Ted Post,1973, scritto assieme a John Milius), l’esordio era avvenuto nel 1974 con “Una calibro 20 per lo specialista” grazie al supporto produttivo della Malpaso, proprietà dell’interprete principale del film, Clint Eastwood, divenuto suo ammiratore. “Il Cacciatore”, diretto nel 1978, è ancora oggi considerato uno dei film che meglio hanno saputo raccontare la sconfitta americana nel Vietnam e la devastante tragedia esistenziale della ‘sconfitta’ (del corpo e della psiche) che ha colpito un intero popolo; un altro caposaldo dei ‘Vietnam Movie’ è “Apocalypse Now” di Francis Ford Coppola. Costato 15 milioni di dollari ne incassò 50 milioni solo negli Usa. Purtroppo dopo lo stratosferico successo de “Il Cacciatore”, storia di tre reduci dal Vietnam interpretato da Robert De Niro, Cristopher Walken, John Savage e Meryl Streep, e con quella scena della roulette russa indimenticabile e dolorosa, Cimino, colpevole anche il suo carattere spigoloso e ossessivo, non è più riuscito a ripetersi al Box-Office pur rendendosi artefice di pellicole di tutto riguardo divenute ‘Cult’ per una generazione di appassionati di Cinema. Addirittura, per dirigere il successivo “I Cancelli del Cielo”, che fu un flop clamoroso al botteghino, ottenne cospicui finanziamenti (ben 44 milioni di dollari investiti) da parte della United Artists che portarono alla bancarotta e quindi al fallimento la Major fondata da Charlie Chaplin, Douglas Fairbanks, David Wark Griffith e Mary Pickford, da cui non si è più ripresa. “I Cancelli del Cielo” (con Kris Kristofferson, Christopher Walken, John Hurt, Isabelle Huppert, Joseph Cotten, Jeff Bridges) è in realtà una sorta di Western controcorrente, ambientato nello Wyoming di fine Ottocento, che instilla dubbi sulla limpidezza del ‘Mito della Frontiera’ americana e all’epoca della sua uscita suscitò giudizi controversi e critiche pesantissime che allontanarono il pubblico dalle sale (solo poco più di tre milioni di dollari gli incassi negli Usa). Il tempo però ha dato ragione alla qualità dell’opera di Cimino che, in virtù di ottimi momenti ci cinema lirico, rimane uno dei capolavori del Cinema Usa degli anni Ottanta. Forse solo troppo lungo. Con il fallimento della UA anche la carriera di Michael precipitò. Seguirono film quali “L’anno del dragone” (1985), con un Mickey Rourke nel momento più fortunato della sua carriera, “Il siciliano”, 1987, in parte girato in Italia, sulla vita di Salvatore Giuliano, con Christopher Lambert, “Ore disperate”, 1990, remake di un noir del 1955 di William Wyler (con Humphrey Bogart e Fredric March) interpretato ancora da Rourke e da Anthony Hopkins, “Verso il sole”, 1996, con Woody Harrelson. Film, questi, però tutti amati da un pubblico di appassionati. “Verso il sole” è di fatto anche l’ultimo lavoro di Cimino, fatta salva la partecipazione alla realizzazione di “Chacun son cinéma”, il film composti da 34 corti diretti dai maggiori registi del cinema mondiale, ideato e prodotto da Gilles Jacob per festeggiare i 60 anni del Festival di Cannes. Negli anni le sue apparizioni pubbliche si sono diradate ed il gossip si è impossessato di lui al punto che sono circolate voci di operazioni di plastica che gli hanno trasformato il viso e addirittura di un ipotetico cambio di sesso, mai realmente accertato. Nel 1996 “Il Cacciatore” è stato scelto per essere preservato presso il National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Due anni fa il Festival di Locarno gli aveva assegnato il Pardo d'oro alla carriera.

 

(Luigi Lozzi)                                                © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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